Baldesio, radiazione di Corazzi: udienza il 12 febbraio

28 Gennaio 2026

Il giudice Daniele Moro del Tribunale di Cremona ha fissato alle ore 13,15 del prossimo 12 febbraio l’udienza sul ricorso presentato dal socio Alberto Corazzi contro la radiazione dalla società canottieri Baldesio, provvedimento deciso e formalizzato il 23 giugno dello scorso anno dal Collegio dei probiviri, presidente Silvia Caporali, membri effettivi Massimo Mandelli e Alfredo Zagni. I legali di Corazzi hanno depositato il ricorso il 12 dicembre 2025 e il giorno seguente è stato pubblicato l’atto di citazione. Dopo l’approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo nel corso dell’assemblea ordinaria annuale del 2025, era stata comunicata a Corazzi la radiazione, quando si era da poco conclusa la sua sospensione di sei mesi dalla società, inflitta dal Collegio dei probiviri il 30 novembre 2024.

Il ricorso civile pendente davanti al Tribunale non riguarda soltanto l’impugnazione della delibera di radiazione, ma contiene anche una specifica e autonoma istanza cautelare d’urgenza. Corazzi ha infatti chiesto al giudice di intervenire, ai sensi dell’articolo 23 del codice civile e, in via subordinata, dell’articolo 700 del codice di procedura civile, per sospendere immediatamente gli effetti della radiazione e consentirgli di rientrare subito in Baldesio, senza dover attendere i tempi della prima udienza e del giudizio di merito. ”La tutela richiesta – spiega Corazzi – è finalizzata a evitare un pregiudizio grave e irreparabile quale, ad esempio, l’impossibilità di partecipare alla prossima assemblea per l’approvazione del bilancio 2025.  Ritengo infatti che sia nell’interesse dell’associazione che io possa portare il mio contributo di analisi sulla gestione”.

Accanto a tale ricorso, è inoltre pendente un autonomo e distinto procedimento civile per l’annullamento della sospensione di sei mesi inflitta a Corazzi con decorrenza 1° dicembre 2024. La sospensione è stata impugnata davanti al Tribunale di Cremona ed è oggetto di un procedimento iscritto al Ruolo Generale numero 213 del 6 febbraio 2025 Prima Sezione Civile,-, procedimento ordinario Cartabia in materia di associazioni. Giudice designato è Federica Meloni. Questo giudizio è cronologicamente precedente rispetto a quello della radiazione ed è centrale per la comprensione dell’intera vicenda disciplinare. La sospensione ha infatti rappresentato un passaggio preliminare necessario, in quanto solo successivamente è stato sostenuto che Corazzi avrebbe violato la sospensione stessa, così da costituire il presupposto per l’applicazione della sanzione successiva e più grave, ossia la radiazione. Sotto il profilo logico e temporale, la sequenza dei provvedimenti adottati appare quindi articolata in due fasi tra loro funzionalmente collegate, rendendo la legittimità della sospensione un passaggio imprescindibile per valutare la correttezza dell’intero procedimento.

Come risulta dall’atto di citazione depositato, la domanda risarcitoria per i danni subiti, sia morali sia materiali, è proposta nei confronti della Canottieri Baldesio quale associazione. I probiviri sono chiamati in causa unicamente in relazione alla legittimità della loro nomina e del procedimento disciplinare. ”Sto valutando con i miei legali le eventuali responsabilità personali dei componenti del Collegio dei Probiviri, alla luce degli atti adottati e delle modalità con cui è stata gestita l’intera vicenda” precisa Corazzi.

Oltre alle cause civili pendenti, è in corso anche un procedimento penale originato da una querela per diffamazione presentata da Corazzi il 10 agosto 2024 presso la Procura della Repubblica di Cremona. Il procedimento è iscritto al numero 3271 del 2024 nel registro generale delle notizie di reato e al numero 3047 del 2024 nel registro del giudice per le indagini preliminari ed è incardinato presso il Tribunale di Cremona, ufficio del GIP. Gli indagati sono il presidente e i componenti del Consiglio Direttivo della Canottieri Baldesio, in relazione al reato di diffamazione aggravata. La querela trae origine dalla pubblicazione, in data 22 maggio 2024 sul sito ufficiale della Baldesio, di un comunicato corredato da una fotografia dei consiglieri e da un testo ritenuto lesivo della reputazione di Corazzi, nonché dal successivo episodio delle magliette indossate al termine dell’assemblea dei soci. A seguito della richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero, la difesa di Corazzi ha proposto opposizione e, all’esito dell’udienza camerale del 26 giugno 2025, il giudice per le indagini preliminari Elisa Mombelli ha rigettato la richiesta di archiviazione. Il Giudice ha infatti riconosciuto che ”le magliette con la scritta in questione hanno  carattere offensivo, dileggiante e mirato nei confronti di Corazzi, fatto noto a tutti i soci presenti all’assemblea”. Il Gip aveva inoltre stabilito che servivano ulteriori indagini per chiarire chi avesse indossate le magliette e in quali circostanze.

