Turismo per i territori e i borghi più piccoli: le parole chiave sono ‘connessioni’ e ‘reti’

4 Giugno 2026

Come è possibile ripensare il turismo per i territori e i borghi più piccoli? È possibile immaginare un nuovo paradigma per realtà che non hanno una vera e propria vocazione turistica, ma che hanno un potenziale da esprimere?

Le parole chiave potrebbero essere “connessioni” e “reti”.

Per prima cosa, però, serve la consapevolezza che per incentivare il turismo o comunque la presenza di visitatori nei piccoli borghi e nei territori fuori dai circuiti tradizionali, l’offerta deve necessariamente passare da una proposta di turismo lento, che propone esperienze legate a quello specifico territorio e quindi non omologate o stereotipate.

Come però si diceva poco sopra, le dimensioni ridotte dei borghi, se da un alto garantiscono esperienze intime e personalizzabili, dall’altro soffrono della carenza – se non addirittura della mancanza- di servizi.

E, dal momento che sappiamo bene che prima vengono i servizi e poi i turisti (e mai viceversa), serve appunto creare quelle connessioni che mettono in rete il “poco” di ciascuna realtà per creare una gamma di offerte in grado di rendere attrattivo il borgo o il territorio.

Seconda premessa, per fare questo sforzo organizzativo serve visione, competenza e cultura del luogo, la conoscenza della storia, delle radici e degli aspetti su cui investire fin da subito per creare un circuito virtuoso che valorizzi le identità locali senza snaturarle e proprio per questo le renda attrattive.

Ecco alcuni snodi da non perdere mai di vista:

  • Ospitalità diffusa e rurale: chiaramente alberghi e hotel non si trovano nei piccoli paesi mentre invece non è da escludere che si possano convertire edifici in disuso per adeguarli a piccole strutture ricettive diffuse. In questo modo non serve costruire altri immobili e snaturare il borgo e il territorio, rendendolo però interessante sia per i visitatori che per eventuali nuovi tracciati ciclistici o cammini.
  • Cammini: non perdiamo di vista uno dei trend del momento, ossia i cammini. Già da alcuni anni, infatti, queste offerte escursionistiche stanno interessando sempre di più chi vuole fare un’esperienza diversa e più intima, lontano dalle mete inflazionate e spesso affollate. Un interesse colto anche dal cinema, che non per niente ha proposto “Buen Camino” di Zalone, creando ulteriore interesse verso i cammini.
  • Cicloturismo: le piste ciclabili nella strategia di promozione del territorio sono uno strumento indispensabile per incentivare un turismo lento e sostenibile, a patto che siano progettate con una visione d’insieme e che successivamente possano avere la giusta cura e manutenzione per essere a tutti gli effetti una risorsa.
  • Turismo esperienziale ed enogastronomico: Se monumenti e grandi eventi non si trovano facilmente nei piccoli borghi, sicuramente è possibile proporre invece esperienze genuine e coinvolgenti, che i visitatori non potrebbero vivere in grandi città; proposte enogastronomiche come degustazioni direttamente dal produttore, sagre, strade e itinerari del gusto rendono più autentica la visita. Allo stesso modo tutte le esperienze che permettono di ‘portarsi a casa’ oggetti, ricordi e avventure sono sicuramente memorabili corsi di cucina, workshop di artigianato locale, degustazioni, visite guidate nei boschi, esperienze in fattoria,….
  • Promozione in rete: Promuovere il territorio in rete inteso sia tramite i canali digitale e i social media, che anche creando vere e proprie piattaforme unificate per la promozione, storytelling, creazione di contenuti sia fisici che digitali per dare risalto ai gioielli meno conosciuti, intercettando un target di viaggiatori interessati a mete più di nicchia.

Infine non bisogna dimenticare che le piccole mete sono paesi e borghi in cui vivono il loro quotidiano gli abitanti di quei luoghi, che possono diventare dei testimonial di grande rilievo ed a costo zero, a patto che in primis la loro qualità di vita sia e resti buona o addirittura migliori con nuovi servizi e nuovi indotti. Spesso poi i cittadini si associano in ProLoco, associazioni di promozione culturale, realtà comunitarie che è fondamentale coinvolgere nelle offerte turistiche per garantire un’accoglienza autentica e servizi di base sempre attivi.

In epoca di overtourism, la caratteristica di essere un territorio poco frequentato ma coinvolgente va giocata come un plus.

Michela Garatti

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Michela Garatti – La Forza delle Parole

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