Disse la macina al grano: lo vuoi un consiglio? Cerca di adeguarti. È quello che i rivoluzionari bolscevichi suggeriscono piuttosto sbrigativamente ai russi nei giorni tremendi della Rivoluzione Rossa nel romanzo di Pasternak, il dottor Zivago.
E gli avvenimenti di questo inizio di anno paiono proprio dirci che il mondo sta cambiando di nuovo, in peggio rispetto a quanto è stato e siamo abituati. La sequela drammatica degli eventi di inizio anno sembra violentemente invadere i nostri giorni di festa e di riposo come a dirci che il mondo non festeggia e non riposa, che le vite prospere e serene che abbiamo più o meno tutti conosciuto negli ultimi decenni non sono più una garanzia, e che forse è tempo appunto che ci adeguiamo.
La mossa americana in Venezuela, le minacce a Taiwan di Xi Jinping, le mire di Putin sulla Europa orientale continuano a confermare che si sta creando un nuovo ordine mondiale dove la forza torna ad avere il sopravvento sulla diplomazia e in cui la nostra Europa è sempre meno forte e sempre più spettatrice; non a caso perfino il presidente Mattarella è intervenuto a favore delle politiche europee di riarmo.
E quasi come un macabro presagio che non è più tempo di festeggiare, tutti noi ci siamo risvegliati con quelle orrende immagini del rogo di Crans Montana, dove decine di splendidi ragazzi e ragazze hanno perso la vita nel pieno della loro meravigliosa giovinezza e in uno dei più bei momenti della vita giovane che è proprio la festa di Capodanno. Sembra quasi un macabro avvertimento del destino che fa da corollario ai grandi eventi geopolitici, quasi come se perfino festeggiare sia divenuto un presagio di sventure.
Qualcosa è cambiato, non possiamo più illuderci che tutto torni come prima. La durezza della vita che a noi europei è stata di fatto risparmiata, almeno in quanto collettività, pare tornare lentamente ma inesorabilmente a farsi viva.
E davanti ai drammi ci si può girare dall’altra parte, far finta che non stiano accadendo e continuare a festeggiare, che è proprio il verbo “divertirsi” dal latino divertere, che significa proprio guardare altrove e allontanarsi, oppure iniziare a prepararsi e adeguarsi a ciò che molto probabilmente è già qui.
Un po’ come leggere questo editoriale e pensare che è troppo pessimista e rovina un po’ la festa, oppure dirsi che in fondo tocca adeguarsi, magari evitando di fare la fine del grano nella proverbiale macina.
Quella festa finita in tragedia a Crans Montana in chi scrive ha fatto molta più impressione delle tante guerre che piagano il pianeta, proprio perché accaduta nel cuore dell’Europa benestante e nel fiore della sua meravigliosa gioventù che festeggiava.
Ci aspettano tempi assai duri, e prima ci adeguiamo meglio è, come diceva Pasternak. E però, ricordo anche ciò che diceva diceva il santo Ambrogio: ”Se i tempi sono cattivi voi vivete bene e cambierete i tempi”.
Francesco Martelli
sovrintendente agli Archivi del Comune di Milano
docente di Archivistica all’Università degli studi di Milano