I sedili ribaltabili

12 Febbraio 2026

A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, i rapporti tra fidanzati erano regolati da un preciso disciplinare, che le ragazze osservavano con rigore assoluto. Era vietatissimo, per esempio, rivolgere alla fidanzata l’invito a trascorrere  qualche giorno insieme ai monti o al mare, era ritenuta una vera offesa al pudore proporre un albergo a ore, era impensabile, prima di affrontare un lungo tirocinio di corteggiamento, ottenere dalla compagna di scuola un bacio o qualche altra dimostrazione d’affetto, che non consistesse nel prenderla per mano o nel farle qualche carezza sui capelli. Alla ragazza veniva vietato dalle rigorose disposizioni familiari anche solo mostrarsi in pubblico con qualche ragazzo, perché la cosa avrebbe potuto sporcare la sua “fedina matrimoniale” con le chiacchiere e i sospetti che avrebbero potuto nascere. Un pregiudizio vecchio di tremila anni. Omero, infatti, nell’Odissea racconta che la principessa Nausica, imbattutasi in Ulisse scampato a un naufragio, dopo aver dato ordine alle sue ancelle di ripulirlo e rivestirlo, gli indicò la strada per arrivare da suo padre Alcinoo, re dei Feaci, che lo avrebbe aiutato per fargli raggiungere Itaca, ma aggiunse che non poteva accompagnarlo perché qualche malizioso non mettesse in giro chiacchiere maligne. 

Anche quando due si piacevano, non era data loro la possibilità di creare le premesse logistiche  per scambi affettuosi a causa del rigoroso controllo operato dai genitori. L’unica possibilità di concretizzare le pulsioni amorose era rappresentata dall’andare clandestinamente insieme al cinema, dove nelle ultime file della galleria, solitamente deserte al primo spettacolo oppure occupate soltanto qua e là da altre coppiette, il buio della sala offriva l’occasione di scambiarsi baci e carezze durante l’intera proiezione. Ma non si poteva andare oltre, tuttavia c’era chi si tratteneva per l’intero pomeriggio, lontano dai controlli della famiglia.

In quel periodo l’automobile incominciava a diffondersi e molti giovani si appassionavano alla linea, al motore o al comfort di questa o quella utilitaria, ma tutti concordavano che tra le dotazioni irrinunciabili, l’auto doveva disporre degli schienali ribaltabili dei sedili anteriori. Ufficialmente perché offrivano la possibilità di riposare nei lunghi viaggi, ma in concreto si pensava che la compagna si lasciasse andare a qualche inedita effusione. L’automobile offriva la sola possibilità di agire in piena solitudine.  

All’epoca, infatti, quasi tutte le auto venivano offerte con i sedili ribaltabili e la richiesta fu così grande che sorsero alcune officine che operavano la trasformazione degli schienali fissi in ribaltabili su quelle vetture che non ne erano dotate. La popolarità dei sedili ribaltabili andava spandendosi a macchia d’olio, sull’onda dei racconti di piccanti sedute amorose che si sentivano al bar, tanto attraenti quanto trasgressive per i princìpi della società di allora. 

Capitò che uno studente di Cremona, come premio per aver superato gli esami di maturità, un duro scoglio che poteva anche diventare insormontabile, ottenne in regalo dalla famiglia la tanto agognata auto nuova. L’idea di possedere una vettura tutta sua lo eccitò a tal punto che, ottenuto il consenso dei genitori, entrò nella prima concessionaria nella cui vetrina faceva bella mostra un’utilitaria azzurrina e due giorni dopo sedeva al volante. Il primo spostamento fu lungo una stradina di campagna con a bordo la fidanzatina. Spento il motore lungo un filare di pioppi, abbracciò la ragazza e, mentre la baciava, impaziente di sperimentare l’effetto dei ribaltabili, tutto proteso verso di lei, con la mano cercava la levetta per abbattere lo schienale. Quando era sul punto di ottenere ciò che tanto desiderava, cioè avere a disposizione una specie di lettino, si accorse che quell’auto nuova non era dotata degli schienali ribaltabili. 

Dopo qualche mese in cui le effusioni con la ragazza non progredirono, capì che la situazione non sarebbe cambiata neppure con i ribaltabili e che il mantenimento della verginità era talmente inculcato nella testa delle ragazze da vincere ogni proposta, ogni tentativo, ogni preghiera, ogni promessa. 

 

Sperangelo Bandera

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