Sussurri e grida, tali e quali quelli del film di Ingmar Bergman che stanno agitando in maniera sorda e pesante il mondo politico cremonese. E’ ormai guerra ibrida all’ombra della fiamma tricolore.
Tutto inizia con un editoriale vergato con uno pseudonimo, G. Ferrari, e apparso su un giornale online. Il bersaglio è Renato Ancorotti, senatore della Repubblica. L’accusa è semplice e si fonda sul motto latino simul stabunt simul cadent con un chiaro riferimento al collegamento tra l’ex ministra Daniela Santanchè e il senatore industriale della cosmesi che, per altro, ha un collegamento diretto con Giorgia Meloni. Un avviso di sfratto più che palese per il laticlavio cremasco. Ma Ancorotti non ci sta. Scrive due cartelle di risposta piccatissima. Non fa nomi, ma il riferimento a Fabio Bertusi, enfants prodige della politica locale, è lampante.
Ancorotti scrive che la società proprietaria del sito è schermata e lancia sospetti sulla proprietà della società editrice e su chi utilizza quel media per colpire personaggi di cui vorrebbe prendere il posto, magari proprio uno scranno di Palazzo Madama.
La contro replica sul sito è sferzante. La battaglia si sposta poi sui social media dove, tra post cancellati e commenti, scoppia l’ennesimo finimondo.
Nel campo del centrodestra si assiste attoniti allo scontro anche perché Bertusi, dopo un passaggio in altri partiti, è fresco tesserato di Fratelli d’Italia.
Anche nel centrosinistra i sussurri si moltiplicano Uno scontro epocale che può mandare in frantumi quel patto di non belligeranza che vede Pd e FdI impegnati a cucire insieme le trame della politica locale.
Mala tempora currunt.
Ghino di Tacco
Nella foto centrale Renale Ancorotti

Una risposta
Fin dalla partenza ho letto CremonaLibera apprezzandone il modo di trattare gli argomenti. Ho apprezzato che ci fosse un’altra voce che affrontasse certi argomenti che tutte le altre testate tranne questo blog osassero neppure sfiorare per non “offendere” il mondo politico, economico, istituzionale tirandosi la classica zappa sui piedi. Primi fra tutti gli articoli sull’inquinamento e quelli del movimento per la riqualificazione dell’ospedale. La stampa di regime non si esprime, non può per un motivo o per l’altro. Ho letto il pezzo di G.Ferrari e ho notato che il bersaglio, il senatore Ancorotti, veniva preso di mira con il preciso desiderio di colpire, quindi non mi sono stupito della risposta piccantissima. Grave nascondere l’editore. Non è certo testimonianza di libertà: almeno gli altri sappiano che non possono contrariare il “Padrone” o che non vogliono inimicarsi qualcuno. Non è una novità. Però trovo molto scorretto anche che qualcuno che la sa lunga e che intende pure lui colpire un bersaglio si nasconda dietro tale Ghino di Tacco. Almeno Octopus, pur non mandandole a dire, non si accanisce in modo tanto cattivo, passatemi il termine. Qui c’era la voglia di smascherare, dichiarare di sapere tutti i retroscena, travolgere chi si trovasse in mezzo, senza comparire. Non mi è piaciuto, anche questa non è libertà.