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Nella seduta di lunedì il consiglio comunale di Cremona proporrà l’approvazione del “Regolamento per la disciplina della tassa dei rifiuti corrispettiva” che, salvo imprevisti, verrà applicata dal primo gennaio 2023. I dati, molto parziali, forniti dall’Amministrazione comunale al termine della “fase sperimentale” sono confusi e contraddittori. Sin dall’inizio del percorso abbiamo manifestato le nostre perplessità e i dubbi sulla reale efficacia del nuovo servizio, così come concepito nel Comune di Cremona, e li ribadiamo oggi alla luce dei fatti. I conti non tornano

Analizzando i risultati della sperimentazione emerge che soltanto il 90% dei titolari di utenze domestiche ha ritirato i sacchi blu dotati di tag e di questi solo il 75% ha conferito almeno un sacco durante l’ultimo anno. Ne deriva che circa 1 nucleo famigliare su 3 non esegue correttamente la raccolta differenziata. Un dato oggettivamente negativo che non giustifica il trionfalismo dell’Amministrazione. Sorge spontaneo chiedersi dove sia finito quel notevole quantitativo di rifiuti indifferenziati non conferiti dai cittadini nei sacchi blu. La risposta è semplice: nei cestini della città sempre stracolmi, “mischiati” con i cosiddetti rifiuti “differenziati” nei contenitori condominiali, o peggio nell’ambiente.

Il fatto che l’Amministrazione comunale abbia dovuto acquistare nuove foto trappola e incrementare l’ammontare delle sanzioni per l’abbandono dei rifiuti, comportamento deplorevole che censuriamo con forza, sono la prova. I dati dei
conferimenti relativi alle utenze non domestiche sono ancora più negativi e meriterebbe un approfondimento specifico che faremo più avanti. Nessun beneficio per l’ambiente L’effetto ottenuto fino ad ora dall’Amministrazione comunale è che, a fonte dell’aumento del 4% della raccolta differenziata (dal 74% al 78%) si è registrato un notevole peggioramento della qualità dei rifiuti. Il paradosso sta proprio nel fatto che, a valle della differenziazione effettuata dai cittadini nelle proprie abitazioni, una quota significativa del rifiuto differenziato viene destinata all’incenerimento in quanto non riciclabile a causa della sua scarsa qualità (mischiato con rifiuti indifferenziati). Il vero beneficio ambientale, e quindi anche economico per il gestore, si ottiene solo a fronte dell’aumento del quantitativo dei rifiuti effettivamente avviati al riciclo.

Purtroppo i dati reali dei quantitativi di tutti i materiali (vetro, plastica, carta, lattine, umido, ecc.) recuperati e dei proventi derivanti dalla vendita degli stessi da parte del gestore del servizio, non siano mai stati forniti dall’Amministrazione comunale. Le percentuali inserite nelle slide si riferiscono a dati statistici nazionali. Esigiamo chiarezza e trasparenza Una tariffa iniqua e non puntuale

Il D.P.R. 27/04/99 n. 158 indica due possibilità per quantificare i rifiuti smaltiti: una pesatura del rifiuto effettivamente smaltito o, in alternativa, un “sistema presuntivo, prendendo a riferimento la produzione media comunale pro-capite, desumibile da tabelle che saranno stabilite ogni anno”. Il Comune di Cremona ha scelto il metodo presuntivo e ha già stabilito, sulla base di dati a noi ignoti della sperimentazione, un “numero minimo” di conferimenti di sacchi all’anno per ciascun nucleo familiare, tenendo conto anche del numero dei componenti e dei metri quadrati dell’abitazione. E qui arriva la beffa. Indipendentemente dal numero di sacchi blu effettivamente smaltiti da una famiglia, alla stessa verrà addebitato un quantitativo corrispondente al numero prestabilito dall’Amministrazione, salvo che la stessa famiglia conferisca un numero maggiore di sacchi rispetto al numero minimo prestabilito. In questo caso il numero di sacchi blu
eccedenti verrà addebitato in aggiunta.

