Nel corso della seduta di lunedì 26 gennaio 2026 è stata discussa la vicenda della modifica dello statuto di Padania Acque, conclusasi con nulla di fatto perché il Comune di Cremona, quale capofila, unitamente alla Provincia, al Comune di Crema e ai Comuni del Cremonese amministrati da giunte di centrosinistra si sono astenuti nonostante il Consiglio comunale del capoluogo (e quelli degli altri Comuni che si sono astenuti) avessero votato a favore della modifica statutaria. A tale proposito è stata discussa l’interrogazione presentata da Andrea Carassai di Forza Italia in Consiglio. Ecco il testo dell’interrogazione e la risposta.
Premesso che:
il Comune di Cremona è socio di Padania Acque S.p.A – società affidataria in house del servizio idrico intervento per la Provincia di Cremona;
nell’Assemblea dei soci dell’8 maggio 2025 i soci hanno deliberato di incaricare il Consiglio di amministrazione di predisporre una modifica statutaria avente per oggetto l’introduzione di criteri per l’elezione degli organi societari, alla luce del fatto che tali norme non sono presenti negli atti della società;
in forza di questo chiaro mandato, il Consiglio di amministrazione ha predisposto un testo di modifica statutaria sottoposto alla valutazione del Comitato di Indirizzo e Controllo, ottenendo l’approvazione all’unanimità;
successivamente il Consiglio di amministrazione ha promosso diverse Assemblee presidenziali nel territorio provinciale per illustrate dettagliatamente ai soci il contenuto delle modifiche introdotte ed i nuovi meccanismi elettivi, finalizzati a garantire la rappresentanza dei soci negli organi societari;
per garantire la massima partecipazione e trasparenza la società ha fissato un termine, ampiamente comunicato ai soci, entro il quale presentare osservazioni al testo;
nei termini fissati, nessuna osservazione è pervenuta alla società;
nei mesi successivi, la quasi totalità dei Comuni soci e e la Provincia di Cremona hanno approvato le modifiche statutarie con delibere dei rispettivi consigli.
Preso atto che:
con proposta di deliberazione prot. n. 7036/2025, predisposta dal Settore Provveditorato, Gare e Partecipate e sottoposta al Consiglio comunale, avente ad oggetto “Modifica dello Statuto dell’Azienda Padania Acque S.p.A.”, l’Amministrazione comunale di Cremona ha richiesto l’approvazione delle modifiche statutarie da sottoporre all’Assemblea Straordinaria degli Azionisti convocata per il 18 dicembre 2025;
la suddetta proposta di deliberazione dà atto che Padania Acque S.p.A. è una società per azioni a capitale interamente pubblico, affidataria in house del servizio idrico integrato, e che il Comune di Cremona detiene una quota pari al 4,65% del capitale sociale; evidenzia che le modifiche statutarie hanno natura sostanziale, incidendo in particolare sulla nomina degli organi sociali e del comitato consultivo, mediante introduzione del criterio del voto di lista; richiama il carattere di servizio pubblico essenziale dell’attività svolta dalla società, strettamente connesso alle funzioni istituzionali dell’Ente; dichiara la deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D.lgs. 267/2000;
in data 11 dicembre 2025 la proposta di deliberazione è stata esaminata dall’Ufficio di Presidenza con funzioni consiliari, come previsto dal Regolamento del Consiglio comunale, ottenendo il voto favorevole di tutti i capigruppo ad eccezione della rappresentante del gruppo di Fratelli d’Italia che si è astenuta;
nel corso della seduta della Commissione, il Presidente del Consiglio comunale, in risposta ad un quesito specifico formulato dal capogruppo di Novità a Cremona Alessandro Portesani, ha dichiarato in modo inequivocabile e senza alcuna ombra di dubbio che la deliberazione assunta dal Consiglio comunale sarebbe stata vincolante per tutti (Sindaco o suo delegato), ribadendo che il rappresentante del Comune in assemblea societaria sarebbe stato tenuto a dare attuazione alla deliberazione votata dal Consiglio comunale;
tale chiarimento, reso in sede ufficiale dall’organo di garanzia del Consiglio comunale, ha ulteriormente confermato la natura cogente, vincolante e non discrezionale dell’atto consiliare per il Sindaco o suo delegato.
Considerato che:
ai sensi dell’art. 42 del TUEL (Testo Unico Enti Locali) e dell’art. 6 dello Statuto del Comune di Cremona, il Consiglio è l’organo di indirizzo politico-amministrativo dell’Ente;
al Consiglio comunale compete la definizione degli indirizzi fondamentali cui deve attenersi l’azione del Sindaco e della Giunta, in particolare quando il Comune è rappresentato in organismi esterni e società partecipate;
il Sindaco, o un suo eventuale delegato, nell’esercizio della funzione rappresentativa dell’Ente, è tenuto a dare fedele attuazione agli indirizzi approvati dal Consiglio comunale.
Appurato che:
in data 18 dicembre 2025 il Consiglio comunale di Cremona ha approvato la deliberazione di modifica dello Statuto di Padania Acque S.p.A. con 22 voti favorevoli e 5 voti di astensione (gruppo Fratelli d’Italia);
nel corso della seduta consiliare non è stato presentato né approvato alcun emendamento alla deliberazione, che è stata quindi votata nel testo proposto dagli uffici a larghissima e trasversale maggioranza;
la deliberazione prevede l’approvazione delle modifiche dello statuto di Padania Acque risulta quindi regolarmente approvata, immediatamente eseguibile ed efficace;
il Sindaco del Comune di Cremona ha delegato l’Assessore Simona Pasquali a rappresentare l’Ente in sede di Assemblea di Padania Acque S.p.A., attribuendole il compito di esprimere il voto del Comune.
Constatato che:
in occasione dell’assemblea straordinaria di Padania Acque convocata in seconda convocazione il pomeriggio del 18 dicembre, l’assessore Pasquali, in rappresentanza del Comune di Cremona, ha espresso – in difformità dall’indirizzo del Consiglio Comunale di Cremona – un voto di astensione alla modifica statutaria, contribuendo a non far raggiungere il quorum dei 2/3 del capitale sociale presente;
nella fattispecie il voto di astensione espresso in assemblea equivale a voto contrario, con effetti concreti sul processo decisionale dell’organo assembleare;
tale comportamento, del tutto privo di legittimazione istituzionale, è in contrasto con l’atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale e con le più elementari regole che reggono la vita delle istituzioni;
Considerato che:
il rappresentante del Comune in assemblea societaria non agisce a titolo personale, ma quale espressione dell’indirizzo politico-amministrativo dell’Ente di cui è titolare;
una simile condotta esautora il ruolo di indirizzo proprio del Consiglio comunale es appare ancora più incomprensibile se si considera il brevissimo intervallo di tempo (solo poche ore) intercorso dal momento deliberazione del consiglio comunale e l’espressione di parere in assemblea dei soci;
quanto accaduto ha creato di un pericoloso precedente politico e istituzionale.
Tutto ciò premesso e considerato, si interrogano il Sindaco e l’Assessore Pasquali per sapere:
- per quali ragioni l’assessore Simona Pasquali ha espresso un voto di astensione alla modifica dello statuto di Padania Acque, in difformità rispetto all’indirizzo chiaramente espresso dal Consiglio comunale di Cremona durante la seduta del 18 dicembre;
- Se la votazione espressa in occasione delle modifiche dello statuto di Padania Acque è stata condivisa con il Sindaco di Cremona o se si tratta di un’azione estranee al regolare percorso istituzionale;
- se il Sindaco e l’assessore non ritengano che quanto accaduta abbia di fatto esautorato il Consiglio comunale dei compiti di indirizzo che il Testo Unico degli Enti locali e lo Statuto del Comune di Cremona gli attribuiscono;
- se si ritenga legittimo che una decisione assunta dall’organo rappresentativo dell’intera comunità cittadina possa essere contraddetto in sede di assemblea della società partecipata;
- quali iniziative intendano assumere affinché in futuro la rappresentanza del Comune di Cremona in assemblee e organismi esterni avvenga nel pieno e rigoroso rispetto degli atti di indirizzo del Consiglio comunale.
