Rigoni in pensione, lascia l’Ufficio stampa del Comune

24 Luglio 2026

Da lunedì 27 luglio la persona di riferimento dell’Ente per i rapporti con gli organi di informazione – fatta eccezione per il sindaco che ha un portavoce – sarà il giornalista Alessandro Di Stefano, che ha affiancato in questi mesi Albino Rigoni che va in pensione. Compirà a dicembre 67 anni. ”Alessandro mi ha validamente affiancato in questi mesi – scrive Rigoni nel comunicato inviato agli organi di stampa -. Per ora ha un incarico di collaborazione, pertanto la sua presenza e la sua attività saranno concordati di volta in volta con i vertici dell’Amministrazione”.

Non sarà facile sostituire Albino, persona seria, competente, intellettualmente onesta, che abbiamo avuto modo di apprezzare al giornale La Provincia. Assunto dall’allora direttore Francesco Tartara, ha mosso i primi passi nel giornalismo nel quotidiano locale come collaboratore fisso, poi come praticante, quindi come redattore. Da subito i colleghi e chi scrive hanno potuto riconoscerne correttezza, la passione per la professione e, non ultimo, la sua preparazione cultrurale. Dopo il diploma conseguito al liceo classico Daniele Manin, Rigoni si è laureato in lingue e letterature orientali all’Università Cà Foscari di Venezia. La conoscenza perfetta del turco avrebbe potuto schiudergli altre opportunità lavorative e prospettive di carriera, lontano da Cremona. Albino scelse invece di restare nella sua città. Non incline ai compromessi, decise coraggiosamente di licenziarsi dal quotidiano locale quando la linea politica cambiò, con una vistosa virata a destra, terminata la direzione di Tartara, col nuovo responsabile Roberto Gelmini. Non condividendo la nuova impostazione, Rigoni si dimise, senza sollevare polemiche, com’è nel suo stile. Uno stile che ha contraddistinto tutte le tappe successive della sua vita lavorativa.

”Rivolgo un sincero ringraziamento – scrive ai colleghi giornalisti l’ormai ex responsabile dell’ufficio stampa del Comune – per la collaborazione instaurata in questi anni nel rispetto dei diversi ruoli che rivestiamo. Spero di avere dato, per quanto possibile, un fattivo contributo al vostro lavoro. Se talvolta non sono riuscito ad esaudire in pieno alcune richieste, me ne scuso. Non è stato certo per cattiva volontà”.

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