Accademia Cucina applausi ‘Da Giacomo’ a Pizzighettone

15 Ottobre 2026

L’Accademia Italiana della Cucina ha ripreso i suoi incontri dopo la pausa estiva con la conviviale organizzata al ristorante Da Giacomo a Pizzighettone. Il locale si trova sotto i portici di via Municipio, affacciato sulla grande piazza, immerso nel borgo che si presenta come una una vera bomboniera, con le antiche mura, le sue vie animate e il ponte sull’Adda dal sapore romantico.

Gli accademici di sono ritrovati in questo piccolo locale nel cuore della città murata accolti dal patron Giacomo Verdelli e dalla moglie sua collaboratrice impeccabile. In cucina l’esperta e sapiente mano dello chef Francesco Cremonesi, coadiuvato dall’aiuto cuoco Cristiano Croce e dalla moglie Pierangela Ghidini.  La piccola sala riservata interamente all’Accademia ospita non più di trenta commensali. La  storia professionale di Verdelli è di tutto rispetto: fin da giovanissimo Giacomo ha iniziato a imparare il mestiere, l’arte culinaria, e l’approfondita conoscenza del mondo del vino alla corte del mitico Franco Colombani, alla Locanda del Sole di Maleo. Franco Colombani, conosciuto e apprezzatissimo da personaggi molto noti in ambito enogastronomico ma anche da giornalisti, intellettuali e vip, era un grande appassionato della cucina italiana, quella radicata nelle tradizioni, basata sui prodotti del territorio, a chilometro zero, come si dice oggigiorno.

La ricerca avviata al ‘Sole’, continua oggi ‘Da Giacomo’ attraverso la scelta di materie prime di assoluta qualità  e la cultura del vino, contrapposta all’epoca di Colombani al movimento della Nouvelle Cuisine. Per questo nel 1980, il titolare del ‘Sole’ fonda l’Associazione Italia in Cucina di cui entrano a far parte tra gli altri Peppino Cantarelli, Antonio e Nadia Santini, tanto per citare qualche nome illustre, insieme ad altri importanti chef di ristoranti molto noti.

Giacomo è al fianco del suo maestro per 25 anni. Ne è l’allievo prediletto. Diventa parte della famiglia, e si trova così ad affrontare prima il declino della Locanda, poi le difficoltà e infine, nel 1996 la tragedia del suicidio di Colombani, lasciato qualche mese prima dalla moglie, privato della stella Michelin e assediato dai creditori.

Giacomo Verdelli, affiancato dalla moglie Maria Ilaria Bricchi, è l’erede designato di Colombani dal quale ha appreso come  far convivere tradizione e creatività, realizzando piatti semplici, originali e innovativi, come trovare gli abbinamenti migliori tra i piatti e i vini di cui è appassionato conoscitore.

Nel 2002 Verdelli apre il suo ristorante. Il menù proposto rispetta con rigore la stagionalità e la tradizione del territorio.

La conviviale dell’Accademia ha visto come protagonista il pesce d’acqua dolce: non è facile trovare locali che servono piatti di questo tipo, e per di più con un livello di vera eccellenza. L’antipasto: salmerino marinato alle erbe con salsa di barbabietola e una gradevole nota di rafano. Il primo piatto: sfoglie di grano antico con topinambur e persico nostrano. Il secondo: scaloppa di storione e salsa mantovana e dadolata di verdure. Il dolce: spuma di torrone e cioccolato fondente. Tutte le pietanze hanno pienamente convinto gli accademici, anche per la presentazione curata nei minimi particolari e raffinata.

Le valutazioni espresse dagli accademici al termine della cena hanno raggiunto una media elevatissima: 8,9/10.

 

Nella foto centrale, a destra, Giacomo Verdelli con Vittoriano Zanolli

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