Pare che lo sciagurato regime degli ayatollah abbia sterminato 12.000 iraniani in 4 giorni, circa 3.000 morti al giorno che fanno impallidire le pure tragiche cifre dei 100 morti al giorno causati da Israele alla Palestina. Molti, moltissimi di loro erano ragazzi e alcuni addirittura studenti in italia rientrati nel loro Paese per partecipare a questa svolta storica, che avviene nella forma più atroce, quella della guerra civile in cui iraniani uccidono altri iraniani.
Da molte parti è stato rilevato che però tutto questo non ha suscitato il clamore e la partecipazione di piazza che invece hanno visto per mesi i fatti di Gaza. Non voglio entrare nelle contingenze della contemporaneità sempre molto difficili da giudicare, e anche spesso molto deludenti, ma c’è sicuramente una ragione storica che lega la sinistra internazionale al regime degli ayatollah.
Quando lo shah Mohammed Reza nel 1979 abbandonò il Paese, il Pci fece dei manifesti che festeggiavano la sua partenza dall’Iran. Se di certo non fa specie che un partito comunista gioisca della caduta di un monarca e per di più filo americano, un po’ più strano è che gli atei comunisti di allora si schierassero a favore di una dittatura religiosa fondamentalista al cui confronto il clero ortodosso sterminato dai bolscevichi era praticamente acqua di rose.
Ebbene la risposta va ancora cercata a un indirizzo preciso di Mosca, al numero 2 di Bol’saja Lubjanka, la sede del temutissimo Kgb di Yuri Andropov, il vero grande stratega della Guerra Fredda. Fu proprio lui a supportare e sostenere Khomeini e i suoi ayatollah e addirittura pare ad inventare una delle armi più temute dal nostro Occidente, quei kamikaze islamici che spesso ancora oggi terrorizzano le nostre piazze e strade. Un’arma micidiale che potesse colpire al cuore la società Occidentale, spaventandola a morte senza scatenare una guerra frontale tra i due blocchi Usa e Urss. Nella divisione mondiale tra blocchi, più gli americani si stringevano a Israele, più i sovietici patrocinavano il mondo arabo. Quella vicinanza odierna che ancora vediamo della sinistra mondiale alla Palestina e il tiepido appoggio alla attuale rivolta in Iran sono in gran parte un retaggio di quegli anni.
Del resto. Ronald Reagan fece di Khomeini un nemico giurato dell’America e il tetro imam dal canto suo chiamava gli Usa ‘Il Grande Satana’. Ad aggravare la situazione negli anni 70 fu però la tradizionale imperizia americana in politica estera, laddove proprio gli yankee dopo aver ricoperto d’oro lo Shah e averlo armato fino ai denti decisero che ne avevano abbastanza delle sue stravaganze e dei suoi pruriti indipendentisti e di fatto, complice la inadeguatezza di Carter, lo abbandonarono al suo destino lasciando che la rivoluzione dilagasse. Questo per inciso è un altro dei drammi del ‘900: che sia gli americani che i comunisti, essendo entrambi figli di una rivoluzione di fatto, ogni volta che vedono un popolo in subbuglio vanno in estasi e lo appoggiano…
Certo lo Shah aveva dato segni di megalomania galoppante, come quando per festeggiare i 4.000 anni dell’impero persiano tenne giorni di banchetti nel deserto per tutti i capi di stato del mondo, facendo addirittura piantare boschi nel deserto e popolandoli di migliaia di passeri importati che morivano come mosche per il caldo assurdo. I trionfali buffet prepararti nientemeno che da Maxim’s in cui scorrevano fiumi di Dom Perignon fecero andare su tutte le furie i musulmani iraniani, dando forse alla rivoluzione una spinta decisiva. Un uomo troppo occidentale per i musulmani e troppo orientale per gli americani e i sovietici, che finì odiato da tutti a dispetto della modernizzazione imposta al Paese e del fatto che era certamente meno peggio di quei forsennati di ayatollah che gli successero.
