Fiorentini con ‘I dimenticati’ al Rotary Crema

3 Aprile 2025

Estate 1940. Dalla Libia partono, in diversi momenti, oltre 13mila bambini italiani nati nei paesi delle colonie. Vengono trasportati in Italia per delle ‘vacanze estive’ nelle colonie realizzate dal fascismo sulla costa adriatica e sul Ponente ligure. Non torneranno mai più nelle loro famiglie e nei loro villaggi libici. Alla caduta del regime, saranno abbandonati da tutti; in primis dal nuovo Stato italiano. E’ la storia de ‘I dimenticati’ che è stata raccontata alla conviviale del Rotary Club Crema (Distretto 2050) presieduto da Antonio Grassi, dal giornalista Roberto Fiorentini. La terribile vicenda è stata ricostruita dal cronista cremonese in un libro intitolato appunto ‘I dimenticati’ ed edito da Ronca Editore.

Fiorentini ha ricostruito e raccontato la vita di questi piccoli (avevano un’età che andava dai 5 ai 12 anni) attraverso le pagine della rivista ‘Quarta sponda’: una pubblicazione edita del regime che serviva da strumento propagandistico del regime per aggiornare le famiglie rimaste nel Paese del continente africano. Nella bellissima sala del Ridottino, sono così sfilate le immagini delle adunate paramilitari a cui i bimbi erano obbligati a partecipare. Sono risuonate le parole delle loro lettere ai parenti. Sono stati letti brani dei resoconti trionfalistici del regime per la presenza di questi giovanissimi italiani pronti ad essere indottrinati all’ideologia del fascismo.

E’ poi stata proiettata una video intervista a una delle poche superstiti di questa esperienza, Silvia Napolitano, che occupa gran parte del volume. La donna ha raccontato la vera e propria odissea che ha vissuto tra il 1940, anno della partenza dall’Italia, al 1947 quando, a Milano dopo mille traversie, è riuscita a riabbracciare mamma e papà, anche loro scappati dalla Libia e rientrati, con l’aiuto della Croce Rossa Internazionale, nel nostro Paese.

La sua è stata una narrazione piena di sofferenza. Di cibi mai mangiati. Di abiti mai indossati. Di terribili paure per i bombardamenti aerei. Di malinconia e nostalgia per i genitori e per i fratelli lontani. Di fatica per i continui trasferimenti da una località all’altra. Di tristezza struggente per un futuro che non sembrava riservare nulla di particolarmente roseo. Di ricordi che sono rimasti indelebili nella sua memoria e nel suo spirito. Ma è emersa anche tutta la sua determinazione nel voler lasciare al futuro la sua testimonianza. Non solo per portare alla luce fatti che si sono persi nel magma della storia bellica italiana, ma anche per lasciare un messaggio alle generazioni future. Quelle che verranno. E che dovranno prendere spunto da questi terribili fatti per non ripetere più quegli stessi orrori che lei ha vissuto in prima persona.

Una narrazione intensa che ha colto nel segno tutti coloro che hanno partecipato.

Nella foto centrale Alfredo Fiorentini, Roberto Fiorentini, Antonio Grassi.

 

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