Taglio dei fondi anti smog, odg in Consiglio comunale

7 Gennaio 2026

Paola Tacchini, capogruppo in Consiglio comunale a Cremona del M5s & Cremona Cambia Musica ha presentato un ordine del giorno avente per oggetto ‘Emergenza qualità dell’aria nella Pianura Padana – allarme sui tagli ai fondi nazionali e criticità sanitarie per la città di Cremona’

 Ecco il testo. 

 Premesso che: 

  1. La Pianura Padana è stabilmente una delle aree più inquinate d’Europa, con elevate concentrazioni di PM10, PM2.5 e biossido di azoto (NO₂), dovute alla combinazione di densità emissiva, conformazione geografica e condizioni meteo-climatiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti.
  2. Nel 2024 a Cremona sono stati registrati 57 giorni con concentrazioni di PM10 superiori alla soglia giornaliera di 50 µg/m³, superando ampiamente il limite massimo europeo di 35 giorni/anno e confermando la criticità della qualità dell’aria nel territorio.
  3. Le concentrazioni medie annuali di PM2.5 nell’area cremonese risultano ancora oltre i valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con impatti documentati sull’aumento di patologie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche.
  4. Il già Ministro dell’Ambiente e parlamentare del Movimento 5 Stelle Sergio Costa ha segnalato che nel Disegno di Legge di Bilancio 2026 il fondo nazionale per la qualità dell’aria nel bacino padano subirà un taglio del 63% sul triennio, pari a 204 milioni di euro in meno.
  5. In particolare, i fondi per il risanamento dell’aria passerebbero:
  • da 105 a 20 milioni nel 2027 (– 80%);
  • da 110 a 25 milioni nel 2028 (– 76%).
  1. Tali tagli rischiano di interrompere progetti già avviati, in particolare quelli volti alla riduzione delle emissioni da traffico, riscaldamento domestico, agricoltura e attività produttive, aggravando l’esposizione dei cittadini agli inquinanti atmosferici.
  2. ISDE – Medici per l’Ambiente, ha denunciato pubblicamente che “tagliare gli investimenti sulla qualità dell’aria equivale a tagliare sulla salute dei cittadini”, ricordando che l’inquinamento atmosferico è uno dei principali determinanti di malattia e morte prematura in Italia.
  3. Il monitoraggio 2025 del progetto “Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane” (ISDE, Clean Cities Campaign e Kyoto Club) evidenzia che nella maggior parte delle città del Nord – inclusa Cremona – le concentrazioni medie annuali di PM2.5, PM10 e NO₂ superano i nuovi limiti della Direttiva europea 2881/2024 e restano incompatibili con gli standard OMS del 2021.
  4. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, nel 2023 in Italia si sono registrati 43.000 decessi prematuri attribuibili all’esposizione a PM2.5, il numero più alto in Europa, con una significativa concentrazione di casi nelle regioni settentrionali, inclusa la Lombardia.
  5. Le condizioni atmosferiche tipiche della Pianura Padana – inversioni termiche, scarsa ventilazione e condizioni stabili – contribuiscono al persistente accumulo di inquinanti, rendendo necessario un impegno continuativo di tutti i livelli istituzionali.
  6. ISDE, nella sua lettera aperta del 2025, ha evidenziato che il taglio dei fondi metterebbe a rischio quattro ambiti fondamentali: politiche di mobilità sostenibile e trasporto a basse emissioni, riduzione delle emissioni agricole, tra i principali precursori del particolato, transizione del riscaldamento domestico verso tecnologie più efficienti e meno inquinanti, rafforzamento dei sistemi di monitoraggio avanzato della qualità dell’aria.
  7. l’Amministrazione comunale è sensibile e attiva nelle politiche di tutela ambientale e sul territorio cremonese vi è una forte presenza di associazioni, quali Legambiente e comitati civici, che da anni promuovono misure e campagne per la tutela della salute dei cittadini e per la tutela ambientale.

Il definanziamento metterebbe a rischio molti degli interventi promossi dai territori in sinergia con le associazioni.

  1. Il 12 novembre 2025 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza il Documento di indirizzi per l’aggiornamento della Pianificazione regionale della qualità dell’aria, che costituisce la base del nuovo Piano Aria regionale. Tale documento riconosce la necessità di rafforzare gli interventi per la riduzione degli inquinanti, in conformità con le direttive europee e le sentenze della Corte di Giustizia UE sul rientro nei limiti di PM10 e NO₂.
  2. La scelta del Governo nazionale di ridurre drasticamente i fondi destinati alla qualità dell’aria si pone quindi in piena dissonanza con le intenzioni delle politiche regionali, con le evidenze scientifiche e con le richieste delle associazioni mediche, ambientali e dei territori del bacino padano.

