“Per anni ci siamo sentiti ripetere che quella dei cremonesi fosse soprattutto una percezione di insicurezza. Eppure oggi scopriamo che c’è chi è riuscito a smontare i tetti e i pluviali di decine di cappelle del cimitero di Cremona, tornando più volte, con calma, nell’arco di diversi giorni. E’ la dimostrazione che mentre si discuteva di percezione, i delinquenti agivano indisturbati.” Lo afferma Paolo Italia referente del Comitato Cremona 31 di Futuro Nazionale Vannacci.
“ Il punto non è soltanto il furto. Il punto è che, secondo quanto emerso, la razzia non si sarebbe consumata in una notte, ma in momenti diversi. Questo significa che, mentre qualcuno tornava a finire il lavoro, nessuno ha pensato di rafforzare la vigilanza. E’ questo il vero scandalo.”
“Il cimitero è uno dei luoghi più sacri e rispettati per una comunità. Se nemmeno lì si riesce a garantire un minimo controllo, allora è evidente che qualcosa non funziona. E la responsabilità politica è di chi amministra la città – prosegue Italia -. La sinistra continua a rifugiarsi dietro alle parole, dietro le analisi, dietro la distinzione tra sicurezza reale e sicurezza percepita. Ma ai cremonesi interessa una cosa sola: poter vivere in una città dove chi delinque non abbia il tempo di tornare una seconda volta, una terza volta, una quarta volta per completare un furto. I cittadini non chiedono lezioni sulla percezione dell’insicurezza. Chiedono che i luoghi simbolo della comunità vengano protetti. Chiedono controlli, prevenzione e un’Amministrazione che smetta di inseguire gli eventi quando il danno è ormai fatto. Anche questa vicenda dimostra che il problema non è la percezione dei cremonesi. Il problema è una sinistra che continua a minimizzare finchè la realtà non le presenta il conto. La sicurezza non è una sensazione. E’ sapere che i propri cari possono riposare in pace e che nemmeno un cimitero viene lasciato nelle mani dei delinquenti. Se viene meno anche questo, allora è venuto meno il dovere fondamentale di chi governa la città”.