Prima di dare la parola all’assessora Simona Pasquali, il presidente del Consiglio Comunale Luciano Pizzetti ha tenuto a sottolineare che quest’assemblea non è mai stata esautorata e al riguardo ha letto la trascrizione letterale di quanto dichiarato dall’assessora Pasquali in fase di replica nel seduta consiliare del 18 dicembre 2025: ”Mi fa piacere sapere che adesso la totalità delle forze politiche apprezzano il fatto, l’importanza del fatto che l’Azienda sia pubblica e che vada tutelata anche nei suoi organi e anche appunto valorizzando tutti gli aspetti e tutte le anime che vengono rappresentate all’interno dell’assemblea; perché insomma in passato abbiamo avuto momenti non proprio allineati a questo principio e quindi sono molto sono favorevolmente colpita da questa unità di intenti del Consiglio comunale di Cremona. Mi farò portavoce, consigliere Olzi, rispetto alla questione del limite di mandato, come ha chiesto lei in maniera esplicita così come anche tutti gli altri colleghi, perché credo che il Consiglio comunale di Cremona abbia il dovere di far presente quando qualcosa debba essere messo in discussione, quindi il mandato che porterò da questo Consiglio comunale sarà quello di dire che il Consiglio comunale, poi vedremo il voto che verrà espresso, ma insomma, da quello che capisco favorevole con un’astensione, ma anche che il Consiglio comunale di Cremona invita l’Assemblea di tenere in considerazione il tema dei limiti di mandato e quindi di di prendere in considerazione il fatto, eventualmente, di discuterne e capire come si possa tenere in considerazione l’osservazione del Consiglio comunale del Comune capoluogo.
A seguire l’assessora Simona Pasquali ha ribadito che, partecipando all’assemblea di Padania Acque, ha esposto quanto emerso durante la seduta del Consiglio comunale di Cremona in merito al limite di mandato dei rappresentanti negli organi di Padania. Da lì si è sviluppato un ampio dibattito che si è concluso con la decisione, da parte dell’assemblea della società, di congelare la situazione per un approfondimento su questo aspetto e di questo il sindaco Andrea Virgilio è stato informato.
Il consigliere Andrea Carassai si è detto non soddisfatto della risposta ricevuta.
Interrogazione presentata il 15 dicembre 2025 dai consiglieri comunali del Gruppo consiliare Novità a Cremona: Stazione ferroviaria e Ospedale Maggiore – Verifiche sulle responsabilità comunali nella gestione delle persone senza dimora.
La presente interrogazione intende richiamare il Comune alle responsabilità che la legge gli attribuisce, affinché la gestione delle persone senza dimora avvenga in modo strutturato, coordinato e trasparente, evitando che luoghi fondamentali della città come la stazione ferroviaria e l’ospedale diventino spazi di ricovero improprio per situazioni di fragilità che richiedono una presa in carico pubblica adeguata.
Premesso che:
in data 27 agosto 2025 è stata presentata in Consiglio un’interrogazione concernente la tutela e il monitoraggio delle persone senza dimora, nella quale l’assessore ha riconosciuto la crescita del fenomeno della grave marginalità; la saturazione costante dei posti disponibili nel sistema di accoglienza; l’assenza di una mappatura strutturata delle situazioni presenti sul territorio; la necessità di una riorganizzazione del settore sociale per migliorare la capacità di intervento e di presidio;
nelle ultime settimane è emersa con evidenza una situazione di forte criticità nell’area della stazione ferroviaria di Cremona, caratterizzata da presenze stabili di persone che vi trascorrono la notte, bivacchi e situazioni di degrado; presso l’ospedale, dove ingressi e sale d’attesa vengono utilizzati come riparo notturno da persone senza dimora, con evidenti ricadute sul funzionamento di un luogo essenziale per la comunità;
la presenza stabile di persone in condizioni di grave vulnerabilità in luoghi così sensibili rappresenta un segnale di pressione sistemica sul sistema locale di presa in carico sociale e impone una verifica puntuale delle politiche comunali adottate;
è necessario ribadire che la competenza primaria nella presa in carico delle fragilità personali, familiari, abitative e socio-sanitarie spetta ai Comuni, ai sensi della Legge 328/2000, che attribuisce ai Comuni la programmazione locale del sistema integrato di interventi e servizi sociali; assegna ai servizi sociali comunali la responsabilità della presa in carico dei casi complessi, della definizione dei progetti individualizzati e del coordinamento con gli altri enti coinvolti; prevede la collaborazione con soggetti del territorio, senza che ciò comporti alcuna forma di deresponsabilizzazione dell’ente comunale;
la normativa richiede inoltre che i Comuni garantiscano continuità, tempestività e adeguatezza degli interventi, evitando risposte frammentarie o meramente emergenziali;
il Comune di Cremona ha in essere una convenzione con la Casa dell’Accoglienza / Caritas, che prevede 12 posti di seconda accoglienza (CPA) con progetti individualizzati condivisi con il Servizio Sociale Territoriale; circa 15 posti di prima accoglienza (asilo notturno), di cui 9 in convenzione con il Comune;
tali elementi risultano dalla Carta dei Servizi e dal Regolamento interno della struttura;
dalla discussione consiliare è emerso che, a causa dei lavori finanziati dal PNRR nell’ambito del progetto “Stazione di Posta”, l’asilo notturno è stato temporaneamente chiuso, rendendo necessarie soluzioni provvisorie,
è stato inoltre evidenziato che il sistema di accoglienza opera da tempo con capienza ridotta e saturazione permanente, e che una parte delle persone senza dimora non risulta intercettata o stabilmente inserita nei percorsi di accoglienza per ragioni sanitarie, comportamentali o per carenza di posti compatibili;
tra gli strumenti tradizionalmente rilevanti per il presidio notturno del territorio e per il contatto diretto con le persone senza dimora rientrano le unità di strada, richiamate anche dall’assessore nel corso della discussione consiliare come parte della rete di rilevazione del bisogno, senza tuttavia una chiara esplicitazione della loro attuale operatività, continuità e copertura territoriale;
si rende pertanto necessario un chiarimento formale sullo stato di operatività del dormitorio/asilo notturno, sulle modalità di funzionamento attualmente in vigore, sulla capienza effettiva e sui criteri di accesso previsti.
Considerato che:
la presenza stabile di persone vulnerabili in stazione e in ospedale indica che non tutte le situazioni di bisogno vengono intercettate e prese in carico in modo adeguato e tempestivo;
la gestione delle gravi marginalità non può essere affidata a interventi sporadici o alla sola iniziativa del terzo settore, ma richiede un coordinamento pubblico strutturato, coerente con gli obblighi assegnati al Comune dalla L. 328/2000,
il presidio notturno del territorio, il contatto diretto e continuativo con le persone senza dimora e l’attivazione precoce dei percorsi di presa in carico sono elementi decisivi per evitare che luoghi sensibili diventino spazi di ricovero improprio.
Tutto ciò premesso e considerato si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:
Obblighi del Comune ai sensi della L. 328/2000
- quali strumenti programmatici e organizzativi siano oggi attivi per garantire la presa in carico sistematica e continuativa delle persone senza dimora e delle situazioni di grave marginalità;
- se esiste un piano locale specifico (o una sezione dedicata nei documenti di programmazione sociale), con quali obiettivi, indicatori e risorse.
Convenzione con la Casa dell’Accoglienza / Caritas
- qual è il valore economico complessivo della convenzione e la sua articolazione tra prima accoglienza, seconda accoglienza e servizi correlati;
- se l’Amministrazione ritiene sufficiente l’attuale capienza, alla luce delle saturazioni registrate;
- se siano previste estensioni, incrementi di posti o soluzioni integrative;
- se sono stati definiti indicatori di risultato e quali esiti siano stati raggiunti nel periodo 2024–2025.
