Referendum: Nuovo e Nuzzo al Rotary Cremona Po

18 Marzo 2026
Una recente conviviale del Rotary Cremona Po è stata dedicata all’imminente referendum sulla giustizia. Protagonisti Antonella Nuovo, magistrato con una carriera iniziata fin da giovane laureata con incarichi importanti e prestigiosi ora in pensione, e Francesco Nuzzo, ex magistrato molto noto ed ex sindaco di Castel Volturno. Il Rotary è rigorosamente apartitico, perciò il taglio della conversazione è stato informativo,  con i due relatori invitati a chiarire il testo del quesito facendo stretto riferimento alla Costituzione italiana che la riforma Nordio modifica in 7 articoli.
L’esperienza personale da sindaco di Francesco Nuzzo è stata fondamentale per ragionare sul modo di esercitare il ruolo del magistrato. Nuzzo ha subìto un processo durato 8 anni con accuse infamanti dalle quali è stato alla fine completamente prosciolto perché totalmente innocente. Un caso di mala giustizia sfociato in un libro, “Divagazioni (semiserie) sulla giustizia” , in cui è descritto un iter vergognoso e doloroso, nel quale i magistrati hanno avuto un ruolo negativo determinante.
Antonella Nuovo ha aperto il suo intervento con l’analisi del testo che verrà sottoposto al voto dei cittadini. Di preciso, su che cosa siamo chiamati a esprimerci? Che cosa riguardano gli articoli della costituzione interessati dalla riforma? In sostanza, più che la separazione delle carriere che già esiste, la riforma investe il Consiglio Superiore della Magistratura che verrebbe  sdoppiato in due organi distinti, l’uno per i giudici, l’altro per i pubblici ministeri, ai quali se ne  aggiungerebbe un terzo, l’Alta Corte, che si occuperebbe delle questioni disciplinari. Attualmente il Csm è unico e tratta ogni aspetto riguardante la vita professionale dei magistrati. Altra novità consiste nella scelta dei componenti dei nuovi organi, che verrebbero estratti a sorte: per i magistrati il sorteggio avverrebbe su tutti quanti i giudici,  i pubblici ministeri e i membri di Cassazione italiani, mentre per i componenti laici il sorteggio avverrebbe all’interno di un limitato elenco di avvocati e docenti indicati dal Parlamento. Il nocciolo del problema è questo: l’amplissima rosa dei magistrati e la rosa più ristretta di laici precedentemente selezionati. Un dubbio, sollevato dai relatori, riguarda la possibilità dei designati di rinunciare o meno all’incarico. Per ora nulla si sa delle leggi applicative che seguirebbero all’esito del referendum. Si possono fare supposizioni e illazioni, ma nella scelta l’elettore non è reso consapevole del dopo. E questa fumosità, è stato detto nel corso della relazione, avvolge anche il linguaggio con cui si pone il quesito. Tutte queste riserve, secondo Nuovo e Nuzzo, creano confusione e dubbi al momento del voto, lasciando inoltre nell’incertezza per quanto riguarda il dopo referendum. Il rischio, secondo i due magistrati, è quello di votare sulla base dello schieramento politico cui ci si sente più vicini e non nel merito della questione. È certo comunque che il cittadino non vedrà alcun cambiamento nell’immediato. E la riforma non incide sulla lunghezza dei procedimenti. Il cambiamento porterebbe modifiche solo per gli addetti ai lavori.
La conversazione non prevedeva quindi che i relatori si schierassero per il Sì o per il No contrapponendosi l’uno all’ altro. Non si trattava di perorare l’una o l’altra causa. Lo scopo era quello di portare più chiarezza su un tema complesso. La confusione è data da tutto quanto si sente e si legge, dalla mancanza di coerenza e dalle dichiarazioni dei politici, ufficiali e non. Il cittadino è investito da informazioni contrastanti, addirittura opposte, e non sa come orientarsi.  Un dato è certo: il referendum, così com’è proposto, riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura. Per i sostenitori del Sì, lo scorporo del Csm e il sorteggio dei componenti togati serve a togliere spazio alle correnti. Per il comitato del No, i due Csm e l’Alta Corte sono concepiti per indebolire la magistratura e aumentare il controllo della politica sulla giustizia.
Nella foto centrale Zanolli, Nuovo e Nuzzo

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