“Costruire politiche pubbliche più vicine ai territori, capaci di adattarsi alle loro specificità e di valorizzarne le energie migliori. Questo è il senso della Risoluzione che abbiamo approvato oggi a Palazzo Pirelli. Il futuro dei nostri territori dipende anche dal modo con cui i Comuni possono continuare ad essere protagonisti, nonostante le crescenti difficoltà amministrative, finanziarie e organizzative”.
Lo dichiara il consigliere regionale della Lega Riccardo Vitari, che spiega: “Viviamo in una fase in cui ai Comuni viene chiesto sempre di più, nonostante i bilanci sempre più ridotti. La via maestra è collaborare, che non significa perdere identità, ma rafforzarla, riconoscendo che territori come il nostro condividono caratteristiche economiche, sociali e culturali che rendono naturale lavorare insieme: dall’agricoltura all’industria, dai servizi alla persona allo sviluppo infrastrutturale. Nel cremasco questa consapevolezza si è tradotta in un approccio pragmatico: fare rete, mettere in comune competenze, costruire strumenti che aiutino i comuni a essere più forti e più credibili, anche nel rapporto con Regione Lombardia e con gli altri livelli istituzionali. L’obiettivo non è creare nuovi livelli burocratici, ma rendere più efficace l’azione amministrativa, dando ai Comuni la possibilità di programmare insieme, di gestire i servizi con maggiore qualità, di affrontare in modo unitario temi complessi come il welfare, lo sviluppo economico, la pianificazione territoriale e l’accesso ai finanziamenti. In questo percorso, strumenti come l’area omogenea rappresentano un mezzo utile che favorisce il dialogo, coordina le scelte e aiuta a trasformare i bisogni dei territori in progetti concreti, mantenendo sempre centrali i sindaci, le amministrazioni locali e le comunità”.
“Quando un territorio riesce a parlare con una voce più forte e più coerente, diventa anche più ascoltato. E questo vale soprattutto per le aree di pianura, che non hanno riferimenti istituzionali storici come le comunità montane, ma che esprimono ugualmente bisogni complessi e una grande capacità di innovazione”, conclude Vitari.