Lavori PNRR – “Stazione di Posta”
- qual è lo stato di avanzamento del progetto e quali servizi aggiuntivi saranno operativi a lavori conclusi;
- se è previsto un incremento effettivo dei posti di accoglienza o una mera riqualificazione degli spazi esistenti;
- se il Comune abbia valutato le ricadute della chiusura temporanea dell’asilo notturno sui fenomeni rilevati in stazione e presso l’ospedale.
Stazione ferroviaria e ospedale
- quante persone senza dimora sono state monitorate negli ultimi sei mesi nei suddetti luoghi;
- quante di esse sono state agganciate e prese in carico con un progetto sociale;
- se esistano protocolli operativi formalizzati con i gestori delle infrastrutture e con ASST Cremona;
- quante uscite congiunte (servizi sociali, unità di strada, Polizia Locale) siano state effettuate e con quali risultati.
Unità di strada
- con riferimento a quanto dichiarato dall’assessore in Consiglio Comunale, se sul territorio comunale è oggi attiva un’unità di strada notturna in modo continuativo;
- quale soggetto la gestisca (Comune, Caritas, Croce Rossa o altri) e con quale frequenza settimanale, in quali fasce orarie e in quali aree della città, con particolare riferimento alla stazione ferroviaria e all’ospedale;
- se sia oggi attiva un’unità di strada gestita dalla Caritas;
- se tale unità di strada Caritas sia tuttora prevista nell’ambito della convenzione in essere con il Comune e, in caso affermativo, con quali obblighi operativi;
- qualora l’unità di strada Caritas non sia attualmente operativa, per quali motivazioni ciò sia avvenuto;
- se l’eventuale sospensione o disattivazione sia stata concordata con il Comune, determinata da scelte organizzative, da riduzione di risorse economiche o di personale, o da altre cause;
- se il Comune abbia valutato le ricadute della mancata o ridotta attività dell’unità di strada sulla situazione attuale della stazione ferroviaria e dell’ospedale;
- se l’Amministrazione intenda ripristinare o potenziare tale strumento, considerato il suo ruolo essenziale nell’intercettazione precoce e nella presa in carico delle persone in grave marginalità.
Dormitorio / asilo notturno
- se il dormitorio/asilo notturno sia stato ufficialmente riattivato e, in caso affermativo, da quando;
- con quali orari di apertura, capienza e criteri di accesso;
- quali siano i dati di utilizzo dalla eventuale riapertura ad oggi.
Riorganizzazione del settore politiche sociali annunciata dall’assessore
- Quali atti siano stati adottati per la riorganizzazione del settore e con quali effetti operativi concreti;
- Se sia stata istituita un’equipe dedicata alla grave marginalità, con quali risorse e funzioni;
- in che modo tale riorganizzazione abbia rafforzato il presidio del territorio, in particolare nelle ore serali e nelle aree più critiche.
Trasparenza e programmazione
- se l’Amministrazione intende predisporre e pubblicare un rapporto periodico sul fenomeno delle persone senza dimora;
- quali risorse di bilancio siano state allocate per il 2026 per il rafforzamento delle politiche comunali sulla grave marginalità.
All’interrogazione ha risposto l’assessora alle Politiche Sociali Marina Della Giovanna: La presenza di persone in condizione di grave marginalità in luoghi sensibili come l’Ospedale Maggiore è un segnale che richiama alla complessità dei bisogni e alla necessità di risposte integrate, alle quali Comune e ASST stanno lavorando insieme. L’Amministrazione è consapevole che nessun singolo strumento è sufficiente da solo, ed è per questo che l’azione comunale si sviluppa lungo più direttrici: programmazione, accoglienza, presidio del territorio, coordinamento con il terzo settore e potenziamento dei servizi.
Sul piano della programmazione, il tema della grave marginalità è inserito nel Piano di Zona dell’Ambito Sociale Territoriale Cremonese attraverso un gruppo di lavoro dedicato alla povertà e alle sue diverse dimensioni. Il gruppo coinvolge enti pubblici territoriali e numerosi soggetti del terzo settore impegnati in quest’area di intervento, che si incontrano periodicamente per condividere dati, criticità e strategie operative. Nel corso del 2025 il gruppo si è riunito quattro volte e ha lavorato sull’identificazione delle diverse dimensioni della povertà presenti sul territorio, sull’individuazione dei target maggiormente interessati e sull’analisi delle reti attive e attivabili. Si tratta di un lavoro necessario per costruire collaborazioni più strutturate, proporre strategie per ottimizzare gli interventi e ragionare in modo condiviso sulle risorse da attivare.
Accanto al lavoro di analisi e programmazione, è attivo il confronto con i principali attori del territorio cittadino, sia pubblici che del privato sociale. L’aumento delle persone senza dimora evidenzia al contempo l’esigenza di un coordinamento più strutturato attraverso l’istituzione di un tavolo permanente, coordinato dal Comune di Cremona, che abbia il compito di rafforzare la capacità di lettura e monitoraggio, potenziare gli interventi di tipo preventivo, rafforzare l’integrazione tra i diversi ambiti di intervento (servizi sociali, sistema sanitario, terzo settore, forze dell’ordine).
Per quanto riguarda il sistema di accoglienza, le attività del Centro di Pronta Accoglienza e dell’asilo notturno sono gestite in convenzione, con un impegno economico di poco più di 200 mila euro annui, finanziato in parte da spesa corrente comunale e in parte dal Fondo Povertà – quota grave marginalità.
In questo quadro si colloca anche l’investimento sulla Stazione di Posta, finanziata dal PNRR, che non prevede una semplice riqualificazione degli spazi, ma un ampliamento delle funzioni: fermo posta e deposito bagagli, potenziamento delle cucine, ampliamento degli spazi per i colloqui di orientamento, delle aree docce e degli spazi comuni, oltre alla creazione di luoghi pensati per favorire l’incontro tra cittadinanza, associazionismo e persone in situazione di marginalità. La conclusione dei lavori è programmata entro fine marzo 2026, con un target complessivo di 100 persone assistite nell’arco del progetto.
Per quanto riguarda il presidio del territorio, sono stati effettuati interventi congiunti con ASST e Polizia Locale, cui si aggiungono gli interventi del Pronto Intervento Sociale, che consentono di intercettare situazioni particolarmente critiche e attivare risposte tempestive, e la graduale ripresa dell’attività dell’unità di strada della Croce Rossa Italiana.
La Stazione di Posta, il gruppo di lavoro del Piano di Zona e il tavolo permanente che verrà costituito a breve rappresentano quindi tasselli di una strategia che punta a garantire risposte strutturate, non emergenziali, capaci di accompagnare le persone lungo percorsi di nuova inclusione possibile.
Il consigliere Alessandro Portesani pur ringraziando per la risposta si è detto non soddisfatto.
Interrogazione presentata il 16 dicembre 2025 da consiglieri comunali vari (primo firmatario Alessandro Portesani) sul ruolo della città di Cremona nel percorso della Fiaccola Olimpica Milano-Cortina 2026 – Chiarimenti a seguito della pubblicazione dell’itinerario ufficiale di Regione Lombardia.
Premesso che
nel corso del Consiglio comunale del 27 gennaio 2025, l’assessore allo Sport Luca Zanacchi ha risposto a un’interrogazione consiliare avente ad oggetto il mancato inserimento di Cremona tra le tappe della staffetta olimpica Milano–Cortina 2026;
in tale sede l’Assessore ha dichiarato testualmente che «Cremona sarà oggetto di passaggio dalla fiaccola» e che «passerà per la città di Cremona», utilizzando inoltre espressioni quali «Cremona sarà una città in cui di partenza per la fiaccola», «partirà da Cremona» e «ripartirà da Cremona», senza mai qualificare formalmente la città come tappa ufficiale;
nel medesimo intervento l’Assessore ha fatto riferimento a una «proposta di passaggio della fiaccola sulla città» e a un percorso di circa 5 km, precisando di non essere autorizzato a rendere pubblica la data dell’evento.