L’ultimo provvedimento a favore di Corazzi risale allo scorso 16 gennaio quando il Tribunale ha archiviato la denuncia ”perché il fatto non sussiste” per la presunta ”pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale”. La denuncia era stata sottoscritta dall’intero Consiglio direttivo con l’eccezione del solo consigliere Riccardo Gualazzi che a fine 2025 si è dimesso dal Consiglio per assumere il ruolo di allenatore del settore canoa. Corazzi era stato denunciato per avere condiviso nella chat whatsapp Noi Soci Baldesio un estratto della querela per diffamazione nei confronti dei membri del Consiglio direttivo che subito dopo l’assemblea ordinaria annuale del 25 maggio 2024 avevano indossato una maglietta con scritta ritenuta diffamatoria.

Quanto sopra è riportato da provvedimenti giudiziari già depositati e non coperti da segreto istruttorio.

Va infine ricordato che una causa è già stata definita con esito pienamente favorevole nei confronti di Corazzi. Con ordinanza del 23 dicembre 2024, il Tribunale di Cremona ha accolto il ricorso cautelare promosso contro la Canottieri Baldesio, accertando l’illegittimità del comportamento dell’associazione che aveva impedito l’accesso alla documentazione sociale, amministrativa, contabile e fiscale. Il giudice Benedetta Fattori ha affermato che il socio è titolare di un vero e proprio diritto soggettivo alla conoscenza e alla consultazione degli atti sociali e ha chiarito che il diniego reiterato e ingiustificato dell’accesso agli atti integra il requisito del periculum in mora. In conseguenza di ciò, il Tribunale ha ordinato alla Canottieri Baldesio di consentire a Corazzi la consultazione della documentazione, anche tramite un professionista di fiducia, con facoltà di estrarne copia, e ha condannato l’associazione alla rifusione di una parte delle spese di lite. ”Tale provvedimento – commenta Corazzi – costituisce una pronuncia giudiziaria che ha accertato una grave violazione dei diritti di socio e rappresenta un precedente rilevante per comprendere il contesto complessivo delle successive iniziative adottate nei miei confronti”.

9 risposte

  1. Ringrazio il Direttore Zanolli per l’attenzione con cui è stata ricostruita la vicenda giudiziaria.
    Desidero soltanto precisare, per chiarezza verso i soci, che tutti i procedimenti richiamati nascono da iniziative che ho promosso esclusivamente per tutelare diritti statutari e il rispetto delle regole associative. In più occasioni i giudici hanno già riconosciuto la fondatezza delle mie richieste, dall’accesso alla documentazione sociale all’archiviazione di denunce risultate infondate.

    Come ho già avuto modo di scrivere in una mia recente lettera pubblicata sul quotidiano La Provincia, non ho mai vissuto queste vicende come uno scontro personale con qualcuno, né come una battaglia contro la società. Le ho sempre considerate, piuttosto, un dovere civico verso la Baldesio e verso tutti i soci, perché il rispetto delle regole e la trasparenza amministrativa non sono interessi individuali, ma patrimoni comuni.

    Il mio unico intento è continuare a contribuire, con spirito costruttivo e senso di responsabilità, alla correttezza della gestione e al buon governo dell’associazione. Non difendo interessi personali, ma un principio semplice: che la Baldesio resti un luogo di regole chiare, confronto leale e tutela di tutti.

    Confido quindi che anche questo passaggio possa essere letto con serenità, come un normale ricorso agli strumenti previsti dall’ordinamento, non come un conflitto.

    Perché quando le ragioni sono fondate, non serve alzare i toni: è sufficiente affidarsi ai fatti e al giudizio imparziale della legge.

    1. Sig.Corazzi, ancora meglio della serenità di lettura, non la legge proprio più nessuno! Meglio di così non si potrebbe non trova?
      Nella spasmodica attesa della sentenza, mia e sicuramente di tutta la compagine sociale, le auguro una buona serata.

      1. Caro Edoardo,
        la cosa curiosa è che, a quanto pare, “non mi legge più nessuno”… tranne lei, che commenta con puntualità svizzera. La ringrazio per la costanza: è sempre confortante sapere di avere lettori così attenti.

        Quanto alla “spasmodica attesa”, stia sereno: io non aspetto nulla con ansia. Quando si hanno documenti, fatti e sentenze dalla propria parte, si dorme piuttosto bene.

        Le auguro davvero una buona serata. E grazie ancora per avermi letto.

