Quando arte e fede si danno a braccetto, qualsiasi cosa si faccia trasuda di bellezza. E’ il caso della Messa con introito e finale in canto gregoriano, ogni domenica d’Avvento (solennità dell’Immacolata compresa, lunedì 8 dicembre), alle 9, in Cattedrale. Ma anche quello dei Vespri che inizieranno alle 17 di domenica sempre in Duomo, stavolta nella Cripta, per poi proseguire in ogni giorno festivo del tempo di Avvento e Natale, sino a domenica 11 gennaio, festa del Battesimo del Signore. Due celebrazioni, due modi diversi – ma altrettanto fascinosi – di vivere questo periodo così sentito da chi sente la necessità di nutrire il proprio bisogno di spiritualità. La Messa, innanzitutto. A partire da domenica, la celebrazione delle 9, presieduta da don Ersilio Ogliari, sarà aperta dal canto gregoriano “Rorate caeli”, una preghiera in musica che si rivolge ai cieli, chiedendo loro di “piovere il Giusto” ovvero di generare Cristo Salvatore. Specularmente, anche il canto finale sará in gregoriano: i cantori intoneranno “Alma Redemptoris Mater”, l’antifona mariana per eccellenza del tempo di Avvento, che alla Vergine – invocata quale Santa Madre del Redentore – chiede di soccorrere il popolo di Dio che anela a risorgere. Questo, come detto, accadrà la domenica alle 9. Alle 17, invece, stavolta a cura dell’Unità pastorale Cattedrale – SS. Trinità, guidata da don Alessandro Vagni e don Angelo Frassi, verrà proposto il canto dei Vespri, anche in questo caso connotato da un’ attenzione particolare alla musica. La premessa: nell’àmbito della Liturgia delle ore, ovvero quelle preghiere che la Chiesa propone quotidianamente a orari fissi, quella dei Vespri e la celebrazione più solenne, che rende al meglio la sua natura nel momento in cui viene eseguita integralmente in canto. È quanto avverrà in Cattedrale, dove non solo sarà intonata ogni parte di questa liturgia, accompagnata dal suono dell’harmonium recentemente donato al Duomo, ma dove tra un salmo e l’altro – innanzi all’Eucarestia esposta nell’ostensorio – saranno proposti momenti di adorazione personale accompagnati dal suggestivo suono della cetra. L’ambiente sarà particolarmente favorevole: grazie a una batteria di lampade radianti, la Cripta – caratterizzata da spazi ben più ristretti rispetto a quelli della Cattedrale -raggiungerà una temperatura più che confortevole. In occasione di queste liturgie, il luogo sarà liberamente accessibile dalle 16.45, in concomitanza con il suono delle campane, con l’unica eccezione dell’area archeologica, il cui ingresso (sospeso ovviamente durante la celebrazione) resta subordinato all’acquisto del biglietto.