Considerato che:
nei giorni scorsi Regione Lombardia ha pubblicato l’itinerario ufficiale della Fiaccola Olimpica Milano–Cortina 2026 sul territorio regionale, indicando in modo esplicito le tappe ufficiali lombarde della staffetta;
da tale itinerario risultano esclusi unicamente i capoluoghi di provincia di Lodi e Cremona, mentre gli altri capoluoghi lombardi sono formalmente indicati come tappe, con data, localizzazione ed evidenza istituzionale;
nella comunicazione ufficiale di Regione Lombardia non compare alcun riferimento a Cremona né come tappa ufficiale, né come evento riconosciuto, né come luogo di celebrazione della staffetta olimpica.
Rilevato che:
dalle comunicazioni e dai materiali ufficiali pubblicati dal Comitato Olimpico Internazionale e dalla Fondazione Milano Cortina 2026 risulta una distinzione tra “tappe” e “città di passaggio”, mentre non emergono categorie ufficiali denominate “tappa intermedia” o “città di partenza” intese come qualificazione istituzionale delle città coinvolte;
alla luce degli atti oggi pubblici, Cremona risulta esclusivamente come tratto di transito logistico all’interno di una tappa ufficiale tra altre città, senza eventi ufficiali, cerimonie o riconoscimento istituzionale a livello regionale;
tale condizione priva la città di Cremona delle opportunità di visibilità, promozione e valorizzazione garantite alle città sede di tappa ufficiale, nonostante il suo ruolo di capoluogo di provincia.
Si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:
- se l’Amministrazione comunale sia in possesso di atti ufficiali della Fondazione Milano Cortina 2026 che qualifichino formalmente Cremona come tappa ufficiale della staffetta olimpica e, in caso affermativo, di renderli pubblici;
- se l’Amministrazione confermi che, alla luce dell’itinerario ufficiale pubblicato da Regione Lombardia, Cremona non è annoverata tra le tappe ufficiali lombarde della Fiaccola Olimpica Milano–Cortina 2026;
- se la Giunta ritenga che le espressioni utilizzate dall’Assessore nel Consiglio comunale del 27 gennaio 2025 – quali «oggetto di passaggio», «città in cui di partenza», «partirà da Cremona» – abbiano rappresentato in modo corretto, trasparente e non equivoco il reale ruolo della città nel percorso della fiaccola;
- quali iniziative politiche e istituzionali siano state intraprese dall’Amministrazione comunale, nel corso dell’ultimo anno, per ottenere per Cremona il riconoscimento formale di tappa ufficiale;
- se la Giunta non ritenga che l’esclusione di Cremona, unico capoluogo lombardo insieme a Lodi a non essere tappa ufficiale, costituisca un grave insuccesso politico e istituzionale nella gestione dei rapporti con Regione Lombardia e con la Fondazione Milano Cortina 2026.
All’interrogazione ha risposto l’assessore allo Sport Luca Zanacchi dicendo che l’Amministrazione ha sottoscritto una convenzione con la Fondazione Milano Cortina 2026 per il passaggio della fiaccola in città, è un documento dell’Amministrazione sottoscritto diversi mesi prima del passaggio, inizio 2025. Nulla di straordinario in quanto tutte le città di tappa hanno dovuto sottoscrivere la convenzione. Nel tempo, dopo la sottoscrizione della convenzione la fondazione ha formulato chiari vincoli e limiti alla circolazione delle informazioni. Parliamo di gennaio 2025, 13 mesi prima del passaggio della fiaccola. Credo fosse anche comprensibile. Per quanto riguarda invece la valorizzazione della città, l’assessore ha aggiunto che il consigliere Portesani non ha minimamente fatto riferimento a Art-Para, ai ragazzi disabili selezionati e alla centralità di Cremona in questo progetto internazionale. “Personalmente – ha concluso l’assessore – ritengo che la città abbia svolto il suo ruolo con onore e orgoglio nei confronti della fondazione Milano-Cortina e nei confronti dell’evento, e che l’organizzazione del viaggio della facciola sia stata mancante di sensibilità nei confronti del territorio, dei cittadini coinvolti, dei tedofori cremonesi, della realtà che si è candidata con la nostra mediazione a collection point”.
Il consigliere Alessandro Portesani si è detto non soddisfatto della risposta.
Interrogazione presentata il 17 dicembre 2025 dalla capogruppo del Gruppo consiliare Lega Lombarda Jane Alquati sulla sicurezza stradale di via XX Settembre.
Premesso che:
via XX Settembre è una via a forte traffico veicolare, particolarmente frequentata da autoveicoli durante le ore di punta;
recentemente è stato segnalato che si è verificato un incidente stradale in questa zona, il quale ha sollevato preoccupazioni riguardo alla sicurezza degli utenti della via;
in prossimità di Via XX Settembre sono situate diverse istituzioni educative, tra cui il nido e l’infanzia Sacro Cuore, la scuola secondaria di primo grado Marco Gerolamo Vida, l’Istituto Ala Ponzane Cimino e la scuola infanzia comunale Ferrante Aporti;
la presenza di queste scuole implica un aumento del traffico pedonale, con numerosi genitori e bambini che attraversano la strada quotidianamente.
Considerato che:
è fondamentale garantire un ambiente sicuro per gli studenti e le loro famiglie, riducendo il rischio di incidenti;
è opportuno considerare misure aggiuntive per proteggere i cittadini più vulnerabili;
la sicurezza stradale è un tema prioritario per la cittadinanza e dovrebbe essere al centro dell’azione amministrativa, soprattutto in aree densamente popolate o con flussi in aumento;
è dovere dell’Amministrazione Comunale monitorare e intervenire per tempo sulle situazioni che possono rappresentare un rischio per l’incolumità pubblica;
l’adozione di semplici ma efficaci misure, come i dissuasori di velocità, attraversamenti pedonali rialzati o la revisione della segnaletica, può contribuire sensibilmente alla prevenzione degli incidenti.
Si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:
- quali misure sono attualmente in atto per monitorare e ridurre la velocità degli autoveicoli in via XX Settembre?
- è previsto un intervento da parte dell’Amministrazione per installare dispositivi di controllo della velocità in prossimità delle scuole sopra citate?
- quali piani esistono per aumentare la segnaletica stradale e migliorare la sicurezza stradale in questa zona?
- è possibile valutare l’introduzione di campagne di sensibilizzazione per i conducenti riguardo alla sicurezza stradale, specialmente in prossimità di scuole?
All’interrogazione ha dapprima risposto l’assessore alla Mobilità Luca Zanacchi dicendo che le aree citate dalla consigliera Alquati sono già zone 30. La segnaletica è adeguata. Non si registrano richieste particolari di modifiche della segnaletica. A sua volta l’assessore alla Sicurezza Santo Canale ha chiarito per quanto riguarda riscontrato dagli atti del Comando della Polizia Locale in merito all’infortunistica, nella zona citata, sono stati registrati nel biennio 2024 2025 11 sinistri di cui 6 nel 2024 e 5 nel 2025 e solo 2024 due feriti. Le cause accertate dalle pattuglie della Polizia Locale che hanno effettuato i rilievi del caso non sono da ascriversi alla eccessiva velocità, ma piuttosto a situazioni di guida in stato di ebbrezza o disattenzione e quindi di mancato controllo del veicolo. A seguito di un confronto con l’ufficio reclami di SpazioComune, non risultano reclami per la via in questione per eccessiva velocità.
La consigliera Jane Alquati ha ringraziato per la risposta ricevuta.
Interrogazione presentata il 22 dicembre da consiglieri comunali vari (primo firmatario Andrea Carassai) sul trattamento della festa del Natale alla scuola dell’infanzia San Giorgio di Cremona e verifiche nelle altre scuole dell’infanzia comunali.
Premesso che:
il Natale rappresenta, oltre che una ricorrenza religiosa, un patrimonio culturale, storico e identitaria radicato nella tradizione italiana ed europea;
le scuole dell’infanzia pubbliche hanno sempre interpretato questa ricorrenza come occasione educativa attraverso racconti, attività, laboratori e spesso piccoli spettacoli dei bambini;
presso la scuola dell’infanzia San Giorgio di Cremona, come risulta da comunicazioni ufficiali rivolte alle famiglie, si legge che: “In occasione della festa di Natale si leggerà un testo sui valori allo scopo di non urtare la sensibilità di nessuno”;
nel messaggio augurale rivolto alle famiglie non compare mai la parola Natale, sostituita dal più generico riferimento alle feste”.
