Pizzetti: illogico un nuovo ospedale a Cremona

23 Febbraio 2026

Riportiamo il brano dell’intervista rilasciata il 2 maggio 2020 da Luciano Pizzetti a Tommaso Anastasio per l’Eco del Popolo nella quale l’allora deputato si dice contrario al progetto di un nuovo ospedale a Cremona.

Se avesse “carta bianca” come interverrebbe sulla sanità nel suo quadro d’insieme? Mi spiego meglio: considera “revisionabile” l’attuale sistema nazionale/regionale all’interno del nostro welfare state secondo il modello cosiddetto “Beveridge”, o pensa a qualcosa di diverso? 

Il COVID 19 ha fatto emerge qualità e debolezze del sistema sanitario lombardo. Un sistema molto in verticale e poco in orizzontale. Con elevate qualità ospedaliere e basso reticolo territoriale. Un sistema che cura bene le malattie ma non le pandemie. Così com’è configurato il sistema lombardo non è in grado di dare risposte efficaci in termini di salute pubblica. Occorre perciò non che venga cancellato come sostengono i detrattori ideologici, ma che sia aggiornato per renderlo più efficace e più adatto al bisogno di offrire una migliore assistenza sanitaria a tutta la popolazione. Dunque occorrerà investire una quota parte delle risorse del MES per far sì che, accanto all’eccellenza ospedaliera che ogni anno cura 160 mila persone malate provenienti da fuori regione, si strutturi un altrettanto eccellente sistema sanitario di comunità. Perciò è una boutade illogica la proposta di Forza Italia di costruire un nuovo ospedale da 700 posti a Cremona. Perché insegue lo stesso modus operandi che ha generato le inefficienze riscontrate. Perché è un’operazione costosa che porterà con sé la chiusura degli ospedali di Crema e Oglio Po. Perché non investe sulla territorialità. Serve invece che i direttori generali dei nostri ospedali presentino un progetto di ammodernamento e efficientamento delle tre strutture, con relativi costi. Su questo dovremmo impegnarci tutti, confrontandoci per decidere la scelta più utile e per ricercare insieme i finanziamenti necessari alla realizzazione degli interventi. Non serve una gara a chi la spara più grossa. Ovviamente servirà rivedere il funzionamento e la gestione delle RSA. In tutto il mondo nelle RSA è stata una vera carneficina. Le persone più fragili anziché più protette sono risultate le più esposte. Ponendo anche rilevanti questioni etiche. Affinché non accada davvero mai più occorre capire come ripensarle. A tale scopo una riflessione che porti ad una riorganizzazione, serve molto di più di un’inchiesta penale che individui presunti colpevoli nella fase dell’inconsapevolezza e dell’impreparazione. Fuori dall’emergenza si potrebbe davvero pensare a una commissione d’indagine parlamentare, utile a capire per concorrere a fornire approcci nuovi e più umani. Anche per questo in alcun modo condivido la mozione del PD lombardo volta ad azzerare i vertici della sanità regionale. Per i tempi e per il merito. Indubbiamente occorre rivedere l’assetto istituzionale della Repubblica. Non per ricentralizzare bensì per delineare in modo più netto ed efficace le funzioni e le competenze di Stato e Regioni. Inserendo la clausola di supremazia nazionale in condizioni di emergenza. Se la riforma della Costituzione proposta nel 2016 non fosse stata bocciata, oggi saremmo stati nelle condizioni di gestire meglio e con maggior appropriatezza questa pandemia. 

Sotto il link dell’intervista integrale rilasciata da Luciano Pizzetti a Tommaso Anastasio per l’Eco del Popolo.

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2 risposte

  1. Ma se aspettiamo che il diretto interessato fornisca spiegazioni… Le spiegazioni non arriveranno, ma caro direttore, se dovesse essere diversamente, certo non sul suo blog! Troppi commenti, meglio altri siti più protetti. Ci sono , sono a disposizione, perché rischiare? D’altronde le parole riportate sono le sue, virgolettate. Non c’è altro da dire. Ora il senatore è diventato il sostenitore della “boutade illogica” di FI. Ma non è solo.

  2. Caro direttore, che dire, già ieri avevo fatto un commento alla notizia data in esclusiva da Antonio Grassi. Ora della notizia di ieri c’è la “fonte” incontestabile. Ai soliti commenti di chi dice “solo gli stupidi non cambiano idea” vorrei dire che sono d’accordo. Il nostro Movimento già nell’incontro dell’11 settembre 2023 con l’allora direttore generale Dr Giuseppe Rossi chiese documenti di uno studio particolareggiato e a norma della legge sugli appalti pubblici che provasse quanto solo a parole ci dissero: “Impossibile riqualificare l’attuale ospedale, meglio costruirne uno nuovo, i soldi ci sono e costerebbe solo circa 50 milioni in più dei 195 milioni necessari per il “vecchio”. I documenti richiesti ripetutamente per due anni non ci sono mai stati presentati. I costi sono più che raddoppiati (600 milioni anziché 280-300 iniziali). Siamo ancora disposti a cambiare idea! Dimostratecelo. E Pizzetti dimostri di non nascondere altri interessi se non il bene della sanità cremonese. Pizzetti verifichi che il Comune di Cremona stia attuando correttamente la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per tutta l’area ospedaliera di 18,5 ettari e non si limiti, come è provato fino ad ora, al solo parcheggio interrato. Spezzettare un progetto complessivo per quest’area ospedaliera per evitare che la somma dei problemi ambientali possa ritardare o impedire l’attuazione di questo progetto è contro la legge europea (Direttiva 2011/92/UE) , nazionale (D.Lgs. 152/2006 – Codice dell’Ambiente) e regionale (L.R. 5/2010 – Attribuzione competenze in materia di VIA).. Ci sono questi e molti altri elementi che possono far cambiare idea a una persona non stupida come l’ex onorevole Pizzetti. Siamo ancora in tempo a tornare nel 2020 e con lui condividere le sue previsioni. Grazie Pizzetti! grazie Direttore,
    Enrico Gnocchi, sostenitore del Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona.

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