Aprica. Carotti (FdI): il Comune non può più far finta di nulla

23 Gennaio 2026
Alla luce della Commissione di Vigilanza del 21 gennaio 2026, è doveroso richiamare quanto accaduto nel Comune di Lodi, vicenda che presenta evidenti e inquietanti analogie con quanto avvenuto a Cremona.
L’8 giugno 2024 il Comune di Lodi, ritenendo illegittimo l’affidamento del servizio di igiene urbana ad Aprica S.p.A., ha adottato una determina dirigenziale di presa d’atto dell’illegittimità dell’affidamento stesso. Tale atto amministrativo non è stato frutto di una scelta estemporanea, ma è nato da un preciso parere del Segretario Generale del Comune di Lodi, che si era espresso in modo netto sull’assenza dei presupposti giuridici per un affidamento diretto.
Successivamente, la illegittimità dell’affidamento è stata confermata anche in sede giurisdizionale, nel ricorso promosso da Aprica S.p.A. per l’annullamento della determina: ricorso che non ha scalfito il quadro giuridico ricostruito dall’Amministrazione lodigiana.
È vero che la controversia di Lodi nasce formalmente da una determina dirigenziale che, a Cremona, non è stata adottata. Ma è altrettanto vero che le due vicende sono inevitabilmente collegate sul piano sostanziale e giuridico. A Lodi, come a Cremona, si è giunti all’affidamento del servizio ad Aprica a seguito della fusione per incorporazione di LGH in A2A. E in entrambi i casi – come chiaramente affermato nella sentenza – l’affidamento diretto risulta illegittimo. Risulta quindi francamente troppo comodo che l’Amministrazione comunale di Cremona continui a rifugiarsi dietro l’argomento secondo cui “c’è ancora il grado del Consiglio di Stato”, peraltro quando allo stato attuale non è nemmeno dato sapere se Aprica abbia effettivamente deciso di appellare la sentenza.
La realtà è una sola: la sentenza oggi esistente è valida, efficace tra le parti e stabilisce un principio giuridico chiarissimo. Gli affidamenti diretti nati a seguito della fusione per incorporazione di LGH in A2A sono illegittimi.
Di fronte a questo principio, l’Amministrazione comunale di Cremona, volente o nolente, non può più limitarsi a minimizzare o a rinviare il problema. Ha il dovere politico e istituzionale di interrogarsi seriamente sulla legittimità dell’affidamento ad Aprica, senza scorciatoie e senza narrazioni rassicuranti che non trovano riscontro nei fatti né nel diritto.
La Commissione di Vigilanza è, e continuerà ad essere, la sede in cui queste contraddizioni verranno portate alla luce, nell’interesse esclusivo della legalità, della trasparenza amministrativa e dei cittadini cremonesi.
Matteo Carotti
consigliere comunale – Fratelli d’Italia
nembro della Commissione di Vigilanza del Comune di Cremona

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