Considerato che:
nelle scuole dell’infanzia statali e nelle scuole primarie statali il periodo natalizio rappresenta già, seppur in presenza nelle classi di confessioni religiose differenti da quella Cristiana, un momento ricco di proposte didattiche e di esperienze educative volte a raccontare il periodo di festa vissuta dal mondo esterno che circonda i bambini, con modalità e forme differenti, senza ledere la sensibilità e le tradizioni di alcuna famiglia;
a motivazione “per non urtare la sensibilità di nessuno” riscontrata nell’asilo comunale S. Giorgio appare come una rinuncia preventiva a proporre un momento di aggregazione conviviale o una qualsiasi forma di attività educativa in un sano rapporto di alleanza tra scuola e famiglia;
l’omissione totale della parola Natale negli auguri ufficiali di una scuola pubblica è un segnale simbolicamente grave e profondamente discutibile;
molti genitori hanno espresso preoccupazione per quella che appare come una scelta ideologica e non educativa.
Si chiede al Sindaco e alla Giunta:
- se siano a conoscenza dei fatti verificatisi presso la scuola dell’infanzia San Giorgio;
- se ritengano accettabile che, in una scuola pubblica comunale, la festa del Natale venga privata della sua dimensione culturale e storica per il timore di “urtare la sensibilità di qualcuno”;
- se intendano fornire indirizzi chiari affinché nelle scuole dell’infanzia comunali il Natale venga riconosciuto con la sua identità educativa, storica e culturale;
- se non ritengano necessario intervenire affinché il Natale venga chiamato con il suo nome e raccontato ai bambini nella sua realtà storica e culturale, evitando censure che impoveriscono l’offerta formativa;
- se intendono convocare un confronto con la dirigente e la pedagogista del Settore Politiche Educative e Istruzione del Comune, oltre che con la coordinatrice e le educatrici dell’asilo comunale S. Giorgio e i rappresentanti dei genitori per chiarire le motivazioni di tali scelte e valutare eventuali azioni correttive per le future occasioni;
- se fatti analoghi – cioè privazione o sostituzione del riferimento al Natale e alla sua identità storica – si siano verificati anche in altre scuole dell’infanzia comunali e in caso affermativo quali intendano essere le misure da assumere.
All’interrogazione ha risposto l’assessora all’Istruzione Roberta Mozzi sottolineando che la scuola dell’infanzia San Giorgio non ha cancellato il Natale. Le maestre hanno allestito il presepe nell’atrio e i bambini hanno addobbato il tradizionale albero di Natale. Inoltre, non sono mancati i festeggiamenti con i bambini e le loro famiglie a scuola, con letture e riflessioni sui valori, allietati da un dolce preparato ad hoc dalla cuoca Angela, accompagnato da una bevanda calda. La scuola ha organizzato un vero e proprio momento di festa, di scambio di auguri natalizi, di condivisione autentica preziosa ed emozionante, la migliore risposta a chi scatena polemiche senza nemmeno verificare di persona infatti. Nelle comunicazioni ai genitori è stata citata la parola Natale. Ha inoltre parlato di polemiche pretestuose, aggiungendo che nessuna delle scuole comunali ha abolito il Natale.
Il consigliere Andrea Carassai si è detto non soddisfatto della risposta ricevuta.
Interrogazione presentata il 29 dicembre 2025 da consiglieri comunali vari (primo firmatario Andrea Carassai) sulla votazione espressa dal rappresentante del Comune di Cremona nell’ambito dell’assemblea di Padania Acque S.p.A. del 18 dicembre 2025 in contrasto con l’atto di indirizzo espresso dal Consiglio Comunale.
Interrogazione presentata l’8 gennaio 2026 dal consigliere comunale del Gruppo consiliare Fare Nuova – Cremona Attiva Paolo La Sala sul turismo sportivo, occasione di marketing territoriale.
Premesso che:
la presenza dell’U.S. Cremonese nel massimo campionato di calcio rappresenta non solo un vanto sportivo, ma un eccezionale volano di visibilità nazionale per la nostra città;
il weekend del 27-28 dicembre 2025 ha visto affluire a Cremona migliaia di tifosi ospiti in occasione della sfida contro la SSC Napoli, generando un impatto significativo sull’economia locale (ristorazione, ricettività, commercio).
Considerato che:
il portale istituzionale Visit Cremona, in sinergia con i canali social del Comune, ha pubblicato una guida smart intitolata 5+1 cose da fare a Cremona prima di Cremonese-Napoli;
tale iniziativa ha riscosso un notevole gradimento online, declinando con ironia e intelligenza l’accoglienza turistica trasformando il tifoso di passaggio in un potenziale turista culturale.
tale iniziativa non si è limitata alla promozione dei monumenti, ma ha saputo valorizzare la filiera enogastronomica locale e il commercio, stimolando i flussi turistici verso le botteghe storiche e i locali del centro (dai monumenti storici alla tradizione liutaia, fino al rito del panino col salame allo stadio Zini).
Rilevato che:
la collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e le realtà sportive cittadine, in primis l’U.S. Cremonese, è fondamentale per presentare un’immagine coordinata e accogliente della città;
l’intuizione di questo post mostra come il “turismo sportivo” possa essere intercettato con strategie digitali a basso costo ma ad alto impatto emotivo e comunicativo;
l’utilizzo di un linguaggio fresco, moderno e smart permette di intercettare fasce di pubblico più giovani, spesso presenti tra i tifosi in trasferta, che utilizzano i social media come principale strumento di pianificazione dei propri spostamenti e delle proprie esperienze di viaggio.
Tutto ciò premesso e considerato, si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:
- se esistono dati, anche qualitativi, sull’impatto e sulla copertura raggiunta dal post in questione e se sia stata riscontrata un’affluenza di tifosi nei punti di interesse suggeriti (musei, Torrazzo, botteghe storiche);
- se è intenzione dell’Amministrazione rendere questo format comunicativo un appuntamento fisso per ogni partita casalinga di rilievo della stagione 2025/2026;
- qual è l’attuale livello di coordinamento strategico con l’ufficio marketing dell’U.S. Cremonese per lo sviluppo di pacchetti turistici o convenzioni (es. sconti museali per chi possiede il biglietto della partita) da promuovere tramite questi contenuti social;
- se si sta valutando di estendere questo modello di “guida smart” anche ad altri eventi sportivi o culturali di grande richiamo, per consolidare il brand Cremona come meta di eccellenza per il turismo esperienziale.
All’interrogazione ha risposto l’assessore al Turismo Luca Burgazzi che ha ringraziato la Cremonese, sottolineando che il club ha sempre inserito contesti di promozione territoriale nella sua comunicazione. L’assessore ha inoltre spiegato che la collaborazione con l’ufficio marketing della Cremonese ha visto come primo esperimento proprio quello prima della partita contro il Napoli, concludendo che vi è la volontà di rafforzare le sinergie.
Il consigliere Paolo La Sala si è detto soddisfatto della risposta ricevuta.
Adozione della variante puntuale al Piano dei Servizi e al Piano delle Regole relativa ad un’area situata in via Seminario – via Bergamo, ai sensi dell’articolo 13 della Legge Regionale Lombardia 11 marzo 2005 n.12 (Legge per il governo del territorio).
