Pizzetti e lo statuto di Padania Acque: non serve una gara a chi la spara più grossa

10 Marzo 2026

Le polemiche sulle modifiche allo statuto di Padania Acque sono indigeste a Luciano Pizzetti, Pd.  Il presidente del  Consiglio comunale di Cremona non ha digerito l’esposto presentato al prefetto dalle minoranze (meno Fratelli d’Italia e Ceraso sindaco) di Cremona, e da quelle – compatte – di Crema e Sergnano.  Ha preso cappello e le ha definite «Polemiche sul nulla» (Cremonaoggi, 9 febbraio).

È una grande notizia. 

Ora sindaci e Consigli comunali hanno una certezza in più: il mancato rispetto delle delibere di 113 Comuni è il nulla.

«Grazie, Pizzetti».

 Nello stesso articolo annuncia che scriverà al prefetto «per ricostruire con precisione i fatti». E come no. Lui è il Vangelo. Così parlò Zarathustra. Così parlava Silvio Berlusconi quello del ghe pensi mi.  Così parla il Papa ex cathedra. Così parla Pizzetti.

Ma poi sorge il dubbio: è sicuro che il prefetto prenderà per buona la sua ricostruzione e non il Vangelo apocrifo dei firmatari dei tre esposti?

Pizzetti nel medesimo articolo ricorda: «Già nel 2024 si è scelto di rinnovare gli organismi societari senza attendere l’esito del voto amministrativo e il rinnovo di sindaci e Consigli.  Una scelta discutibile dal punto di vista delle procedure democratiche».

Dimentica che allora il Consiglio di amministrazione di Padania Acque, riconfermato e tuttora in carica, era stato eletto nel rispetto della scadenza del mandato di quello uscente e con tutti i sacri crismi previsti dalla legge. Quindi dove sta il problema? Dov’è il vulnus?

Pizzetti è bravissimo a trovare presunte contraddizioni negli altri. Lo è un po’ meno ad accorgersi   delle proprie.

Quando Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia, aveva proposto la costruzione del nuovo ospedale, Pizzetti su L’Eco del Popolo del 2 maggio 2020 aveva commentato: «È una boutade illogica la proposta di Forza Italia di costruire un nuovo ospedale da 700 posti a Cremona. Perché insegue lo stesso modus operandi che ha generato le inefficienze riscontrate. Perché è un’operazione costosa che porterà con sé la chiusura degli ospedali di Crema e Oglio Po. Perché non investe sulla territorialità. Serve invece che i direttori generali dei nostri ospedali presentino un progetto di ammodernamento e efficientamento delle tre strutture, con relativi costi. Su questo dovremmo impegnarci tutti, confrontandoci per decidere la scelta più utile e per ricercare insieme i finanziamenti necessari alla realizzazione degli interventi. Non serve una gara a chi la spara più grossa».

Ora è il più convinto e acceso sostenitore del nuovo ospedale. 

Già, Pizzetti ha ragione: non serve una gara a chi la spara più grossa.

 

Lancillotto

10 risposte

  1. Ancora una volta colpito nel segno . Ed e’ proprio vero che i presunti padreterni rimangono sempre presunti .

  2. A volte il problema non è chi abbia ragione in una polemica, ma il modo in cui le polemiche vengono condotte.
    Le istituzioni funzionano bene quando chi rappresenta i cittadini mantiene sempre due virtù: coerenza e misura.

    Coerenza, perché le decisioni pubbliche dovrebbero avere un filo logico riconoscibile nel tempo.
    Misura, perché il confronto politico può essere anche duro, ma non dovrebbe mai trasformarsi in una gara di accuse reciproche.

    Alla fine i cittadini chiedono soprattutto una cosa: che le istituzioni siano credibili.
    E la credibilità nasce più dalla sobrietà dei comportamenti che dal volume delle polemiche.

    Alberto Corazzi

  3. Speriamo che il prefetto tenga nel dovuto conto quanto parecchie persone, parecchi consiglieri di vari comuni, rappresentanti di tanti cittadini, hanno osservato documentando adeguatamente l’accaduto. Perché non sempre chi è più forte e potente o lo è stato, sia economicamente che politicamente, ha ragione.

  4. Chiaro che Pizzetti si sente forte, per tanti motivi: per l’esperienza, per la considerazione di cui gode, per la sua abilità…e perché ha le spalle ben coperte.

