Nuovo ospedale, prima pietra: la politica scavalca la legge  

22 Gennaio 2026

Gentile Direttore, 

abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni del presidente del Consiglio Comunale, Luciano Pizzetti, sulla volontà di posare entro il 2026 la “prima pietra” del nuovo ospedale di Cremona. Da  cittadine, più che rassicurate, siamo molto preoccupate. 

Quando un’opera pubblica è ancora sottoposta a Conferenza dei Servizi, a valutazioni tecniche, a  prescrizioni e a confronti istituzionali, parlare già di “prima pietra” non è un segnale di fiducia nel  futuro, ma di fretta politica. E la fretta, nelle grandi opere, è quasi sempre cattiva consigliera. 

In questi mesi abbiamo assistito a un atteggiamento sempre più esplicito: le decisioni vengono  presentate come irrevocabili, le procedure come meri passaggi formali e le osservazioni dei cittadini  come interferenze fastidiose, soprattutto se arrivano da persone considerate “non qualificate” o  numericamente irrilevanti. 

Ma allora a cosa servono le procedure pubbliche? 

A cosa serve la Conferenza dei Servizi, se l’esito è dato per scontato prima ancora che sia conclusa? E soprattutto: chi ha stabilito che una promessa elettorale possa valere più delle leggi che  regolano le opere pubbliche? 

Da cittadine non accettiamo l’idea che il voto autorizzi chi governa a correre ignorando regole,  confronti e controlli. La democrazia non finisce il giorno delle elezioni: continua proprio nei  procedimenti, nelle verifiche e anche nelle contestazioni

La storia amministrativa italiana è piena di prime pietre posate per ragioni politiche e diventate,  poco dopo, il simbolo di opere bloccate o ridimensionate da contenziosi. Chi oggi invoca gesti  simbolici dovrebbe ricordare che una prima pietra posata fuori tempo può diventare un peso  politico enorme

Un ospedale non si costruisce a colpi di annunci. 

Si costruisce rispettando le regole, accettando il confronto e riconoscendo che anche cittadini  comuni, se informati e documentati, hanno il diritto di porre domande scomode e di proporre  alternative, come è stato fatto chiedendo di valutare la riqualificazione dell’attuale Ospedale. 

Dina Rosa

Maria Luisa Paroni

Laura Passerini

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