La società Green Oleo S.p.A., proprietaria dell’area posta tra via Seminario e via Bergamo, intende realizzare un parcheggio privato, con accesso da via Seminario (tangenziale) riservato agli automezzi pesanti e agli autoveicoli di visitatori che accedono allo stabilimento per eliminare dalla via Bergamo il traffico di mezzi pesanti. Sulle aree di proprietà della società Green Oleo S.p.A. sono già presenti, nel Piano di Governo del Territorio vigente, due aree di trasformazione la cui attuazione è subordinata a Permesso di Costruire convenzionato. Con la proposta di variante sottoposta al Consiglio queste aree vengono ridefinite per contener il consumo di suolo oltre che per garantire una fascia a verde alberato verso le abitazioni di via Darlerio e rimodulate in tre aree di trasformazione tutte subordinate a Permesso di Costruire convenzionato. In considerazione di tale necessità la procedura da applicare è quella della variante puntuale al Piano dei Servizi e al Piano delle Regole ai sensi dell’articolo 13 della L.R. n.12/2005 (per i contenuti della variante si veda relazione allegata). La decisione in merito alla verifica di assoggettabilità alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) assunta dall’autorità competente il 29 dicembre 2025 è stata “di escludere la proposta di variante puntuale al Piano di Governo del Territorio” dalla procedura di Valutazione Ambientale. Il provvedimento recepisce inoltre le indicazioni contenute in alcuni dei pareri pervenuti.
Dopo l’illustrazione dei contenuti della delibera da parte dell’assessore all’Urbanistica Paolo Carletti, sono intervenuti i consiglieri Paola Tacchini (Movimento 5 Stelle-Cremona cambia musica), Alessandro Portesani (Novità a Cremona) e Marco Galli (Partito Democratico).
Posta in votazione, la delibera è stata approvata: 29 i voti a favore e uno contrario (consigliera Tacchini).
Mozione presentata in data 2 gennaio 2026 dai consiglieri comunali del Gruppo consiliare Novità a Cremona(primo firmatario Alessandro Portesani) sull’affidamento del servizio di igiene urbana alla società Aprica S.p.A. – Attivazione di misure di ripristino della legalità contrattuale.
Premesso che:
con deliberazione n. 8761 dell’11 febbraio 1999 il Comune di Cremona ha affidato il servizio di igiene urbana ad AEM S.p.A., società a totale partecipazione pubblica, nell’ambito della trasformazione dell’azienda speciale in società per azioni;
tale affidamento ha avuto prosecuzione attraverso la partecipazione di AEM in Linea Gestioni S.r.l., poi confluita in LGH S.p.A., successivamente acquisita da A2A S.p.A., società quotata in borsa;
ad oggi la gestione del servizio è svolta da Aprica S.p.A., società interamente controllata da A2A S.p.A., in assenza di un nuovo provvedimento di affidamento da parte del Comune di Cremona;
ai sensi dell’art. 34, comma 22, del D.L. 179/2012, convertito con modificazioni nella Legge 221/2012, gli affidamenti diretti a società partecipate cessano automaticamente alla data del 31 dicembre 2018 nei casi in cui la società affidataria sia stata acquisita da soggetti quotati o da loro controllate;
tale cessazione opera automaticamente (ipso iure), senza necessità di alcun atto formale, e prevale su ogni disposizione precedente o in contrasto;
con sentenza TAR Lombardia, Sez. I, n. 4292/2025, pubblicata il 30 dicembre 2025, nel caso Aprica S.p.A. vs Comune di Lodi, è stato confermato che la prosecuzione dell’affidamento diretto in assenza del requisito del controllo pubblico è illegittima, e che la cessazione dell’affidamento decorre ex lege dal 31 dicembre 2018;
la sentenza, pur formalmente rivolta ad altro ente locale, è perfettamente applicabile anche al Comune di Cremona, per l’assoluta analogia dei presupposti giuridici e societari (affidamento pregresso, perdita del controllo, prosecuzione del servizio da parte di società del gruppo A2A).
Considerato che:
l’affidamento diretto originario si fondava sulla sussistenza di un controllo pubblico da parte del Comune di Cremona sulla società affidataria;
tale presupposto è venuto meno nel tempo a seguito di operazioni societarie che hanno condotto l’intera catena di controllo sotto l’influenza dominante di soggetti quotati (A2A S.p.A.);
il Comune di Cremona non ha mai adottato un nuovo provvedimento di affidamento né ha avviato una procedura ad evidenza pubblica;
non risulta avviata alcuna istruttoria o ricognizione giuridica da parte dell’Amministrazione sulla legittimità della prosecuzione del servizio dopo la perdita del requisito del controllo analogo.
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta:
- a dare formale e immediata presa d’atto della cessazione dell’affidamento del servizio di igiene urbana ad Aprica S.p.A., intervenuta ipso iure alla data del 31 dicembre 2018 ai sensi dell’art. 34, comma 22 del D.L. 179/2012, e a disporre l’interruzione del rapporto in corso, privo di legittimità giuridica;
- ad attivare un affidamento temporaneo e motivato in via d’urgenza, esclusivamente per il tempo strettamente necessario a garantire la continuità del servizio nelle more dell’espletamento della nuova gara;
- a predisporre, nel più breve tempo possibile, una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di igiene urbana, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali vigenti in materia di concorrenza, trasparenza ed economicità.
Dopo l’illustrazione della mozione da parte del consigliere Alessandro Portesani, si è aperto il dibattito con gli interventi dei consiglieri Roberto Poli (Partito Democratico), Matteo Carotti (Fratelli d’Italia) e Alessandro Portesani (Novità a Cremona). A nome della Giunta ha preso la parola l’assessora Simona Pasquali che ha ribadito quanto già emerso durante le due sedute della Commissione consiliare di Vigilanza sulla legittimità degli atti assunti del Comune, aggiungendo che è iniziato il percorso per l’affidamento del servizio, un percorso complesso in quanto complessa è la normativa al riguardo, così come stabilito da uno specifico indirizzo del Consiglio, inoltre il servizio funziona bene e quanto deciso dal Comune non è stato impugnato.
Messa ai voti, la mozione è stata respinta: 11 i voti a favore e 20 i contrari.
Mozione presentata il 30 aprile 2025 da consiglieri comunali vari (primo firmatario Marco Galli) sull’introduzione dell’educazione sessuale, all’affettività e alle differenze di genere nelle scuole (testo modificato rispetto alla versione originaria a seguito di un confronto avvenuto nella competente commissione consiliare nel novembre 2025).
Premesso che:
un’educazione affettiva e sessuale adeguata è fondamentale per il pieno sviluppo della persona, della consapevolezza di sé, della propria affettività e della capacità di costruire relazioni sane e rispettose;
la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa del 2011 prevede l’educazione sessuale e affettiva come strumento per prevenire la violenza contro le donne; gli obiettivi sono educare alla parità di genere, al rispetto reciproco e alla non violenza nei rapporti interpersonali.
l’Organizzazione Mondiale della Sanità, già nel suo rapporto del 2016, ha evidenziato come l’educazione sessuale contribuisca in modo significativo alla riduzione di gravidanze precoci, aborti, infezioni sessualmente trasmissibili, abusi e discriminazioni legate all’orientamento sessuale.
