Padania Acque, Vitari (Lega): ”Nessuna risposta da FdI”

22 Maggio 2026

“La dichiarazione di Marcello Ventura successiva al voto contiene un elemento interessante: rivendica il risultato numerico, ma evita accuratamente di affrontare il vero tema politico che questa vicenda ha aperto dentro Fratelli d’Italia e nel centrodestra provinciale. – Lo dichiara il consigliere regionale della Lega Riccardo Vi -. Dire che ‘il territorio ha risposto’ non basta a cancellare ciò che è accaduto. Perché il punto non era e non è il risultato di una votazione, ma il metodo politico utilizzato per raggiungerlo. E soprattutto non si può sostenere che questa operazione abbia compattato il territorio, quando la realtà racconta esattamente il contrario: dentro Fratelli d’Italia si è arrivati addirittura a un documento formale di dissenso sottoscritto dalla larga maggioranza dei dirigenti presenti al coordinamento provinciale, con critiche esplicite alle modalità con cui è stato costruito l’accordo con il Partito Democratico. Altro che ‘rumore’. Qui siamo davanti a una frattura politica reale, evidente e certificata dagli stessi organismi interni di Fratelli d’Italia. Ed è proprio questo il dato più preoccupante: pur di rivendicare spazi e posizionamenti che evidentemente qualcuno ritiene indispensabili per la propria sopravvivenza politica, si è scelto di incrinare rapporti costruiti negli anni con gli alleati naturali del centrodestra e perfino con una parte consistente dello stesso mondo meloniano sul territorio”.

“Da settimane emerge infatti una dinamica ormai chiara: una parte dirigente di FdI sembra vivere una continua sindrome di impotenza politica, compensata dalla necessità di occupare ruoli e costruire forzature tattiche pur di dimostrare un peso che il territorio, spesso, non riconosce nei numeri e nel radicamento amministrativo -continua Vitari -. Ed è questo il vero motivo dello stallo continuo che si è creato nel centrodestra provinciale. Perché il problema non è Matteo Romagnoli, la cui professionalità nessuno mette in discussione. Il problema è aver trasformato una partita tecnica in una resa dei conti politica, costruita fuori dal perimetro naturale della coalizione. Ancora più significativo è che le prese di distanza non siano arrivate soltanto dagli alleati, ma da dirigenti, amministratori e rappresentanti dello stesso Fratelli d’Italia, che hanno definito ‘politicamente scorretto l’accordo con il Partito Democratico e contestato apertamente il metodo decisionale adottato”.

“E in tutto questo dispiace vedere Ventura ridotto al ruolo di garante politico di un’operazione che appare sempre più eterodiretta da chi non ha realmente a cuore un progetto politico condiviso del centrodestra, ma esclusivamente la gestione degli equilibri interni e l’occupazione di ruoli. La sensazione sempre più diffusa è che qualcuno abbia chiesto a Ventura un pegno di lealtà personale e politica, scaricando su di lui il costo di una scelta che molti dentro FdI non volevano e non condividono tuttora. Per questo la questione non si chiuderà con un voto assembleare. Perché le nomine passano, ma la credibilità politica resta. E quando si rompe il rapporto fiduciario tra alleati e tra dirigenti dello stesso partito, nessun comunicato trionfalistico può cancellarne le conseguenze” conclude Vitari.

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