  5. Si metta agli atti che il buon presidente del Consiglio comunale di Cremona ha definito il nulla il Consiglio comunale di cui fa parte la minoranza.
    Quando poi dice che l’esposto è solo di una parte della minoranza non rispetta nemmeno le minoranze…ma guarda un po’ da che pulpito!
    Insomma, ad esprimersi in spregio alla minoranza è il presidente del Consiglio oppure un esponente dei partiti di maggioranza?
    Tra Bergamaschi e Pizzetti non ho capito chi stia giocando con la demagogia più spinta per tentare di obnubilare le menti del popolino.
    Due fenomeni della bassa in pieno delirio di onnipotenza? Mah…

  6. Nel lungo elenco delle interpretazioni creative dell’onorevole Pizzetti si potrebbe inserire anche quella che a suo tempo riguardò il referendum sull’inceneritore di Cremona. Avendo votato meno della metà degli aventi diritto, l’allora consigliere comunale Pizzetti disse che chi non aveva votato, cioè la maggioranza dei cittadini, era favorevole all’impianto. E il referendum finì nel water. Quello che mi sembra evidente è che al presidente del consiglio comunale di Cremona non piace avere qualcuno sopra: che sia un consiglio comunale, che comprende anche un’inutile minoranza, che siano cittadini, che siano leggi, che siano magistrati. Del resto il suo punto di riferimento è altrove, no? Confidiamo nell’oggettività del prefetto di fronte alla documentazione ricevuta dalla minoranza che ha osato tanto.

  7. Molto è già stato detto da chi mi ha preceduto.
    Ciò che emerge nei commenti ma prima ancora nell’atteggiamento dello stesso Pizzetti è questo delirio di onnipotenza che lo porta a definire “questione da nulla” aver violato il mandato del Consiglio comunale.
    Questo al di là del merito, che ha generato giustamente un esposto al Prefetto, è un fatto gravissimo che se lasciato correre crea un precedente pericoloso.
    Oggi si tratta di Padania Acque, cosa comunque non da poco …ma domani ..su quanti altri atti e provvedimenti potrebbe accadere che si prevarichi l’organo di governo del Comune. E si badi bene…ben 113 Comuni sono stati trattati a pesci in faccia in nome del fatto che Cremona è il Comune capofila. Ma ciò che indigna ancora di più è il seguito. Una seduta di ufficio di Presidenza, come sempre forzatamente allargata a ruolo di commissione, in cui il deus ex macchina si permette di giudicare una nullità l’accaduto e annuncia che col Prefetto ci parlerà lui per spiegare la vera ratio.
    La ratio caro Pizzetti è una sola: tu, l’assessore e gli altri sindaci che hai convinto ad astenersi avete calpestato la democrazia, avete alterato il risultato di un voto sul quale i rappresentanti dei cittadini si erano espressi.
    Facendo un facile parallelismo non vedo alcuna differenza tra questo comportamento e quello di chi afferma che il diritto internazionale vale fino a un certo punto!!!

  8. Non sono un super esperto, ma ho avuto a che fare con Statuti e regolamenti di varia natura. La sensazione è che le considerazioni che hanno portato alla richiesta di modifica dello Statuto di Padania Acque da parte di chi ritiene di detenere il potere a Cremona e Provincia, siano veramente capziose!
    Il tema del limite di mandato per i Revisori dei Conti non prevista dallo Statuto non si capisce dove trovi fondamento.
    Dato che il Collegio Sindacale è l’organo cui spetta la vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto e che i componenti del Collegio Sindacale sono nominati per un periodo di tre esercizi e sono rieleggibili, il “potere” del “limite di mandato” è saldamente in mano all’Assemblea: il Revisore ha lavorato bene lo si riconferma, non ha lavorato bene, si cambia; dove sta il problema? Non è una nomina a vita per diritto suvvia!
    Il dubbio legittimo è che si voglia preventivamente bloccare qualcuno e che con ciò si volesse “colpire” qualcuno in particolare. Ma per fare questo si disattende la volontà di tutti i Consigli comunali della Provincia che si erano già espressi favorevolmente e di tutti i consiglieri che non hanno voglia di perdere tempo per queste baggianate?
    Voglio azzardare una previsione: il blocco della delibera è capzioso e pretestuoso, non ha reale fondamento giuridico e non è nemmeno un grosso problema nella prassi. Quindi, i Consigli comunali con un po’ di coerenza respingeranno la richiesta di modifica (visto che avevano già espresso parere favorevole alla precedente) e così si andrà avanti ancora mesi a perdere tempo in questo caso sì “sul nulla”!

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