FI: il Pd a Cremona invitava a non fare figli

25 Febbraio 2026

Forza Italia Cremona esprime forte preoccupazione per il calo delle iscrizioni nelle scuole cittadine, fenomeno che rende sempre più evidenti anche a livello locale gli effetti dell’inverno demografico, una crisi profonda che non riguarda solo Cremona, ma investe l’intero Paese e gran parte del mondo occidentale.

La crisi demografica è un problema nazionale e internazionale, che affonda le proprie radici nella progressiva diffusione di modelli culturali ispirati all’individualismo e a una forma di ambientalismo ideologico, che per anni hanno presentato la natalità non come una risorsa, ma come un problema. In questo quadro si è arrivati perfino a teorizzare che i bambini fossero fattori clima-alteranti o fonti di inquinamento, anziché il primo investimento sul futuro di una comunità.

Di fronte a una sfida di tale portata, sono chiamati a dare risposte tutti i livelli di rappresentanza istituzionale, dal livello nazionale a quello locale, prendendo finalmente atto del fallimento di queste teorie e rimettendo al centro famiglia, natalità, educazione e coesione sociale.

È proprio rispetto a questo contesto che emergono le responsabilità politiche delle amministrazioni di sinistra che hanno governato Cremona negli ultimi anni. Non perché il calo delle nascite sia “causato” da una singola amministrazione, ma perché anche a livello locale sono stati veicolati messaggi e impostazioni culturali perfettamente coerenti con quelle visioni ideologiche che oggi mostrano tutti i loro limiti.

Emblematico, in questo senso, è l’opuscolo pubblicato nel dicembre 2019 dall’Amministrazione comunale di Cremona a guida PD, intitolato “Fare una spesa responsabile! – per la salute tua e quella dell’ambiente”, recante il logo del Comune. A pagina 15, tra le quattro “azioni individuali più efficaci per mitigare i cambiamenti climatici”, compare esplicitamente l’indicazione “fare meno figli”. Il fascicolo era preceduto da un’introduzione firmata dall’allora assessore alle Politiche Sociali e alla Famiglia Rosita Viola e dall’allora assessore all’Ambiente Simona Pasquali, entrambe tuttora figure di vertice dell’Amministrazione comunale.

Alla luce dei dati attuali sulle iscrizioni scolastiche e del rischio di non riuscire a formare alcune classi, rileggere oggi quei contenuti non è un esercizio polemico, ma un modo per comprendere quanto quelle impostazioni culturali siano state sbagliate e dannose. Il calo delle nascite non è una variabile neutra: incide direttamente sulla sostenibilità dei servizi educativi, sulla vita dei quartieri e sulla prospettiva futura della città.

Tutti ci auguriamo che le classi possano formarsi, in particolare alla scuola primaria del Boschetto, perché ogni classe che parte rappresenta un presidio educativo, sociale e di futuro. È però del tutto strumentale e mistificatorio insinuare che le difficoltà nella formazione della prima classe possano essere ricondotte all’azione di Forza Italia, che è intervenuta esclusivamente e responsabilmente su un tema sacrosanto come l’eliminazione delle barriere architettoniche. Le politiche per l’accessibilità e l’inclusione non hanno nulla a che vedere con il numero delle nascite e delle iscrizioni, e usarle come capro espiatorio significa eludere il vero nodo del problema.

Forza Italia Cremona chiede che si apra finalmente una riflessione seria e non ideologica sulle politiche demografiche, anche a livello locale: sostegno concreto alle famiglie, servizi per l’infanzia, tariffe eque, attrattività abitativa e lavorativa, difesa della rete scolastica. Senza ambiguità e senza ipocrisie.

Senza bambini non c’è futuro. E affrontare l’inverno demografico significa prima di tutto abbandonare le teorie che lo hanno alimentato.

Andrea Carassai
capogruppo Forza Italia
Consiglio comunale di Cremona

Luca Ghidini
segretario Forza Italia
Comune di Cremona

5 risposte

  1. Incredibile! Anche gli altri consigli sono degni di essere commentati: meno carne rossa, no auto, no aereo. Gli allevamenti intensivi sono gli imputati, tutti sono ugualmente inquinanti, che siano di bovini o di pollame. Quindi le raccomandazioni sarebbero dovute essere rivolte agli allevatori, non ai cittadini che fanno la spesa! Ed è la politica che dovrebbe intervenire! L’utilizzo dell’auto è di gran lunga esagerato: a Cremona ci si sposta benissimo in bicicletta o anche a piedi, quindi siamo d’accordo. Ma come la mettiamo con il trasporto delle merci su gomma? Quanti sono i mezzi pesanti che transitano nel nostro territorio e inquinano? E giusto per combattere l’inquinamento che dire dei poli logistici intorno ai quali il traffico pesante somiglia al movimento delle api intorno all’arnia? L’aereo è obbligatorio per certi spostamenti, non quotidiani e comunque a Cremona non c’è più neppure il piccolo aeroporto del Migliaro se non sbaglio. Ma passando a qualche riga sopra: non compare l’industria tra le cause maggiori di inquinamento. Le industrie cremonesi emettono solo vapore acqueo ed eucalipto! Ma l’industria non si può toccare, lo sappiamo, e sappiamo anche perché: per non chiudere altre emissioni.

  2. Da una parte ci stanno i cremonesi che figli non ne fanno per vari motivi: il principale forse è il costo di un figlio. Dalla quotidianità a quello a cui non si vuole rinunciare: costa la gestione se non sono disponibili i nonni e tutte le esigenze primarie. Se la politica non va incontro ai giovani potenziali genitori solo forse la possibilità di incassare l’assegno familiare può invogliare ad avere figli. E poi ci sono le esigenze secondarie, quelle alle quali non si vuole rinunciare, anche se non strettamente necessarie. Gli stranieri hanno meno pretese, e di figli ne fanno. I risultati sono però classi in cui per fare l’appello gli insegnanti devono essere poliglotti. I docenti fanno fatica ma mantengono il posto di lavoro. Le famiglie si lamentano e spesso cercano di inserire i pargoli dove ci sono meno extracomunitari. Ci sono anche dirigenti che cercano di formare classi ad hoc per non perdere l’utenza e rendere la propria scuola più appetibile. Non se ne esce. Per troppo tempo non si è fatto nulla. Ma il mio discorso forse con l’inquinamento non c’entra, o forse alcuni ritengono che si possa considerare un discorso sull’inquinamento in senso lato…

  3. Invece negli USA l’estrema destra dice che bisogna chiudere le donne in un “campo di riproduzione” e obbligarle ad avere delle gravidanze.
    Ma su queste cose, meglio sorvolare : cioè passarci sopra a volo d’uccello.

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