Considerato che: 

  • La città di Cremona, per posizione geografica e condizioni atmosferiche, è particolarmente esposta ai fenomeni di ristagno degli inquinanti.
  • Gli indicatori ambientali e sanitari mostrano una situazione grave e persistente, con impatti significativi sulla salute pubblica e in particolare sulle fasce più fragili: bambini, anziani e persone con patologie croniche.
  • La riduzione dei fondi nazionali destinati alla qualità dell’aria rischia di compromettere interventi cruciali, aumentando l’esposizione dei cittadini a rischi sanitari documentati e aggravando il quadro già critico del bacino padano.
  • Tale scelta contrasta con gli indirizzi del nuovo Piano Aria della Regione Lombardia, che richiede invece un rafforzamento delle politiche e delle risorse per il rientro nei limiti di legge.
  • Una contrazione dei finanziamenti metterebbe a rischio la capacità delle amministrazioni locali – tra cui il Comune di Cremona – di adottare e completare progetti strutturali per il miglioramento della qualità dell’aria, nonché di ottenere finanziamenti.
  • Il ruolo dell’agricoltura intensiva nella provincia che è una delle capitali italiane della zootecnia, porta ad avere emissioni di ammoniaca (NH₃) — prodotte da liquami, letami e fertilizzanti azotati — che sono tra le principali responsabili della formazione del particolato secondario. Non a caso la Lombardia è la regione con le emissioni di ammoniaca più elevate d’Italia, e il Cremonese ne è uno dei poli maggiori. Ridurre l’NH₃ è tecnicamente possibile (coperture, iniezione dei fertilizzanti, tecniche di spandimento più avanzate), ma richiede razionalizzazione, incentivi, formazione e investimenti.
  • Industria e grandi impianti soggetti ad AIA abbondano nel territorio cremonese, infatti sono attivi diversi impianti industriali rilevanti, sottoposti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Le AIA prevedono controlli, prescrizioni e monitoraggi, ma questi stessi meccanismi funzionano solo se adeguatamente finanziati: meno risorse significa meno ispezioni, meno tecnologia, meno capacità di intervenire sugli impatti emissivi.
  • Come in tutto il Nord Italia, anche qui il traffico veicolare e la combustione domestica contribuiscono al carico complessivo di PM2.5 e NOx. La conformazione geografica — una conca chiusa dove l’aria ristagna — fa il resto.

Se davvero arriveranno i tagli, significherebbe per Cremona la riduzione dei fondi destinati al miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano avrebbe conseguenze tangibili, non teoriche. (Ricordo il recente incontro organizzato dal Comune con Arpa e Aria Lombardia per gli incentivi sulle caldaie ed impianti a biomasse legnose.)

Si chiede al Consiglio comunale di Cremona di impegnare il Sindaco e la Giunta a:

  1. Esprimere formalmente al Governo nazionale e alla Regione Lombardia la ferma contrarietà del Comune di Cremona ai tagli previsti al fondo per la qualità dell’aria nel bacino padano.
  2. Farsi promotori, anche tramite ANCI e in coordinamento con gli altri Comuni della Pianura Padana, di una richiesta ufficiale per il mantenimento o il reintegro integrale dei fondi destinati alla qualità dell’aria, evidenziando i gravi rischi sanitari e ambientali derivanti dalla loro riduzione.
  3. Richiedere al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alla Regione Lombardia un aggiornamento puntuale sullo stato degli interventi finanziati e sulle conseguenze operative dei tagli previsti nel territorio cremonese.
  4. Collaborare con ATS e ARPA affinché venga mantenuta attenzione e risalto dei dati sull’impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico nel territorio di Cremona, con particolare attenzione ai soggetti vulnerabili.
  5. Avviare una campagna informativa comunale sui rischi sanitari legati all’inquinamento atmosferico e sulle buone pratiche utili alla riduzione dell’esposizione e delle emissioni.

 

Paola Tacchini

gruppo consigliare  Movimento 5 Stelle & Cremona Cambia Musica

Una risposta

  1. Premesso che Paola Tacchini è l’unica che osa toccare argomenti che da noi sembrano più spinosi che in altri luoghi, ci si chiede se i controlli che fino ad ora potevano essere svolti, visto che c’è stata una disponibilità economica maggiore, siano stati portati avanti in modo corretto, rigoroso e puntuale. Chiediamo ai cremonesi che abitano alla Cava che cosa ne pensano! E se davvero verranno tagliati fondi, della nostra sorte, della nostra salute che già è messa a durissima prova, che ne sarà? Interessa ai nostri politici o devono ( e vogliono) chinare la testa. I nostri politici dovrebbero battersi per noi non minimizzare, non evitare di affrontare il problema, o peggio ancora di peggiorare la situazione girandosi dall’ altra parte. Inchinandosi ai potenti del nostro territorio, ma inchinandosi di più di fronte ad alcuni. E non è costruendo che si tappa la bocca alla gente. Né strade, né ospedali, né centri riabilitativi nei parchi e via di questo passo.

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