Dal canto loro i rivoluzionari iraniani di oggi non fanno certo eccezione: i generali della rivoluzione, quei pasdaran che armi alla mano sono i veri padroni dell’Iran e che in questi giorni stanno massacrando i manifestanti, sono tutti divenuti milionari col petrolio e i loro figli conducono vite da ricchi nelle migliori università degli Usa o nei collegi svizzeri, in barba a Khomeini e ai cenci rattoppati su cui dormiva orgogliosamente.
Difficile dire se gli iraniani rivogliano lo Shah e se l’attuale pretendente al trono sia un uomo adeguato al compito, ma quel che è certo è che non vogliono più gli ayatollah e che dobbiamo tutti sperare che questa drammatica situazione si chiuda il prima possibile e non certo a favore dei fondamentalisti.
Francesco Martelli
sovrintendente agli Archivi del Comune di Milano
docente di archivistica all’Università degli studi di Milano
9 risposte
Non mi sembra di buon gusto sminuire, pur riconoscendo la tragedia palestinese, la strage di “soli” 100 morti al giorno operata da Israele. Anche gli israeliani non hanno avuto remore nell’ammazzare bambini, donne, ammalati. Detto questo, rifletterò sul suo pezzo e questo è il vero fine di chi scrive non per sé stesso.
Gentilissima
i morti sono tutti uguali, sono le reazioni di noi vivi che cambiano. Vero è che non si può non constare che mentre israeliani e palestinesi sono due paesi e popoli diversi in guerra tra loro da 80 anni, qui gli Ayatollah stanno uccidendo il loro stesso popolo.
Sui 100 morti palestinesi al giorno operata da Israele, avrei qualche dubbio perché noi ci rifacciamo a delle fonti..E quale è la fonte dei morti feriti a Gaza? Il suo ministero della salute. Già ma sa chi rappresenta? Hamas . Le pare credibile hamas? Riguardo al fatto che gli israeliani non hanno avuto remore a sparare su bambini donne anziani, è vero esattamente il contrario, perché se fosse così, l ‘Idf avrebbe già spazzato via hamas e la guerra sarebbe già finita , questa fase almeno perché l’attacco esistenziale ad Israele non avrà mai fine. A conferma di quello che dico, c’è un principio nel diritto internazionale della guerra che è quello di avvertire la popolazione civile prima di un attacco affinché possa salvarsi. Ebbene c’è un solo esercito al mondo che applica questo principio e sa qual’e ‘ ? E proprio l’Idf, il quale ha,non sempre forse ma spesso avvisato la popolazione della striscia con droni, volantini e speakers in arabo. Cosa che tra l’altro si è rivelata controproducente per Israele dal punto di vista militare,perché ne ha rallentato la marcia dando così informazioni al nemico che poteva pertanto fuggire. Ma pur di non colpire indiscriminatamente la popolazione, questo ha fatto. C’è da dire poi dell’impiego dei civili come scudi umani da parte di hamas, compresi gli ostaggi, vuoi anche per il fatto che li avrebbe potuti nascondere in massa nei tunnel, cosa che non ha fatto proprio per alimentare la propaganda di Israele quale uccisore di civili. E nei tunnel c’è una seconda Gaza, sotterranea, con uno sviluppo di 700 km e a prova di bomba. C’è ne stavano dunque di palestinesi nascosti li sotto….da salvare
Come lasciarsi sfuggire l’occasione per l’arringa a favore di Israele contro gli islamici di Gaza? Perché non importa che ci siano innocenti, che pur avvertiti da quei mostri di correttezza degli israeliani agli ordini di quella brava persona che è il loro leader, che sono stati ammazzati. Il nemico è l’islam! Hamas ne è la rappresentazione quindi per colpire Hamas giusto colpire tutti indiscriminatamente.
