Cremona sempre più cementificata scelga quale modello di sviluppo vuole adottare

2 Febbraio 2026

Il nuovo ospedale è un’opera di scala sovracomunale, pensata per un bacino ben più ampio della  città, ma con impatti urbanistici, viabilistici e ambientali concentrati su Cremona, decisa senza  un reale confronto pubblico e senza una valutazione comparativa trasparente delle alternative meno  impattanti, come la riqualificazione dell’esistente. 

Come Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona riteniamo necessario chiarire  che il nuovo ospedale, il polo logistico e le grandi infrastrutture di collegamento non sono temi  separati, ma parti di uno stesso approccio decisionale. 

Negli ultimi anni su Cremona si stanno assumendo decisioni strategiche che, considerate nel loro  insieme, delineano un modello di sviluppo preciso: rafforzamento del trasporto su gomma,  consumo di suolo e crescente pressione ambientale, nonostante esistano alternative meno  impattanti e già disponibili. 

Lo stesso metodo si ripete nel caso del polo logistico di San Felice, progettato per generare fino a  1.600 camion al giorno (67 camion/ora, giorno e notte). Si tratta di un’infrastruttura fortemente sbilanciata sul trasporto su gomma, priva di una reale  integrazione ferroviaria, che aumenterà traffico pesante ed emissioni in un territorio già fortemente  compromesso dal punto di vista della qualità dell’aria. 

A questo si aggiunge una scelta infrastrutturale che incombe su Cremona da oltre vent’anni: il  progetto di autostrada Cremona–Mantova, periodicamente riproposto nonostante l’esistenza di  una soluzione alternativa più razionale, meno costosa e meno impattante, basata sulla  riqualificazione della strada statale esistente

Il paradosso diventa evidente se si considera che, contemporaneamente, è in corso il raddoppio  della linea ferroviaria Mantova–Cremona–Milano, un’opera che potrebbe rappresentare una vera  svolta verso il trasporto su ferro, riducendo traffico su gomma, consumo di suolo ed emissioni, in  linea con le politiche europee sul clima e sulla qualità dell’aria. 

Eppure, mentre si investe nel ferro, le scelte concrete continuano a rafforzare la gomma

A rendere il quadro ancora più critico è la possibile riattivazione di grandi infrastrutture stradali  previste da anni ma mai realizzate, come la cosiddetta “gronda nord”

La presenza di un polo logistico di grandi dimensioni rende infatti funzionale e plausibile la  realizzazione di un nuovo asse viario di circa 10 chilometri in aperta campagna, collegando l’area  industriale orientale della città con San Felice, passando in prossimità di Castelverde, con un  impatto rilevante e permanente in termini di consumo di suolo agricolo, frammentazione  territoriale e pressione ambientale

Così come per il progetto del nuovo ospedale a Cremona anche questo elemento non risulta essere  stato valutato in modo esplicito e cumulativo nel confronto pubblico sulle scelte infrastrutturali che  stanno interessando Cremona.

Questa impostazione è in aperto contrasto con gli indirizzi dell’Unione Europea, che da anni chiede  agli Stati membri di ridurre il trasporto merci su strada, favorire lo spostamento modale verso la  ferrovia e intervenire con decisione nelle aree più critiche per l’inquinamento atmosferico. 

Rilevante è che nel progetto del nuovo ospedale per la demolizione prevista dell’attuale  Ospedale non venga prevista la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) 

L’Italia è già sottoposta a procedure di infrazione per il superamento dei limiti di qualità dell’aria e  paga – e continuerà a pagare – sanzioni per l’incapacità di ridurre strutturalmente le emissioni,  soprattutto nella Pianura Padana. 

Cremona, che figura stabilmente tra le città più inquinate d’Europa, non può permettersi che ogni  grande decisione venga presa isolatamente, senza una strategia integrata di mobilità, logistica e  servizi pubblici, e senza un confronto preventivo con i cittadini. 

Il problema non è essere contrari alle opere. 

Il problema è scegliere quale modello di sviluppo adottare

Continuare a sommare grandi interventi che aumentano traffico, inquinamento e consumo di suolo  significa aggravare una situazione ambientale già critica e allontanarsi dagli obiettivi europei di  tutela della salute e del territorio. 

Come Movimento chiediamo che le scelte sul futuro di Cremona siano coerenti, trasparenti e  basate su valutazioni comparative serie, privilegiando le soluzioni meno impattanti – come il  trasporto su ferro e la riqualificazione dell’attuale Ospedale – e coinvolgendo i cittadini prima che decisioni irreversibili vengano definitivamente assunte.

 

Movimento per la riqualificazione dell’Ospedale di Cremona

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