“Andrea, ora ricostruisci l’unità della città. Sii il sindaco di tutti, non restare prigioniero della parte più ideologica della tua coalizione. Incontra le associazioni, ascolta chi si è sentito escluso e trova una soluzione istituzionale. Se può esserti utile, sono disponibile anch’io a contribuire a questo percorso”. E’ l’appello che lancia oggi Alessandro Portesani, già candidato sindaco per il centro destra e capogruppo in Consiglio Comunale per la lista civica ‘Novità a Cremona”, in merito al manifesto rimosso di SOS Vita.
“Le prese di posizione emerse negli ultimi giorni confermano che la scelta del sindaco Andrea Virgilio non ha tenuto insieme sensibilità diverse, ma ha aperto una frattura nella comunità cremonese. E la profonda lacerazione – chiosa Portesani – si sta consumando soprattutto nel centrosinistra. PD, AVS e CGIL hanno difeso senza esitazioni la rimozione del manifesto. Dall’altra, esponenti civici e cattolici del centrosinistra hanno rivendicato il pluralismo”.
“E’ il caso di Fare Nuova Cremona Attiva, appunto il capogruppo, dove i consiglieri Merli e Marenzi hanno sottoscritto una lettera critica verso la scelta del Sindaco, mentre il presidente dell’associazione Paolo La Sala ha successivamente assunto una posizione più prudente e conciliatrice. In poche ore Fare Nuova Cremona è riuscita a sostenere contemporaneamente che il Sindaco ha sbagliato e che il Sindaco ha ragione. Non è una sintesi politica: è un esercizio di equilibrismo per tenere insieme la coscienza dei consiglieri e la maggioranza di Virgilio. Non è difficile capire quale sia la posizione autentica di quel mondo: basta guardare cosa ha sottoscritto il suo fondatore, ed ex sindaco, Gianluca Galimberti”.
“Anche in Cremona Sei Tu – osserva Portesani – emergono segnali di disagio: Marialuisa D’Ambrosio ha firmato la lettera critica, mentre Segalini e Pizzetti hanno scelto il silenzio. La politica può dividersi. Le coscienze possono avere opinioni diverse. Ma quando una scelta del sindaco fa sentire una parte della città esclusa o non rappresentata, il problema non è più il manifesto. È il rapporto tra l’Amministrazione e la comunità. Ed è da lì che bisogna ripartire”, conclude l’ex candidato sindaco.
