Nei campi reti arancione, ruspe, tubi, recinzioni, terra sottosopra: sono immagini quotidiane mentre allunghiamo lo sguardo alla campagna, un tempo colorata, animata, rigogliosa. Lunghe distese di silicio riempiono i campi a reddito e sfido i tanti che dicono che sotto si continua a coltivare! Filari alberati decimati, campi senza soluzione di continuità recintati.
Chilometri di reti arancioni segnalano i cantieri. A Pescarolo sono in corso le operazioni per due distese enormi di fotovoltaico a terra. Idem più avanti verso Vescovato e in mezzo gli scavi per i metanodotti che collegano impianti biometano. Campi senza coltivazioni, terra sottosopra, ruspe. E per la strada il traffico è composto per lo più da trattori con rimorchi giganti che traspprtano per lunghe distanze biomasse, camion con scarti solidi e liquidi o, come a Crotta. i carri bombolai.
Sindaci e consigli comunali sono disinteressati ai contenuti della sentenza numero 127 del 16 luglio 2026, in cui la Corte Costituzionale ha confermato la legittimità del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli a terra nelle aree classificate come agricole dai piani urbanistici. Mica i nostri territori hanno terre fertili classe A. Mica suamo in Pianura Padana e nelle aree DOP! Il privilegio di produrre il Grana Padano non lo meritiamo: il Consorzio del Parmigiano Reggiano si è pronunciato contro l’utilizzo del digestato da insilati per il pericolo spore che rovinano le forme, cosa che non ha fatto il Consorzio del Grana Padano.
Le servitù un danno che non si ripaga
L’agricoltura italiana subisce sia una perdita patrimoniale diretta (il valore dei terreni vincolati) sia una perdita economica ricorrente (mancati redditi e inefficienze operative). Nelle relazioni tecnico-estime presentate al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) viene denunciato un concreto rischio di azzeramento del mercato immobiliare per i campi colpiti: nessun acquirente è disposto a pagare il prezzo pieno per un terreno gravato da servitù perpetua, con il risultato che intere particelle agricole subiscono una svalutazione latente ben superiore all’indennizzo base.
💢Perdita Patrimoniale della Proprietà
💢 Perdita Economica e di Reddito Operativo (Mancati Guadagni)
💢 Capitalizzazione dei Tributi
Un ulteriore danno “silenzioso” riguarda le tasse. Il proprietario continua a pagare l’IMU (ove applicabile) e le imposte dominicali e agrarie basate sulla qualità catastale originaria del fondo, sebbene la sua potenzialità reddituale sia stata parzialmente compromessa dalla servitù.
🔴 Il passaggio dei mezzi pesanti distrugge il top-soil. Nei successivi 3-5 anni dal ripristino si registra un crollo della resa agricola quantificabile in una perdita ricorrente per le aziende agricole pari a circa 15-20 milioni di euro complessivi a livello nazionale prima del ritorno alla normale produttività.
Sebbene Snam liquidi indennità provvisorie per legge, la vera perdita patrimoniale per l’agricoltura risiede nel fatto che queste aree perdono per sempre la loro piena flessibilità d’uso e subiscono una svalutazione commerciale permanente sul mercato dei terreni.
🔴 Il calcolo basato solo su scavi e servitù esclude un danno ecologico invisibile ma concreto: il costo dell’inquinamento del suolo e dell’anossia radicale provocata dalle perdite statistiche di gas.
Lungo le reti di trasporto si registrano costantemente emissioni fuggitive e micro-perdite sotterranee (fino all’1-2% del gas trasportato), dovute a difetti di giunzione, usura o minime fessurazioni nelle tubature. Nel caso del biometano, la presenza residua di umidità e composti chimici aggressivi (come l’idrogeno solforato) può accelerare i fenomeni corrosivi interni.
In sintesi una perdita patrimoniale di svariate decine di milioni di euro per l’agricoltura padana.
Maria Grazia Bonfante