Nuovo ospedale, tempi e costi sempre meno attendibili: urge il confronto con la riqualificazione del Maggiore

7 Ottobre 2026

Il nuovo cronoprogramma presentato dal direttore generale dell’ASST Cremona, Ezio Belleri, ai capigruppo del Consiglio Comunale merita di essere letto con attenzione. Le date indicate sono previsioni, subordinate al completamento dei passaggi tecnici, autorizzativi e finanziari. È una precisazione comprensibile per un’opera così complessa, ma che deve accompagnare anche gli annunci rivolti ai cittadini.

Confrontate quanto è stato detto oggi da Belleri con il cronoprogramma presentato dallo stesso solo 12 mesi fa!

https://drive.google.com/file/d/1hByVtZt8Ox9vMIxRvuB9gkty_u-B6yr9/view?usp=drive_link

La presentazione prevede l’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) entro il 31 dicembre 2026, l’indizione della gara entro il 31 luglio 2027, l’avvio dei lavori a marzo 2029, la conclusione prevista dei lavori a giugno 2034 e l’avvio dell’attività sanitaria ad aprile 2035. Da oggi all’apertura trascorrerebbero quindi circa otto anni e mezzo, sempre che il percorso rispetti tutte le scadenze. Il primo chiarimento riguarda però ciò che accadrà dopo. Le slide distinguono una prima fase — nuovo monoblocco ospedaliero, parcheggio interrato, polo tecnologico e accesso al Pronto Soccorso — da una seconda fase, comprendente trasferimento delle attività, demolizioni, Parco della Salute, elisuperficie, viabilità pubblica, funzioni complementari e parcheggio. Per questa seconda fase non viene presentato un cronoprogramma autonomo con una data finale. Ai cittadini va dunque chiarito a quali opere si riferisca la conclusione dei lavori indicata per giugno 2034 e quando sarà completata l’intera trasformazione dell’area.

Secondo le nostre stime, riempiendo I vuoti temporali dei documenti pubblicati dall’Asst su SILVIA (Sistema Informativo Lombardo Valutazione di Impatto Ambientale) la conclusione dei lavori sarà dopo circa 19 anni dalla posa della prima pietra, 2048-2050?

(https://youtu.be/KG5_n6I8M0c?si=cnWz-6QlahqNwmbIche

Non è un dettaglio: l’apertura del nuovo ospedale e il completamento del progetto complessivo sono due traguardi diversi. Per quanto tempo proseguiranno le demolizioni e gli altri cantieri dopo il trasferimento?

Quale soluzione garantirà l’operatività dell’elisoccorso fino alla realizzazione dell’elisuperficie definitiva?

Quali disagi e costi resteranno a carico della comunità?

Il secondo chiarimento riguarda il denaro. A pagina 10 la stessa ASST precisa che il provvedimento regionale ha natura programmatoria e che il percorso di finanziamento dovrà essere perfezionato attraverso successivi provvedimenti attuativi. Il calendario colloca la richiesta di ammissibilità al finanziamento al 15 febbraio 2027 e la relativa approvazione al 15 giugno 2027. Esiste quindi un impegno nella programmazione, ma la presentazione non documenta un finanziamento già perfezionato attraverso tutti gli atti previsti.

Il quadro economico illustrato è di 438,2 milioni di euro. Il resoconto pubblicato oggi riferisce questo importo alla prima fase. Chiediamo quindi ad ASST e Regione di pubblicare un quadro completo: quanto costa la seconda fase, quali opere sono comprese nei 438,2 milioni, quali ulteriori risorse saranno necessarie e quali atti ne garantiranno la copertura?

Senza queste informazioni non possiamo conoscere il costo dell’intero intervento.

Il terzo punto riguarda il confronto con la riqualificazione dell’ospedale attuale. Se tempi e condizioni della nuova costruzione richiedono oggi questi aggiornamenti, occorre verificare con lo stesso rigore anche l’alternativa della riqualificazione.

Chiediamo un confronto aggiornato, a parità di funzioni sanitarie e con criteri omogenei, su costi complessivi, tempi, sicurezza, continuità delle cure, consumi, impatti ambientali e disagi dei cantieri.

È il senso della richiesta di un Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) sostenuta dal nostro Appello Civico.

La sua redazione deve avere un incarico, un costo e un calendario definiti: non presentiamo come garantiti tempi o importi che richiedono una valutazione tecnica. Chiediamo che le istituzioni ne valutino subito l’attivazione e il coordinamento con l’iter in corso, prima delle ulteriori decisioni di affidamento.

La Conferenza dei Sindaci annunciata per il 27 ottobre offre un’occasione concreta.

Chiediamo al sindaco di Cremona, che la presiede, e ai sindaci del territorio di portare in quella sede la richiesta di un confronto documentato e di risposte verificabili sul costo e sui tempi dell’intero progetto. L’incontro deve consentire ai rappresentanti dei cittadini di porre domande e assumere iniziative.

Non basta aggiornare un calendario: serve rendere verificabili le ragioni della scelta.

Se la nuova costruzione è la soluzione migliore, un confronto serio e trasparente consentirà di dimostrarlo.

I cittadini hanno diritto a conoscere le alternative prima che la scelta diventi sempre più difficile da rivedere.

L’Appello Civico è disponibile all’indirizzo https://appellocivicoasstcremona.netlify.app/.

Ringrazio tutte le persone che seguono attivamente questa decisione, destinata a incidere per decenni sulla sanità del nostro territorio.

Enrico Gnocchi
portavoce del Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona

Sotto il link del cronoprogramma presentato il 6 ottobre ai capigruppo del Consiglio comunale

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2 risposte

  1. La costruzione del nuovo ospedale è una vergogna di costi ,di struttura di tempi. Mi meraviglio che non ci sia opposizione da parte di sindaci e cittadini per una struttura che purtroppo manca di medici e infermieri. NON Sarebbe meglio riqualificazione il vecchio e potenziare i reparti? Certamente ci sarebbero meno guadagni per gli ideatori del nuovo ospedale.

  2. I sindaci hanno voglia di schierarsi al fianco dei cittadini e di chiedere che i partiti si facciano da parte a favore del vero interesse della comunità? Credono davvero che nuovi muri corrisponderanno a un miglioramento nell’offerta e nell’assistenza? Hanno voglia di guardare all’interno del progetto nel momento in cui le carenze nella sanità pubblica stanno andando rapidamente a scavare un solco sempre più profondo tra chi può permettersi le cure e chi deve rinunciarvi a causa delle lunghe attese e dei costi della sanità privata? Hanno voglia di mandarci per anni allo sbaraglio? E i medici non hanno niente da dire? E gli/le infermieri/e che non ci sono o se ne vanno? Hanno il coraggio di opporsi a ingenti spese che non risolveranno i problemi esistenti?

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