Violenza sulle donne, riconoscerla è il primo passo: il 9 ottobre convegno per prevenirla aperto alla città

3 Ottobre 2026

Nessun futuro alla violenza”, aperto a professionisti, docenti, studenti e cittadini. Due anni di formazione e prevenzione raccontati attraverso le esperienze della rete territoriale.

Riconoscere i segnali, anche quando la richiesta di aiuto non è esplicita. Sapere come intervenire e a chi rivolgersi. E lavorare sulla prevenzione, a partire dai più giovani. Sono i temi al centro di “Step by Step – Nessun futuro alla violenza”, il convegno promosso da ASST Cremona venerdì 9 ottobre, dalle 8.45 alle 13, nell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Cremona.

Aperto a professionisti, docenti, studenti e cittadini, l’incontro conclude un progetto durato due anni che ha coinvolto servizi sanitari e sociosanitari, centri antiviolenza, servizi sociali, università e scuole.

Un percorso che ha lavorato su più fronti: formare gli operatori, rendere più solido il raccordo tra i servizi e portare il tema della violenza fuori dai luoghi specialistici, coinvolgendo anche studenti e comunità.

Il 9 ottobre queste esperienze saranno messe a confronto per restituire quanto è stato costruito e, soprattutto, continuare a parlare di come riconoscere la violenza e prevenirla prima che rimanga nascosta.

LA VIOLENZA CHE NON SI VEDE

C’è una ragione per continuare a parlarne. Secondo i dati Istat 2025, solo il 10,5% delle donne che ha subito violenza da un partner o ex partner negli ultimi cinque anni ha denunciato. Una parte importante del fenomeno rimane quindi sommersa.

E non sempre una donna arriva a un servizio dichiarando di essere vittima di violenza. Può rivolgersi per altri bisogni e, proprio durante un colloquio, possono emergere segnali di disagio o situazioni di rischio.

«Spesso proprio nei colloqui di consulenza emergono segnali di disagio o situazioni di rischio – spiega Alessandra Santilli, psicologa del Consultorio Familiare di ASST Cremona –. Il nostro compito è intercettare precocemente la violenza, sostenere le donne nel riconoscere il problema e accompagnarle nel percorso di uscita. È un processo lungo e complesso, soprattutto quando coinvolge figli minori, anch’essi vittime di violenza assistita».

DUE ANNI PER FORMARE CHI PUÒ INTERCETTARE LA VIOLENZA

È su questa capacità di riconoscere i segnali e agire in modo coordinato che ha lavorato Step by Step. Il percorso formativo ha coinvolto gli operatori dei servizi territoriali e ospedalieri di ASST Cremona – Consultori, Case di Comunità, CPS, Neuropsichiatria, Ser.D., Pronto Soccorso, Psicologia clinica, Ostetricia, Pediatria e Servizio Sociale – insieme ai professionisti dei centri antiviolenza e dei servizi sociali.

Sono stati inoltre attivati gruppi di miglioramento per mettere a confronto competenze ed esperienze e lavorare alla definizione di procedure comuni per una presa in carico integrata e multiprofessionale delle donne.

«La violenza di genere ha radici culturali profonde e non è mai un fatto privato. Come operatori sanitari e sociali è fondamentale essere formati per riconoscere i segnali di disagio e sapere a chi rivolgersi nella rete antiviolenza. Come cittadini è importante conoscere i riferimenti a cui chiedere aiuto, perché una vittima può trovarsi accanto a noi senza che ce ne accorgiamo». Aggiunge Elena Rossi Psicologa del Consultorio Familiare di ASST Cremona.

LA PREVENZIONE COMINCIA DAI RAGAZZI

Una parte del progetto è entrata direttamente nelle scuole. In collaborazione con l’Università Cattolica e la Rete delle scuole contro la violenza, 18 classi e 376 studenti degli istituti Aselli, Anguissola, Ghisleri e Romani hanno partecipato a un percorso dedicato alla vittimizzazione secondaria e all’influenza degli stili comunicativi nel modo in cui la violenza viene raccontata.

«Come comunità educante abbiamo una responsabilità verso i ragazzi: educare all’ascolto, al rispetto e all’empatia. I giovani hanno risorse straordinarie e possono diventare agenti del cambiamento, se diamo loro gli strumenti per riconoscere e costruire relazioni sane».

IL 9 OTTOBRE, LA RETE SI RACCONTA

Il convegno sarà quindi l’occasione per mettere a confronto quanto costruito in questi due anni con le esperienze di sanità, servizi sociali, centri antiviolenza, università e scuola.

Durante la mattinata si parlerà della Rete Antiviolenza, delle esperienze del CADMI di Milano, del rapporto tra adolescenti e violenza e delle attività di prevenzione realizzate nelle scuole e nei contesti extrascolastici. Sarà presentata anche “Io non sto zitta”, la campagna urbana nata nell’ambito di Step by Step.

Un messaggio che porta nello spazio pubblico un riferimento concreto da conoscere e ricordare: 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking.

Perché la violenza può non essere immediatamente visibile. Riconoscerla, parlarne e sapere a chi rivolgersi sono passi che possono fare la differenza.

IL PROGRAMMA IN BREVE

Dopo i saluti istituzionali, la mattinata ripercorrerà i due anni del progetto Step by Step con Alessandra Santilli, psicologa del Consultorio Familiare di ASST Cremona, e presenterà la campagna “Io non sto zitta” con Stefania Mattioli, responsabile Comunicazione e relazioni esterne di ASST Cremona.

A seguire, Francesca Ramazzotti del Comune di Cremona illustrerà il lavoro della Rete Antiviolenza, mentre Cristina Carelli, Lorena Pais e Cinzia Favini del CADMI di Milano porteranno esperienze e strumenti maturati sul territorio nazionale.

La seconda parte sarà dedicata soprattutto ai giovani e alla prevenzione: Gaia Cuccì dell’Università Cattolica approfondirà il rapporto tra adolescenti e violenza; Maria Grazia Nolli e gli studenti del Liceo Aselli racconteranno l’esperienza di Step by Step a scuola. Chiuderanno gli interventi dei Centri Antiviolenza MIA e AIDA, con Chandra Silenzi e Simona Frassi, dedicati alle attività di prevenzione nei contesti scolastici ed extrascolastici.

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