Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha presentato una mozione in Consiglio comunale per il contrasto alla povertà sanitaria, prendendo avvio dalla recente legge approvata dal Consiglio regionale della Lombardia in materia di recupero, riutilizzo e donazione di farmaci e presìdi sanitari. La mozione recepisce gli indirizzi della normativa regionale e ne valorizza le opportunità, con l’obiettivo di tradurle in azioni concrete sul territorio comunale, a sostegno delle persone e delle famiglie che si trovano in condizioni di maggiore fragilità economica e sociale.
Il documento prende atto delle difficoltà crescenti che incidono sulla possibilità, per una parte della popolazione, di accedere in modo continuativo e adeguato a cure, medicinali e dispositivi sanitari essenziali. La povertà sanitaria rappresenta spesso un fenomeno silenzioso, che si intreccia con altre forme di disagio e che richiede risposte strutturate, coordinate e durature.
Cremona può contare su una rete articolata di associazioni, enti del Terzo settore, realtà di volontariato e operatori sociosanitari che da anni operano a fianco delle persone più fragili. La mozione intende valorizzare questo patrimonio di competenze ed esperienze, rafforzando il ruolo del Comune come soggetto promotore, facilitatore e coordinatore delle iniziative sul territorio.
Attraverso il documento, il gruppo consiliare chiede all’Amministrazione comunale di promuovere e sostenere progetti di recupero e donazione dei farmaci, di favorire la costruzione di forme stabili di collaborazione tra Comune, farmacie, enti del Terzo settore e realtà sociosanitarie, anche attraverso protocolli di intesa e accordi di partenariato, nel rispetto della normativa vigente. Particolare rilievo viene inoltre attribuito al rapporto con Regione Lombardia, ATS e ASST, affinché le opportunità previste dalla legge regionale trovino concreta applicazione anche a livello comunale, con attenzione alla fase sperimentale prevista e alle prospettive di sviluppo future.
La mozione prevede infine il rafforzamento delle attività di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, finalizzate a diffondere una cultura del corretto utilizzo dei farmaci, della riduzione degli sprechi e del valore sociale del dono, valorizzando al contempo le buone pratiche già presenti sul territorio.
«Questa mozione nasce dalla volontà di dare concreta applicazione, a livello locale, a una legge regionale importante e innovativa – dichiara il capogruppo Marco Olzi -. La povertà sanitaria non può essere considerata un tema marginale, ma una vera emergenza sociale che riguarda la dignità delle persone e la qualità della vita della città. Il Comune deve svolgere un ruolo attivo di coordinamento, mettendo in rete istituzioni, volontariato e operatori sanitari per intercettare i bisogni reali e offrire risposte efficaci».
«Il nostro impegno è quello di trasformare gli strumenti messi a disposizione dalla Regione in interventi concreti e accessibili, capaci di raggiungere chi è più in difficoltà – conclude Olzi -. Solo attraverso una collaborazione stabile e responsabile tra tutti i soggetti coinvolti è possibile costruire un sistema solidale, efficiente e vicino ai cittadini».

Una risposta
A me pare che in realtà in certi ambiti ci sia un’assoluta vergognosa e spregiudicata speculazione sulle disgrazie altrui che nulla vi tocca, a quanto pare, nell’articolo. Mi riferisco alle rette dei ricoveri nelle rsa/rsd che vanno da un minimo di 2000 euro al mese, nel primo caso, ai 2500 euro e più nel secondo. Come se la gente i soldi li trovasse per strada o avessero tutti lussuosi stipendi, al netto di tutte le altre spese,spesso non prevedibili e non certo dovute a chissà quali vite di alto rango. Altrove invece si mantengono a costo zero per loro e relative famiglie, quando note, giovani prestanti a cui si regalano anche bici o monopattini, cellulari di pregio che neanche chi lavora si è comprato e ricariche, paghette varie all’insegna di un’evidente discriminazione razziale per cui se tu non sei di provenienza esotica e non ti definisci profugo, paghi fino ad andare in rovina pur avendo una grave disabilità in famiglia che meriterebbe ben altro sostegno da uno Stato che ti dà una pensione da polli, a confronto delle spese da sostenere per un ricovero. Vedete allora di richiedere un forte ribasso di queste rette che prima o poi tante famiglie si troveranno a pagare per i veri bisognosi, non per quelli finti che si fanno mantenere scioccamente per anni, per poi magari arrivare anche a delinquere, come ci insegna la cronaca di questi giorni, in sfregio a quella generosità inutile che il popolo italiano ha dimostrato, suo malgrado, nei loro confronti.