Veramente non ha capito una mazza, presa com’è dai fumi della sua ideologia. Prima di scrivere boiate pertanto legga attentamente le cd arringhe che lei accusa e non legga le cose col paraocchi della sua ideologia perché io ho scritto ” che è giusto colpire tutti indiscriminatamente?”. No,ho detto esattamente il contrario o meglio ho indicato la tattica militare,perché di questo innanzitutto ho parlato, di tattiche militari, che Israele usa proprio per evitare di colpire indiscriminatamente ,anche se questo lo può danneggiare rispetto al raggiungimento degli obiettivi militari che si è proposto..Chi ha scritto che non importa che ci siano innocenti? Lei se lo è letto sul manuale di Kriminal. Non certo io l ‘ ho scritto. Anzi ho detto che proprio per evitare di colpire innocenti,e mi riferisco ai bambini innanzitutto, Israele ha adottato questa tattica, che va proprio a vantaggio dei civili. Se poi i palestinesi preferiscono comportarsi diversamente, cioè non salvare le persone, nei tunnel ad es, quando possono farlo, questo è un problema . loro. Poi è chiaro che la guerra è guerra e inevitabilmente porta sempre con sé delle vittime innocenti, ma se si possono risparmiare adottando anche quelle accortezze che il nemico suggerisce bisogna farlo. Nessuna arringa politica dunque da parte mia,ma solo l’esposizione dei fatti che ahimè tanti presunti filopalestinesi che scendono in piazza, perciò io sono più io “filopalestinese” di loro, non capiscono e non conoscono perché non vogliono documentarsi ma si fermano solo agli slogan che il loro “partito ” gli insegna.
Che tono! Toccato nel vivo! La risposta rivela il suo senso della democrazia. Ospedali e scuole colpite senza scrupoli. Israele è uno stato ricco, attrezzato militarmente, con appoggi importanti. Dall’altra parte una organizzazione terroristica e criminale tra le peggiori al mondo. Mi dica che tipo di guerra può essere. E pensa un po’ che delicatezza nell’avertimento a tutela dei civili. Ideologia la mia? Mi chiedo invece che film abbia visto. Per me il confronto con lei finisce qui. Non intendo accettare provocazioni né attacchi. Leggere il blog è motivo di riflessione e ripensamento, ma non altro.
Ma certamente se c’è stata una data nella quale a qualcuno non importava affatto di colpire e uccidere innocenti; anzi era ben contento di farlo festeggiando in piazza coi loro cadaveri trasportati sui fuoristrada tra ali di folla festante; e di ritenere giusto colpire tutti indiscriminatamente, e nel modo più efferato, quello è stato il 7 ottobre del 2023. Se ne è accorta per caso? E i suoi protagonisti chi erano? Ne è fiera ?
La risposta rivela il mio senso della democrazia? Toccato nel vivo.? .mi dica che guerra può essere. ..perché vuole dare ad Hamas anche un aeroporto con quale bombardare i giovani ballerini del rave party nel deserto? In realtà agenti travestiti del Mossad ? Si meraviglia dei toni? Ma nessuno le toglie la parola di bocca, e nessuno le ha dato della cretina, alla faccia della mia antidemocrazia. Chi è partita ad attaccare invece è stata lei. Con quell ‘arringa pro Israele. Peccato non abbia colto tutto il resto. Un’occasione persa, per lei.
Avrei qualche perplessità sull’affermazione che nel 1979 i comunisti italiani fossero “atei”: si sposavano in chiesa (per cui venivano regolarizzati i sacramenti qualora ne avessero saltati). Si era ancora lontani dall’accordo Falcucci-Poletti del 1985 (dopo il nuovo concordato) : quindi i loro figli a scuola frequentavano l’insegnamento della religione cattolica ; gli esonerati erano una rarità e stavano nel corridoio vicino alla bidella.
Mi sembra che l’ateismo di Stato fosse ben altra cosa.