‘Volevo essere una dura’: laboratorio alla media Campi

6 Giugno 2026

“Volevo essere una dura” è il titolo del laboratorio di scrittura creativa che si è tenuto presso la scuola media Antonio Campi nei mesi scorsi. L’iniziativa, guidata dalle insegnanti Francesca Codazzi e Marta Cò, ha coinvolto un gruppo di studentesse delle classi seconde e terze con la finalità ultima di rileggere al femminile il contenuto della famosa canzone di Lucio Corsi, secondo posto al Festival di Sanremo 2025 e Premio della critica “Mia Martini”, per l’efficacia con cui il cantautore ha saputo raccontare lo sforzo di essere “se stessi” in un mondo che spesso richiede forza, sfacciataggine e sfida delle regole, esplorando temi come la vulnerabilità, le aspettative sociali e la sensibilità come valore determinante.

Le ragazze sono state addestrate a scrivere per immagini, dopo un percorso di scavo psicologico, dove hanno riflettuto su loro stesse e la loro visione della ”donna” che vogliono essere. Hanno avuto carta bianca e senza stravolgere il messaggio del cantautore toscano che in estrema sintesi è “non sono un duro, non sono altro che Lucio” si è trasformato nell’esigenza femminile di affermare “non sono una dura, ma voglio essere forte”. Ne emerge un’originale rilettura che spiega molto bene la necessità delle giovanissime di ritagliarsi un ruolo che, al netto delle proprie fragilità, le faccia sentire in grado di dominare il loro tempo.

Si intuisce fra i versi lo sforzo tutto adolescenziale di tirar fuori la propria capacità di autodeterminazione che serve per non soccombere alle paure, anche nelle prestazioni più quotidiane, come un’interrogazione, e fra le piccole e grandi difficoltà che la vita mette davanti, soprattutto il timore di non essere all’altezza.

”Il testo che hanno prodotto sulla metrica del brano sanremese è davvero “forte”. Non aspettatevi sdolcinature o romanticherie, non vogliono apparire deboli, svenevoli, siamo lontanissimi da quello che le donne non dicono, loro si sanno spiegare bene, dicono senza remore che la vita non è una passeggiata e vogliono cavalcarla, con coraggio. Il colore non è il rosa, bensì il nero – commentano Codazzi e Cò -. Questa esperienza che ha occupato cinque pomeriggi intensi è sfociata nella autoproduzione di un video karaoke che rispecchia infatti un cuore un po’ dark, dove le ombre, che pure esistono, fanno riflettere sull’impegno di crescere a testa alta, vincendo ansie e tribolazioni. I giovani oggi non vivono tempi facili, le ragazze hanno i loro demoni, ma con convinzione li vogliono affrontare, cercando dentro tutta la forza che serve: “le donne senza grinta sono fregature”. Aggiungiamo che le ragazze cantano bene, fra loro ci sono cantanti in erba, studiano canto e musical. Il prodotto è intenso e profondo. E’ una gioia condividerlo, vi racconterà qualcosa sulle nuove generazioni e la loro voglia di esserci”.

 

 

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