Arcigay Cremona, mobilitazione il 17 maggio

16 Maggio 2026

Arcigay Cremona La Rocca: dalla Giornata internazionale contro l’omobilesbotransfobia al Pride, l’associazione lgbtqia+ in prima linea per i diritti della comunità su tutto il territorio cremonese Quest’anno la mobilitazione per il 17 maggio,

InternationalDayAagainstHomoBiITransfobia, e l’inizio della stagione Onda Pride, coincidono con l’anniversario di una data storica per la comunità lgbtqia+. Dieci anni fa, nel 2016, l’Italia faceva un passo storico: veniva approvata la legge Cirinnà sulle unioni civili. “Oltre 30mila coppie formate da persone dello stesso sesso – dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay – hanno visto riconosciuto il proprio legame. A dieci anni da quella data, il nostro è però un bilancio amaro, perché quello che doveva essere un primo passo verso la piena uguaglianza, visto dalla prospettiva di oggi, si è rivelato una battuta d’arresto. Nonostante le unioni civili abbiano segnato una svolta culturale, dal momento che per la prima volta lo Stato ha riconosciuto le nostre relazioni, ad oggi – prosegue Piazzoni – manca il matrimonio egualitario, il pieno riconoscimento della genitorialità nelle coppie same sex e una legge sulla procreazione medicalmente assistita. In generale, è ancora lontana una riforma del diritto di famiglia capace di rappresentare la società reale, conclude il Segretario della maggiore associazione lgbtqia+ europea. “Nel nostro Paese c’è ancora chi sostiene che l’omotransfobia non esiste, ma i dati raccontano di una realtà differente. Le persone trans e non binarie sono ancora oggetto di pregiudizi, discriminazioni e violenze”, dichiara Lorenzo Lupoli – vicepresidente di Arcigay Cremona. A loro sono negati i più elementari diritti costituzionali nella scuola, nel lavoro e nello sport. Si utilizza lo spettro della fantomatica e inesistente “ideologia gender” – prosegue Lupoli – per bloccare ogni intervento di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, volto a prevenire il bullismo omotransfobico e la violenza di genere di cui i femminicidi sono solo la punta dell’iceberg. La mobilitazione di questi giorni – conclude l’attivista casalasco – si unisce alle lotte per difendere gli spazi democratici nel Paese, contro il decreto Sicurezza, alla stagione referendaria in difesa della Costituzione, fino alle oceaniche manifestazioni contro il genocidio in Palestina e la corsa al riarmo che taglia ulteriori risorse alle politiche di welfare. Per Chiara Pedroni, presidente di Arcigay Cremona, impegnata in prima linea nel percorso verso la terza edizione del Pride cremonese, previsto sabato 30 maggio: “Il Pride non è soltanto una festa, ma uno spazio pubblico di cura collettiva e partecipazione democratica, in cui una comunità decide che nessuno deve restare indietro. Perché i diritti – prosegue Pedroni – non sono mai conquistati una volta per tutte e ogni avanzamento nasce dalla capacità delle persone di lottare insieme nello spazio pubblico. Il Cremona Pride sarà una giornata aperta a tutta la città: associazioni, organizzazioni politiche e sindacali, giovani, famiglie e società civile. A chiunque creda in una comunità plurale, inclusiva e solidale. Per questo – conclude la presidente di Arcigay – invitiamo tuttə a camminare con noi, perché il Pride oggi è più necessario che mai”.

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