Elisoccorso: non è un refuso la collocazione al Migliaro

15 Maggio 2026

A seguito della nota di ASST Cremona in risposta al comunicato del Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona sull’elisoccorso, ritengo doveroso, come cittadino cremonese che segue con attenzione la vicenda del nuovo ospedale, segnalare alcune contraddizioni che i documenti ufficiali rendono evidenti.

 «Come indicato dalla Committenza» non è un refuso.

 ASST definisce la previsione del Migliaro contenuta nel PFTE un «refuso non coerente con gli indirizzi operativi». La frase in questione recita: «Sarà ricollocato il servizio di elisoccorso presso l’area di backup nell’Aeroporto di Migliaro come indicato dalla Committenza.» Un refuso è un errore tipografico. Questa è una frase costruita, con soggetto, verbo, luogo specifico e — soprattutto — una locuzione che attribuisce esplicitamente la responsabilità ad ASST: «come indicato dalla Committenza». Nel linguaggio contrattuale della progettazione, ‘Committenza’ indica il soggetto appaltante: ASST Cremona, unica stazione appaltante del concorso internazionale e del contratto con MCA. Non si scrive accidentalmente che è stata l’azienda ospedaliera a dare quell’istruzione ai progettisti.

Questo presunto refuso, peraltro, non è stato corretto nei quattro mesi trascorsi tra la redazione del documento e il suo deposito ufficiale presso Regione Lombardia — atto firmato dal direttore generale Ezio Belleri il 17 novembre 2025. Ha poi aperto una procedura ambientale davanti al Comune di Cremona, generato una richiesta ufficiale di integrazioni e infine prodotto un decreto di archiviazione. I refusi non producono decreti.

 «Attuale direzione in carica dal 2024»: un’ammissione involontaria.

 ASST non afferma che ASST non ha mai considerato il Migliaro. Afferma che «l’attuale direzione, in carica dal 2024» non lo ha mai considerato. Questa qualificazione temporale è significativa: ammette implicitamente che quell’istruzione ai progettisti è esistita — proveniente da una gestione precedente. Ma Belleri era già direttore generale quando ha firmato il deposito di quel documento. Se sapeva che conteneva un residuo non più valido, aveva il dovere di correggerlo prima di firmarlo.

 Le domande che restano senza risposta.

 ASST afferma che sono state «individuate soluzioni in prossimità del presidio ospedaliero». Nessun documento è stato pubblicato. Nessun accordo con AREU Lombardia — l’ente che gestisce l’elisoccorso regionale — risulta depositato. Nessuna autorizzazione dell’aviazione civile risulta acquisita.

E rimane aperta la domanda più importante, a cui il comunicato di ASST non risponde: durante la Fase 2, quando l’intera area ospedaliera sarà cantiere per la demolizione del vecchio complesso, quale soluzione «in prossimità» è fisicamente praticabile? Quando non c’è più un edificio, non c’è nemmeno un metro quadro disponibile. Dove atterra il 118?

 Il confronto che non è mai stato fatto.

 Con la riqualificazione progressiva dell’ospedale esistente, questo problema non si sarebbe mai posto. L’elisuperficie sarebbe rimasta nella sua posizione attuale — a 50 metri dal Pronto Soccorso, abilitata al volo notturno — per tutta la durata degli interventi. Non ci sarebbe stato nulla da collocare al Migliaro, nessun refuso da spiegare, nessuna soluzione da cercare.

Questo è il confronto — tra demolizione e riqualificazione — che non è mai stato fatto pubblicamente prima di decidere. È quello che il Movimento continua a chiedere, con documenti alla mano.

 

Gianluigi Stagnati

Asst: ”L’elisoccorso resterà vicino all’ospedale”

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