Prc Crema: no al patriarcato mediterraneo di Vannacci

17 Agosto 2026

Nei giorni scorsi, Roberto Vannacci ha annunciato il programma di Futuro Nazionale per rilanciare il Paese e tra remigrazione, contrasto all’insieme di provvedimenti ecologici contro cui i negazionisti dei cambiamenti climatici alzano le barricate definendoli impropriamente “ideologia green”, cancellazione della legge Mancino contro l’odio razziale in nome della libertà d’opinione (come se il razzismo fosse un’opinione) e gli altri cavalli di battaglia cui il generale ci “delizia” da quando è sceso in campo, non si è scordato della lotta all’impropriamente detta “violenza passionale”.

In un Paese in cui ogni tre giorni una donna viene uccisa, nella maggior parte dei casi per mano del proprio partner, Futuro Nazionale propone di prevenire le violenze sulle donne difendendo…udite udite…il “patriarcato mediterraneo”, ovvero formare maschi forti in grado di “dominare le emozioni e le passioni”.

A sostegno di tale teoria è intervenuta anche la militante cremonese del partito Simona Sommi, sostenendo che l’uomo agisce con violenza quando è il contrario di uomo forte e ha fragilità, facendo riferimento a studi psicologici e sociologici che avvalorerebbero tale posizione.

Come Partito della Rifondazione Comunista riteniamo che questo non sia l’approccio adeguato che una forza politica debba adottare per affrontare un problema serio e complesso come la violenza di genere.

Non è ad essere forti che bisogna educare gli uomini, bensì al rispetto di sé stessi e degli altri, attraverso l’educazione affettiva cui politici come Vannacci hanno sempre messo i bastoni tra le ruote in nome dell’assurda crociata anti-gender.

Prendiamo le distanze anche dai provvedimenti del governo Meloni, che in questi quattro anni ha solo approvato norme repressive e punitive, che intervengono a fatti ormai accaduti, anziché agire sulla prevenzione che, al contrario, è stata penalizzata, come lo dimostrano i pesanti tagli ai Centri antiviolenza.

Al fine di contrastare la violenza di genere chiediamo:

– Un significativo aumento dei fondi per centri antiviolenza, consultori e case rifugio;

– L’insegnamento dell’educazione affettiva in tutte le scuole superiori italiane;

– La cancellazione della legge Valditara che vincola l’insegnamento dell’educazione all’affettività all’autorizzazione dei genitori negando a molti studenti e studentesse l’accesso a un percorso utile a conoscere se stessi e gli altri e gestire le proprie emozioni, anche attraverso la raccolta firme per il referendum abrogativo di tale legge che invitiamo tutte e tutti a sottoscrivere;

– La liberazione delle donne vittime di violenza dal ricatto della dipendenza economica dal partner violento attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro o di un significativo aiuto economico in attesa di un’occupazione che consenta loro di autodeterminarsi e vivere senza dipendere da nessuno.

 

Per il circolo “Peppino Impastato” di Rifondazione Comunista di Crema

Simone Antonioli vicesegretario del Circolo e cosegretario provinciale

Elena Costi membro del Direttivo

 

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