La delegazione cremonese dell’Accademia Italiana della Cucina ha visitato il ristorante Bistrot di via Genala, 37. Gli ospiti sono stati accolti dal patron Adriano Pollastri, molto conosciuto e apprezzato in città per essere stato insieme con la sua famiglia gestore dell’agriturismo Campass di Castelvetro Piacentino, una delle mete classiche dei cremonesi. Un ricco aperitivo servito davanti all’ingresso del locale ha dato il benvenuto agli ospiti. Accompagnati dal classico prosecco e da una dissetante bevanda analcolica, gli accademici hanno assaporato degli stuzzichini semplici e gustosi: frittata di verdure, crostini con burrata, acciughe e pomodorini e l’immancabile salame cremonese. Merito delle prelibatezze preparate in cucina è della chef Elena Fumi.
Il locale è piccolo e dall’atmosfera familiare con un bancone che troneggia sulla prima saletta sormontato da una gigantografia del proprietario, non certo per megalomania, ma per sottolinearne la simpatia e la natura spiritosa. Nonostante la calura estiva, tutti i tavoli erano occupati da commensali: il ristorante è un luogo molto frequentato tutti i giorni della settimana. La disponibilità del personale fa la differenza: in sala c’è grande solerzia unita a cortesia e professionalità.
L’antipasto a tavola è stato a base di un’ottima culaccia e di una saporita giardiniera. Due i primi piatti proposti: caramelle di ricotta e spinaci condite con burro e salvia e risotto al radicchio rosso salsiccia e riduzione di Teroldego. Come secondo piatto è stato servito roast beef all’inglese con patate al forno e verdure di stagione. Infine il dolce: gelato al fior di latte condito con ciliegie spadellate che danno una nota particolare alla semplicità del piatto. Una cena apprezzata dagli accademici non solo per la genuinità delle pietanze servite, ma anche per la ricerca in piatti apparentemente semplici.
La votazione complessiva data dagli accademici nelle schede di valutazione è stata elevata: 8,3 decimi.
La serata è stata impreziosita dalla presenza di Giovanni Pietrogrande esperto di caffè e titolare della Torrefazione Vittoria di porta Venezia, lato caserma della Polizia locale. La semplice torrefazione è diventata nel corso degli anni anche caffetteria aggiudicandosi importanti riconoscimenti sulla Guida Bar d’Italia del Gambero Rosso del 2026: Tre Tazzine e Tre Chicchi. Da lavoro casuale trovato grazie a papà Francesco, che anni fa rilevò l’attività, a passione per il caffè il passo è stato breve, e insieme è arrivata la consapevolezza di avere tra le mani qualcosa di prezioso, da approfondire e studiare. Il progetto iniziale è cresciuto con l’ampliamento dell’offerta, dopo l’incontro di Giovanni con Alessandro, appassionato di vini e oggi suo socio. Ora alla Torrefazione Vittoria non si serve caffè anonimo. Il prodotto ha una sua provenienza, delle sue caratteristiche particolari, una storia. E poi è possibile gustare piatti veloci e leggeri ma anche più elaborati accompagnati da una scelta di vini non banali e sempre naturali.



