E’ il novembre 1973 quando Peppino di Capri e il maestro Di Francia scrivono un canzone in omaggio a Charles Aznavour e alla sue atmosfere romantiche, eleganti e un po’ tristi. Nel 1971 era uscito un grande successo del cantante franco-armeno, “Io tra di voi”, che cantava di un uomo che si accorge durante una cena che la sua donna e il suo amico si sono innamorati tra di loro. Peppino di Capri nella sua canzone decide invece di recitare la parte dell’intruso che conosce a una festa la donna di un altro.
La canzone però è molto meno triste e molto più spensierata di quella di Aznavour, e conclude con la ironica ed elegante scena del protagonista che ordina da solo, con uno schiocco di dita, dello champagne per brindare alla furtiva e fugace storia d’amore mai nata.
Il successo fu davvero clamoroso: ”Champagne” divenne subito una super hit e rimase tale per anni, tanto che nel 1979 venne ripubblicata con un altro clamoroso successo. Io ricordo benissimo che la canzone veniva continuamente trasmessa dalle radio, tanto che anche se molto piccolo ho un vivido ricordo che la associa alla Lancia Delta che i miei genitori avevano appena comprato, e in cui mi sedevo dietro sprofondato nei sedili grigi con ”Champagne” che suonava in continuazione. Il brano ebbe un successo incredibile anche in tutto il sudamerica, ed è diventato un classico della musica leggera italiana oltre che un vero e proprio simbolo generazionale per tutti gli italiani nati appena prima o dopo la seconda guerra mondiale.
Successo assai longevo, tanto che nel 2013 un bellissimo arrangiamento di Andrea Bocelli arriva addirittura a piazzarsi al secondo posto nella billboard americana.
”Champagne” è un brano molto borghese, lontano sia dalle canzoni politicamente impegnate che dalla grande disco music che caratterizzava tutta la produzione musicale degli anni 70. Un brano romantico ma cinico, un po’ sornione e un po’ disinteressato, ma che crea immediatamente un’atmosfera elegante e raffinata tra le più belle mai musicate, ambientato in una elegante serata di una bella casa borghese e non nelle piazze della contestazione o nelle discoteche della rivoluzione sessuale.
Canzone dunque disimpegnata ma elegantissima, ”Champagne” è forse la migliore trasposizione della innata eleganza di quel vino, “il minimo dell’alcool per il massimo della cordialità” come diceva David Niven, e forse anche l’unico champagne che piace a Camillo Langone, il “Cato Maior” censore della viticoltura italiana ed eterno nemico dello spumante d’Oltralpe.
Peppino di Capri ci ha lasciato, e questa bellissima canzone sembra davvero vecchia se pensiamo alla musica di oggi, e anche a quello che vediamo in giro… Canzoni trap che inneggiano alle coltellate e le coltellate che tra i ragazzi che la ascoltano volano davvero… Viene un po’ di nostalgia per quelle atmosfere patinate dei vecchi club, con le persone eleganti e lo champagne per festeggiare una avventura appena accennata, un po’ piccante ma mai volgare… Sembra passata un’eternità: e se anche negli anni 70 come oggi per strada si rischiava, almeno allora sopravviveva una certa eleganza che oggi pare davvero un po’ scomparsa.
Francesco Martelli
sovrintendente agli Archivi del Comune di Milano
docente di archivistica all’Università degli studi di Milano