Manifesto Pro Vita, lettera dei cattolici contro Virgilio

18 Giugno 2026

Trentaquattro persone vicine al centrosinistra tra cui l’ex sindaco di Cremona  Gianluca Galimberti hanno sottoscritto una lettera aperta che contesta la decisione del sindaco di far rimuovere il Manifesto Pro Vita appeso da mesi nella pensilina del bus davanti all’ospedale maggiore sulla base di questa riflessione: “Far conoscere le opportunità alternative all’aborto non rappresenta una minaccia per alcuno, ma un servizio rivolto a chi desidera essere informato su tutte le possibilità disponibili”.

Primo firmatario della lettera è Riccardo Merli, capogruppo in consiglio comunale della lista di maggioranza Fare Nuova CremonaAttiva. Seguono i nomi di altri dello stesso gruppo quali Cinzia Marenzi e di Cremona sei TU! Marialuisa D’Ambrosio. E poi diverse personalità del mondo cattolico vicino al centrosinistra. Dunque l’associazionismo cattolico chiede al sindaco Andrea Virgilio di rivedere la sua decisione

Ecco il testo della lettera

“Non intendiamo entrare nel merito della legittimità della legge che disciplina l’interruzione volontaria della gravidanza. Pensiamo che tale legge rappresenti un punto di sintesi alto e significativo nel considerare sia i diritti fondamentali enineludibili delle donne, sia la più ampia ed essenziale tutela della vita del nascituro. Riteniamo che una società autenticamente democratica debba garantire spazio anche a chi, nel rispetto delle persone e senza forme di aggressività, propone una diversa visione della maternità, della vita nascente e delle possibili alternative all’aborto.

La libertà di espressione non può essere riservata soltanto alle opinioni maggioritarie o culturalmente prevalenti. Essa trova il suo significato più profondo proprio nella tutela delle idee che, pur nel rispetto della legge e della dignità di ogni persona, esprimono un punto di vista differente.

Molte associazioni e realtà del volontariato, presenti anche nella nostra città, operano quotidianamente per offrire sostegno concreto, ascolto e aiuto alle donne che affrontano gravidanze difficili o inattese. Queste associazioni, in quanto operano nello spirito della legge, vanno aiutate e sostenute. Far conoscere tali opportunità non rappresenta una minaccia per alcuno, ma un servizio rivolto a chi desidera essere informato su tutte le possibilità disponibili.

Per molti cittadini, credenti e non credenti, la tutela della vita nascente, come riconosciuto dalla legge stessa, rappresenta un valore umano fondamentale, che merita sempre accoglienza fin dal suo inizio e, nel pieno riconoscimento dei diritti delle donne, sancito dall’ordinamento, e nel rifiuto assoluto e totale di ogni colpevolizzazione, riteniamo che anche il nascituro possieda una dignità che merita considerazione e rispetto nel dibattito pubblico  Chiediamo pertanto che venga sempre garantito il diritto di esprimere, in forme pacifiche, rispettose e non offensive, opinioni favorevoli alla maternità, alla vita nascente e alle alternative all’aborto, così come vengono garantite tutte. Una comunità autenticamente pluralista non elimina le voci che non condivide e le altre posizioni presenti nella società ma garantisce a tutte il diritto di essere ascoltate, nel rispetto reciproco e della dignità di ogni persona.

Una comunità democratica e pluralista non teme il confronto delle idee: lo accoglie, lo tutela e ne fa uno strumento di crescita comune. Il dialogo, il confronto, la condivisione, l’ascolto e il rispetto delle varie opinioni, anche se scomode, da sempre sono i valori in cui ci riconosciamo. E ciò vale ancora di più se avviene su ambiti e materie in cui è l’intima coscienza di ognuno di noi che ispira il nostro pensare e, soprattutto, il nostro agire.

Per tutti questi motivi auspichiamo che altri cittadini del nostro territorio possano condividere il contenuto di questa lettera in nome del pluralismo, del dialogo e del rispetto delle diverse sensibilità presenti nella nostra comunità”.

Qui sotto le 34 firme

 

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