Data Center, il 10 ottobre Legambiente manifesta a Milano: ”La transizione digitale deve essere ecologica”

6 Ottobre 2026

La transizione digitale deve essere anche ecologica. Legambiente Lombardia scrive all’assessore Sertori: i data center incidono notevolmente sulla domanda di energia, il rischio è non raggiungere tutti gli obiettivi di decarbonizzazione. “È ormai chiaro come la legge approvata a giugno non sia adeguata. Le proteste territoriali hanno posto in primo piano il tema ambientale, non solo quello urbanistico. Serve urgentemente anche un piano nazionale.”

L’associazione, che parteciperà al presidio di sabato 10 ottobre alle 15 in piazza Della Scala, ha inviato al Pirellone il proprio documento di posizionamento su questo importante ambito di sviluppo digitale ed economico, per scongiurare impatti negativi sui territori lombardi e sulle già incerte strategie di mitigazione e adattamento agli effetti della crisi climatica.

Il documento di Legambiente Lombardia mette in evidenza come la corsa da parte degli operatori alle opzioni di connessione energetica siano pericolosamente simili a quella di una bolla speculativa, facendo impallidire i già esosi consumi energetici attuali; come se ciò non bastasse, i territori lombardi interessati dal fenomeno, dove si sono attivati anche i numerosi circoli di Legambiente, esprimono preoccupazione per tutti gli effetti collaterali di una tale concentrazione di impianti.

“Le comunità sono preoccupate per l’aumento del consumo di suolo, la prossimità degli impianti con le aree residenziali e le scuole e gli impatti sul paesaggio, le emissioni atmosferiche dai gruppi di continuità e il rumore dai sistemi di raffreddamento,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Tutte preoccupazioni che, anche se potenzialmente disinnescabili grazie a una evoluzione tecnologica molto veloce, al momento rivelano, se non altro, una forte asimmetria informativa e negoziale nel rapporto tra territorio e operatori economici: grandi gruppi immobiliari, società finanziarie, big tech di stazza globale. Una asimmetria che non può rimanere tale”.

La rivoluzione digitale, che sembra avanzare senza limiti di sorta, va quindi accompagnata a una evoluzione politica e amministrativa più accettabile di scarni decreti di commissariamento o di eccessive facilitazioni autorizzative. Legambiente ha accolto con favore la disponibilità del Pirellone di gestire meglio la corsa al gigawatt da destinare ai dati, perché non vanno dimenticati né il resto degli impegni di decarbonizzazione né l’urgenza di governare un ambito in continua evoluzione. Dopo l’ondata di centri commerciali e logistiche, il territorio lombardo è oggi terra di conquista dei data center, anche per le moratorie entrate in vigore altrove in Europa.

Il documento di Legambiente chiede, in sintesi, di comprendere otto punti nelle future decisioni politiche: insediamenti solo in aree dismesse; fonti rinnovabili per progetti energeticamente efficienti; mitigazioni e compensazioni da prevedere sul posto; no a nuova installazione di potenza termoelettrica, con alternative efficaci anche per i gruppi di continuità; no alla narrazione strumentale del nucleare come energia pulita per i DC; VIA e partecipazione pubblica potenziate; valutazione degli impatti cumulativi dei nuovi impianti su suolo, acqua, aria, ecosistemi, rumore e microclima, comprendendo le opere accessorie come i cavidotti; infine, la destinazione di quota parte della potenza computazionale installata a progetti di ricerca e di interesse pubblico.

 

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