in base al report 2019 della Commissione Europea in 19 Stati membri è obbligatorio che le scuole offrano un qualche tipo di educazione alla sessualità, mentre risulta facoltativa in altri 8 ( in Svezia obbligatoria dal 1956 in Italia è facoltativa). Nel report l’Italia viene presentata come un “esempio negativo” : non solo l’educazione alla sessualità rimane facoltativa, dipendendo dalla volontà dei Dirigenti scolastici, ma tende a concentrarsi soprattutto sugli aspetti biologici, anziché integrare quelli psicologici, sociali ed emotivi . Ad oggi, nelle scuole, le attività educative sono disomogenee e lasciate all’iniziativa e buona volontà di presidi e insegnanti che in alcuni contesti decidono di proporre incontri e formazioni sulla parità di genere, sull’affettività e sulla sessualità consapevole, mentre in molti contesti l’educazione alle relazioni a scuola non ha ancora fatto il suo ingresso;
da una indagine del dicembre 2024 condotta da Ipsos per Save the Children, che esplora le esperienze, percezioni e comportamenti degli adolescenti italiani in relazione alla sessualità emerge che il 66% degli adolescenti tra i 14 e i 18 anni dichiara di aver vissuto esperienze sessuali, con una prevalenza maggiore tra i ragazzi (72%) rispetto alle ragazze (59%). È principalmente online che gli adolescenti cercano informazioni da soli sulla sessualità. In particolare, il 47% consulta siti web e articoli online per informarsi sulle pratiche sessuali, mentre il 57% li utilizza per approfondire il tema delle infezioni sessualmente trasmissibili. Seguono, in misura minore, libri o manuali scientifici per le infezioni sessualmente trasmissibili (22%) e video pornografici per le pratiche sessuali (per il 22%). Solo il 12% degli adolescenti ha visitato un consultorio, con una leggera prevalenza tra le ragazze (15%). L’8% avrebbe voluto accedervi ma non lo ha fatto, mentre il 77% dichiara di non averne sentito il bisogno. Coerentemente con questo dato, il 13% dei genitori afferma di aver accompagnato i propri figli al consultorio. Le principali barriere all’accesso sono la vergogna (31%), la difficoltà di recarvisi autonomamente (26%) e, in alcuni casi, l’assenza di strutture nelle vicinanze (24%);
secondo i dati presentati durante la sedicesima edizione della Italian Conference on AIDS and Antiviral Research ( ICAR) del 2024, tra il 2019 e il 2022 i casi di gonorrea sono raddoppiati, i casi di sifilide sono aumentati del 20% e quelle da clamidia del 25%, con una concentrazione significativa nella popolazione giovanile. Questi numeri confermano quanto l’educazione sessuale, affettiva e sanitaria debba essere una priorità per la tutela della salute pubblica;
nella Commissione consiliare Giovani, Formazione, Sport e Politiche per la Famiglia riunitasi il 19 novembre 2025 sono intervenuti la responsabile SSD Promozione della Salute Laura Rubagotti, la Direttrice del Consultorio Ucipem Maria Grazia Antonioli, Mirella Marieschi dell’ASST Cremona e il dirigente scolastico del Liceo Scientifico Aselli Alberto Ferrari che hanno rappresentato, in base alle loro esperienze, l’importanza dei percorsi educativi sull’affettività e la sessualità nelle scuole;
in particolare è stato citato il catalogo La Salute a Scuola: progettare in Rete, programma di promozione della salute dell’ATS Val Padana per le scuole anno scolastico 2025-2026 un’offerta educativa rivolta principalmente ai docenti relativa all’affettività, sessualità e malattie a trasmissione sessuale. Nell’anno scolastico 2024-2025 ai citati percorsi educativi per docenti hanno aderito come scuole secondarie di primo e secondo grado 8 plessi, 3 su Cremona e 5 su Mantova coinvolgendo 34 docenti, 31 classi e 606 studenti;
altrettanto significativa l’attività del Consultorio Ucipem di Cremona che predispone percorsi a favore degli alunni, degli insegnanti e dei genitori all’interno della Scuola con l’obiettivo di potenziare il patto educativo tra le figure adulte (genitori e insegnanti) per aumentare e migliorare le relazioni e le competenze educative a beneficio dei ragazzi e delle ragazze. Nell’anno scolastico 2024-2025 hanno aderito ai citati percorsi 8 scuole coinvolgendo 950 alunni. Il percorso prevede 3 incontri di 2 ore ciascuno durante l’anno nelle classi.
Considerato che:
l’educazione sessuale inizia fin dalla prima infanzia e prosegue per tutta l’adolescenza coinvolgendo famiglie e scuole;
tutti i bambini e i ragazzi dovrebbero avere accesso all’educazione sessuale e hanno diritto a informazioni adeguate;
per garantire un reale benessere affettivo e relazionale alle nuove generazioni, è fondamentale che genitori, insegnanti ed educatori siano coinvolti in un vero processo di formazione sull’educazione sessuale. Solo una comunità educante consapevole, preparata e accogliente è la vera base per un’educazione affettiva e sessuale efficace e può trasmettere messaggi coerenti, rispettosi, aggiornati e non giudicanti; il Gruppo CRC, gruppo di lavoro per la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sostiene da tempo la necessità di introdurre l’educazione all’affettività e alla sessualità nei curricula scolastici e ha maturato la consapevolezza che, per promuovere una cultura all’affettività e alla sessualità, sia necessario adottare un approccio olistico e trasversale , adattato ad ogni età in maniera corrispondente allo sviluppo della capacità.
in Italia, nel corso degli anni, diverse proposte parlamentari hanno cercato di regolamentare l’introduzione dell’educazione ali’affettività, senza arrivare a compimento.
Tutto ciò premesso e considerato il Consiglio comunale:
riconosce il valore dell’educazione affettiva e sessuale come componente fondamentale della formazione delle giovani generazioni, ne auspica il rafforzamento e riafferma il proprio impegno per una cultura della parità, della non discriminazione e del rispetto reciproco, attraverso politiche attive, strumenti normativi e iniziative educative.
Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta:
- a chiedere al Parlamento e al Governo italiani di promuovere e approvare una legge che preveda l’obbligo dell’educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado, in linea con le raccomandazioni dell’OMS e invita il Sindaco a farsi promotore di questa istanza presso le sedi istituzionali competenti;
- a promuovere la creazione di un tavolo con ATS, le associazioni e gli Istituti scolastici statali e paritari del territorio atto a favorire il confronto sull’offerta formativa di percorsi relativi all’educazione sessuale e affettiva negli Istituti scolastici statali e paritari di primo e secondo grado. Da parte sua il Comune si rende disponibile a un eventuale intervento, facendo ricorso ai fondi del diritto allo studio, nel rispetto della procedura prevista;
- a chiedere ad ATS una forte azione di promozione dei corsi sull’affettività, sessualità e malattie a trasmissione sessuale del catalogo La Salute a Scuola: progettare in Rete, per una più ampia diffusione degli stessi presso le scuole superiori di primo e secondo grado.
All’illustrazione del testo fatta dal consigliere Marco Galli sono seguiti gli interventi dei consiglieri Simona Frassi (Partito Democratico), Claudio Ardigò (Partito Democratico), Luca Fedeli (Fratelli d’Italia), Rebecca Loffi (Partito Democratico), Jane Alquati (Lega), Rosita Viola (Sinistra per Cremona), Paolo La Sala (Fare Nuova Cremona Attiva), Maria Vittoria Ceraso (Oggi per Domani), Andrea Segalini (Cremona sei tu!), Paola Tacchini (Movimento 5 Stelle – Cremona cambia musica) e Marco Olzi (Fratelli d’Italia). A nome della Giunta è intervenuta l’assessora all’Istruzione Roberta Mozzi che ha ringraziato i membri della competente commissione consiliare che si sono impegnati per arrivare ad un testo largamente condiviso, sostenendo inoltre l’importanza dell’educazione al rispetto e all’affettività: la scuola è l’unica “agenzia” che può sopperire a certe mancanze.
Posta ai voti, la mozione è stata approvata: 21 i voti a favore, 9 i contrari.
Mozione presentata il 1° agosto 2025 dal capogruppo del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia Marco Olzi sul piano per la segnalazione e comunicazione dei parcheggi a canone agevolato gestiti da AEM S.p.A.
Premesso che:
l’Amministrazione comunale, in collaborazione con AEM S.p.A., ha recentemente avviato una rimodulazione delle tariffe relative agli stalli a pagamento, con l’obiettivo di incentivare la sosta regolare, contrastare il fenomeno del parcheggio irregolare e migliorare la gestione complessiva della mobilità urbana. Sul territorio comunale sono attualmente presenti parcheggi a canone agevolato gestiti dalla stessa AEM S.p.A., i quali, nonostante rappresentino un’opzione utile e vantaggiosa per gli utenti, risultano spesso poco riconoscibili rispetto agli altri stalli a pagamento. Questa scarsa visibilità ne limita il potenziale utilizzo, ostacolando l’efficace razionalizzazione dei flussi veicolari. Una più chiara identificazione, accompagnata da un’informazione puntuale e accessibile circa l’esistenza e la localizzazione di tali parcheggi, può contribuire in modo significativo alla riduzione dei costi di sosta per utenti abituali, residenti e visitatori, favorendo al contempo la decongestione delle aree a maggiore rotazione e l’ottimizzazione dell’impiego delle aree gestite da AEM S.p.A., con evidenti benefici per l’intero sistema di mobilità cittadina.