  2. Corazzi ha preso la Baldesio come casa sua e qualsiasi cosa non lo aggradi è disposto a portarla in tribunale dimenticando che la società è composta da più di 3000 iscritti. Questi ultimi ogni anno con la votazione nell’assemblea annuale decidono le sorti della società ed indirettamente del consiglio. Se il consiglio è ancora in carica vuol dire che ai soci va bene così, potrebbe risultare sempre agli stessi soci invece piuttosto fastidioso il fatto di spendere soldi in cause senza senso per i capriccetti di qualcuno che manco vuol candidarsi, cosa oramai impossibile visto che non è neppure più socio.

    1. Leggo il commento del sig. Luca Codazzi e mi colpisce la singolare teoria giuridica che propone: se l’assemblea approva il bilancio, allora il Consiglio automaticamente ha ragione su tutto. Una scoperta rivoluzionaria. A questo punto potremmo riscrivere il codice civile: niente più tribunali, niente più giudici, basta alzare le mani in assemblea e ogni problema diventa legale per acclamazione.

      Peccato che non funzioni così. L’assemblea vota i numeri del bilancio, non decide cosa sia lecito o illecito. La legge non si mette ai voti, non è un sondaggio di gradimento. Se un comportamento viola i diritti di un socio o lo statuto, resta illegittimo anche con il 100% dei consensi. Altrimenti dovremmo pensare che, se abbastanza persone sono d’accordo, si possa ignorare la legge. È una logica più da televoto che da ordinamento giuridico.

      Quanto alle “cause per capriccio”, ricordo solo un dettaglio: non sono opinioni mie, sono provvedimenti dei giudici che mi hanno già dato ragione. Accesso agli atti riconosciuto dal Tribunale, denunce archiviate perché il fatto non sussiste. Non chiacchiere: decisioni scritte nero su bianco. Se difendere diritti riconosciuti dai giudici è un capriccio, allora dovremmo considerare capricci anche le sentenze.

      L’idea poi che “se il Consiglio è ancora in carica vuol dire che ai soci va bene così” è quasi tenera nella sua semplicità. Nel 2024 i voti contrari erano il 25%, lo scorso anno il 46%. Quasi metà dei soci. Ma soprattutto: la legalità non si misura con il pallottoliere. Un atto resta sbagliato anche se applaudito.

      Io non porto la Canottieri Baldesio in tribunale perché qualcosa “non mi aggrada”. Ci vado quando vengono violati diritti e regole. È esattamente ciò che dovrebbe fare qualunque socio responsabile. Pretendere che gli amministratori rispettino la legge non è accanimento: è normale amministrazione in qualsiasi organizzazione seria.

      Ridurre tutto a “i soci votano quindi Corazzi ha torto” è un ragionamento così elementare che sembra uscito da un quaderno a quadretti: semplice, lineare… e completamente sbagliato. La realtà, per fortuna, è un po’ più complessa. Ed esistono i tribunali proprio per questo.

      1. Esatto, lo ha scritto lei nero si bianco, l’assemblea vota i numeri del bilancio e quindi indirettamente anche l’operato del consiglio. Se ne faccia una ragione, i numeri che lei ha sempre contestato i soci Baldesio li trovano invece in linea, e nei numeri vi sono anche le spese legali intraprese. Poi, per tornare alla realtà dei fatti, lei non è più socio quindi qualsiasi suo giudizio in merito trova il tempo che trova.
        La saluto e continui pure se le fa piacere su questa linea di condotta, contento lei contenti tutti io mi limito ad osservare che ogniqualvolta compare un articolo viene sommerso da una valanga di critiche, idem sulla oramai ridicola chat, fossi in lei una riflessione la farei.

  3. Ma basta con queste cose, hanno sinceramente stufato, anche lei Corazzi si faccia una vita ma non ha davvero niente di meglio da fare? guardi che i tempi di mani pulite sono finiti da un pezzo e non si sente il bisogno di un revival. Ma dai ma che tristezza.
    Io da socia di lunga data mi dissocio in toto da questa pantomima, la Baldesio va avanti lo stesso e senza tutte queste diatribe.Direttore mi permetta questo francesismo: che due palle!

    1. Cara Mirella,
      capisco il disagio: parlare di bilanci, statuto e sentenze non è entusiasmante come una gara di burraco. Purtroppo però le regole di una società non spariscono perché “stufano”.

      Mi fa sorridere che, invece di discutere i fatti, si liquidi tutto con “che due palle”: è probabilmente l’argomentazione più sintetica che abbia letto sotto un articolo che parla di legalità.

      Io continuerò a occuparmi di documenti e trasparenza. Lei, se preferisce, può tranquillamente occuparsi di sbadigliare.
      Per fortuna in Baldesio c’è spazio per entrambi.

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