Cremona Musica, un successo la 22^ edizione

5 Ottobre 2026

Si è chiusa ieri la ventiduesima edizione di Cremona Musica Expo & Festival, la kermesse internazionale della Musica che dal 2 al 4 ottobre ha trasformato CremonaFiere e il centro storico della città, ma anche il territorio, in un crocevia sonoro senza precedenti. Oltre quattrocentocinquanta espositori da trentacinque paesi, duecento appuntamenti tra concerti, masterclass, conferenze e mostre, visitatori internazionali in netto aumento rispetto alle edizioni precedenti, con code agli ingressi già nelle prime ore del mattino e lingue diverse che si mescolavano nei corridoi dei padiglioni. Giapponese, tedesco, portoghese brasiliano, inglese americano, ungherese: Cremona, in questi quattro giorni, ha parlato a tutto il mondo con il linguaggio universale, quello della musica.

Nei padiglioni di Mondomusica, la liuteria d’arco di eccellenza, patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO, ha dialogato con acquirenti e appassionati arrivati dai cinque continenti. Ma l’edizione 2026 ha segnato anche un’apertura verso nuovi linguaggi e nuove generazioni. Dai sintetizzatori ai concerti a distanza con la tecnologia Disklavier Yamaha, il pianoforte collegato in tempo reale che si muoveva da solo sul palco e il pianista suonava a chilometri di distanza. Gli studenti di diversi Conservatori italiani hanno risposto con entusiasmo, portando a Cremona una presenza che non era solo accademica ma artistica, fatta di giovani musicisti impegnati nel Cremona Musica Piano Contest, prima edizione del concorso pianistico nato dalla sinergia con Yamaha Music Europe e che ha premiato il talento, la passione, la storia, non solo la migliore esecuzione. “Siamo fieri di poter dire che questa edizione abbia visto il trionfo delle nuove generazioni, ai quali era dedicato anche il Cremona Musica Young Band Contest, che ha premiato le migliori formazioni under 25 – ha dichiarato Roberto Biloni, presidente di CremonaFiere – la capacità di appassionarsi, di lasciarsi contaminare dal fascino del violino pur essendo arrivati con la chitarra elettrica a tracolla, è lo spirito che serve a una manifestazione internazionale come questa per puntare sempre avanti”. Si è confermato un appuntamento d’eccezione anche la settima edizione del PianoLink International Amateurs Competition, che da anni porta a Cremona pianisti amatoriali da tutto il mondo in cerca non di un podio ma di un confronto. E poi le bande: oltre quattrocento musicisti hanno animato il Wind Festival con il Cremona Band Festival, riempiendo i padiglioni e le piazze di ottoni, legni e percussioni, un suono collettivo e festoso che ha ricordato a tutti che la musica, prima di essere arte, è comunità”.

“Sul fronte internazionale, l’edizione 2026 ha segnato un salto di qualità significativo. Settanta buyer e operatori internazionali sono stati accolti in fiera grazie alla collaborazione di ICE-Agenzia, quasi il doppio rispetto al 2025 – ha detto Massimo De Bellis, direttore di CremonaFiere – Cremona si conferma essere la città che rende l’Italia un punto di riferimento per la tradizione, la storia e il futuro della musica nel mondo”.

La delegazione di distributori, importatori, docenti, giornalisti specializzati e buyer qualificati provenienti da trenta paesi strategici, tra i mercati maturi e quelli emergenti: Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Giappone, India, Indonesia, Stati Uniti, Thailandia e molti altri ancora. Un obiettivo che si inserisce in un quadro di tenuta della filiera, che consta una crescita dell’export italiano di strumenti musicali nel 2025 che ha raggiunto 148,8 milioni di euro, con un saldo commerciale positivo di 25,6 milioni.

La musica non è rimasta dentro i cancelli della fiera. Cremona Musica Downtown ha portato concerti nelle piazze, nei teatri e nei cortili storici di Cremona e di Crema, e chi passeggiava per il centro in questi giorni lo sa: l’aria era diversa, carica di suoni sovrapposti, di accordature e prove, di applausi che arrivavano da direzioni impreviste. Una città che suona è una città viva, e Cremona lo ha dimostrato ancora una volta, confermandosi capitale della musica. Trentasei giorni dopo la tempesta, il bilancio è questo: il Festival Internazionale della Musica ha vinto. Ha vinto nei numeri, ha trionfato per pubblico, e anche nel suono che è, in fondo, l’unica misura che conta davvero per una manifestazione nata qui, nella città dove Stradivari capì che un pezzo di legno può diventare voce. L’appuntamento ora è per il 2027.

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