Considerato che:
rendere maggiormente riconoscibili e accessibili i parcheggi a tariffa agevolata costituisce un intervento concreto e immediatamente percepibile, a vantaggio della cittadinanza e delle attività economiche del centro, in piena coerenza con gli obiettivi delineati nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). È interesse pubblico promuovere una comunicazione efficace e trasparente che consenta a tutti gli utenti di individuare con facilità le aree di sosta a canone ridotto, valorizzando al massimo sia la segnaletica fisica sul territorio che gli strumenti digitali e informativi già disponibili.
II Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta:
a predisporre, in collaborazione con AEM S.p.A., un piano organico di segnalazione e comunicazione urbana finalizzato a rendere chiaramente individuabili i parcheggi a canone agevolato, attraverso l’installazione di adeguati pannelli infonnativi in prossimità delle aree di sosta e nei principali punti di snodo urbano, nonché mediante l’inserimento di tali aree nelle mappe ufficiali del Comune, sia in formato cartaceo che digitale, con adeguata evidenziazione. A ciò si aggiunga l’impegno a rendere facilmente accessibili e costantemente aggiornate le informazioni relative a questi parcheggi anche attraverso i po1iali digitali istituzionali, così da garantire una comunicazione completa, chiara ed efficace.
Dopo gli interventi del proponente e dei consiglieri Riccardo Merli (Fare Nuova Cremona Attiva e, Roberto Poli (Partito Democratico), l’assessore alla Mobilità Luca Zanacchi ha spiegato che quanto proposto dal consigliere Marco Olzi è già stato intrapreso, ma il Codice della strada non permette di fare un intervento come quello richiesto nella mozione. Sul sito del Comune è presente il dettaglio dei vari stalli e vi sono tre app che individuano l’appartenenza dei vari stalli. Vi è comunque l’impegno di intensificare la comunicazione al riguardo.
Al termine, la mozione è stata respinta: 10 i voti a favore, 19 gli astenuti.
Mozione presentata l’8 settembre 2025 dal capogruppo del Gruppo consiliare Forza Italia Andrea Carassai per una riforma al sistema di finanziamento e programmazione della politica culturale del Comune di Cremona.
Premesso che:
negli ultimi anni l’Amministrazione comunale ha investito ingenti e crescenti risorse economiche per sostenere eventi musicali e culturali sul territorio, ricorrendo in misura crescente a contributi a fondo perduto;
tali contributi sono assegnali in larga parte sulla base di scelte discrezionali. prive di criteri oggettivi e misurabili, con riferimento a un regolamento risalente al 2009, ormai superato e non più in linea con le attuali esigenze di attrattività a livello internazionale e giovanile;
la mancanza di strumenti di valutazione ex-ante ed ex-post, trasparenti, pubblici e meritocratici, non consente un’adeguata misurazione oggettiva dell’effettivo ritorno per la collettività in termini di impatto economico, sociale e culturale;
è necessario distinguere tra le realtà locali di volontariato culturale – che svolgono un ruolo essenziale per la coesione sociale – e gli operatori professionali attivi nel mercato degli eventi, cui devono essere richiesti standard più elevali in termini di progettualità, rendicontazione e concorrenza.
Considerato che:
l’esperienza di città vicine come Parma, Mantova e Piacenza dimostra che una governance culturale moderna e strutturata, basata su strumenti di selezione pubblica. pianificazione condivisa e valutazione dell’impatto, può generare ricadute economiche e turistiche significative;
Cremona possiede un patrimonio artistico, musicale e artigianale unico nel panorama italiano. che merita una valorizzazione strategica a livello nazionale e internazionale:
una programmazione culturale lungimirante deve superare la logica dell’evento spot e porsi come leva per la crescita del capitale sociale e dell’attrattività territoriale.
Il Consiglio Comunale di Cremona impegna il Sindaco e la Giunta:
- ad adottare una riforma complessiva del sistema di finanziamento delle iniziative culturali. prevedendo l’istituzione di due linee distinte di contributo: una destinata al volontariato culturale. fondata su convenzioni, tetti massimi di erogazione e criteri basati sul valore sociale e territoriale delle attività; una rivolta agli operatori professionali. regolata tramite bandi a evidenza pubblica, con criteri trasparenti, valutabili e coerenti con obiettivi strategici di sviluppo territoriale;
- a redigere un nuovo Regolamento per la concessione dei contributi pubblici in ambito culturale, che definisca criteri oggettivi e misurabili per la selezione e valutazione delle proposte progettuali; introduca obblighi di rendicontazione economica e di valutazione dell’impatto culturale, sociale ed economico degli eventi sostenuti; garantista principi di trasparenza, rotazione e imparzialità nelle assegnazioni; pubblicare annualmente l’elenco dettagliato dei contributi concessi, con l’indicazione dei beneficiari. degli importi erogati. delle entrate generate dagli eventi finanziati e dei criteri di assegnazione;
- a istituire una Consulta cittadina per la Cultura, con funzioni consultive, propositive e di verifica ex-post degli eventi secondo criteri oggettivi e misurabili, composta da rappresentanti delle associazioni e imprese culturali; degli enti di formazione e delle istituzioni scolastiche e universitarie; delle organizzazioni di categoria del commercio, del turismo e dei pubblici esercizi; delle istituzioni locali e della cittadinanza attiva;
- a promuovere una pianificazione culturale partecipata, con l’obiettivo di coordinare i calendari e le iniziative culturali cittadine per evitare sovrapposizioni; massimizzare l’impatto turistico e promozionale degli eventi; stimolare sinergie tra pubblico, privato e terzo settore;
- ad attivare collaborazioni con altri Comuni capoluogo del territorio limitrofo per costruire un circuito culturale sovralocale capace di attrarre pubblico, investimenti e progettualità di ampio respiro.
Dopo l’illustrazione del testo da parte del proponente, si è aperto il dibattito nel quale sono intervenuti i consiglieri Mattia Gerevini (Partito Democratico), Paolo La Sala (Fare Nuova Cremona Attiva), Jane Alquati (Lega), Alessandro Portesani (Novità a Cremona), Andrea Segalini (Cremona sei tu!) e Marco Olzi (Fratelli d’Italia). A seguire, a nome della Giunta, ha preso dapprima la parola l’assessore alla Cultura Rodolfo Bona che, pur evidenziando che la mozione presentata ha intenzioni positive, fa però riferimento ad un impianto che rischia di ritardare le procedure, cosa di cui non vi è affatto bisogno. Inoltre, il confronto con le varie realtà esiste da molto tempo e le scelte vengono fatte dopo un approfondita interlocuzione con i proponenti e, naturalmente, con la dirigenza. L’assessore ha poi citato alcune delle istituzioni finanziate dal Comune, quali, ad esempio, il Teatro Ponchielli, il Museo del Violino e il Conservatorio, solo per citarne alcune. Per l’assessore Bona il difetto della mozione sta in un’analisi sommaria della situazione, da cui traspare una visione ottocentesca del fare cultura, tralasciando che il Comune finanzia associazioni che svolgono importanti iniziative di carattere culturale. Infine, dichiarando di essere stato sempre favorevole alla cultura come fattore di sviluppo turistico, non si può limitare solo a questo la produzione culturale. Dal canto suo l’assessore al Turismo Luca Burgazzi ha evidenziato che i finanziamenti stanziati dall’Amministrazione sono tutti documentati ed effettuati nella massima trasparenza, inoltre, come da regolamento, il Comune sostiene il 50% dei costi solo una volta che questi sono stati debitamente rendicontati. Ringraziando tutte le associazioni che in città, senza alcuna distinzione, si impegnano per organizzare eventi, l’assessore Burgazzi ha aggiunto che si sta lavorando per specificare meglio alcune linee guida in modo che le richieste arrivino per tempo così da permettere una sempre migliore organizzazione.
Messa ai voti, la mozione è stata respinta: 16 i contrari, 7 i favorevoli e un astenuto.