Facciamo un esempio: due nuclei familiari con lo stesso numero di componenti, residenti in appartamenti della medesima superfice. Per queste due famiglie il Comune di Cremona ha prestabilito che il “quantitativo minimo” di sacchi da conferire è di 25 all’anno. Il nucleo A esegue diligentemente e con precisione la raccolta differenziata e al termine dell’anno conferisce 15 sacchi blu. Il nucleo B non esegue correttamente la raccolta differenziata ma al termine dell’anno conferisce un solo sacco blu. Secondo il metodo adottato dal Comune di Cremona (parametrico) i due nuclei familiari A e B, pur avendo adottato comportamenti opposti, pagheranno il medesimo importo, corrispondente cioè al quantitativo del “conferimento minimo” stabilito dal Comune di Cremona (25 sacchi blu). Per questa ragione consideriamo il metodo scelto iniquo e non puntuale.

Nessun beneficio economico per il cittadino Il principio posto alla base di questo metodo “chi più produce rifiuti più paga” viene smentito nei fatti. La famiglia più impegnata a differenziare paga quanto la famiglia meno attenta. All’inizio del percorso avevamo sfidato l’Amministrazione comunale ad esplicitare gli obbiettivi qualitativi, quantitativi ed economici della sperimentazione, dichiarando quali benefici avrebbero avuto i cittadini in conseguenza del loro impegno ad incrementare l’attività della differenziazione all’interno delle proprie case. A quanto è dato sapere fino ad oggi, l’ammontare della futura tariffa non porterà benefici economici ai cittadini, sia in termini complessivi, sia in termini puntuali. E’ prassi consolidata che ogni cambio di metodo tariffario venga accompagnato da simulazioni degli effetti del nuovo calcolo rispetto al precedente. Nonostante le nostre sollecitazioni nessuna simulazione è stata fin qui presentata e l’Amministrazione sta procedendo al buio.

La quota effettivamente variabile della tariffa è irrilevante (17% del totale). Ma per comprendere quanto sia scarsamente efficace questo metodo tariffario è sufficiente comprendere come si articola la Tarip (tariffa puntuale): si divide in 3 fasce di costo, che insieme vanno a comporre il 100% del costo totale per l’utente e che vanno a coprire l’intero costo del servizio.
Quota fissa, equivalente al 52% del totale della tariffa: calcolata sulla base dei METRI QUADRI differenziata sul numero dei componenti il nucleo familiare;
Quota variabile equivalente al 31% del totale: calcolata sulla base del NUMERO DEI COMPONENTI il nucleo familiare
Quota variabile misurata, equivalente al 17% del totale: Calcolata nell’anno di competenza in base al NUMERO DEI CONFERIMENTI PER UTENZA PREASSEGNATI. Le eccedenze saranno addebitate
(€/litro) nell’anno successivo mediante CONGUAGLIO.

Quindi la quota di tariffa “variabile misurata” corrisponde ad una percentuale minoritaria (17% del totale) della tariffa, peraltro vincolata al numero di sacchi blu prestabili dall’Amministrazione comunale per ciascun nucleo familiare, indipendentemente da come lo stesso nucleo attua o non attua la differenziazione dei rifiuti. Un esempio: a fronte di una tariffa complessiva di euro 130 all’anno dovuto da una famiglia, la quota “variabile misurata” ammonterebbe a soli euro 22 in quanto i restanti 108 euro sono determinati dal numero di componenti il nucleo e dalla superficie della casa. In sintesi una colossale presa in giro dei cittadini.

Sacchi o contenitori? Nonostante le “misurazioni” eseguite durante gli ultimi 13 mesi, l’Amministrazione sta ancora distribuendo gli stessi sacchi blu (30 sacchi da 60 lt.) a ciascun nucleo famigliare, indipendentemente dalla sua composizione, che i cittadini devono andare a ritirare presso il centro di via Postumia. Si era ipotizzato di dotare i cittadini di mastelli più piccoli, come avviene già in altri Comuni della Provincia di Cremona, ma la lentezza e l’inefficienza dell’Amministrazione hanno portato a replicare azioni che in molti avevano considerato irragionevoli sin dall’esordio.

Per i condomini con meno di 12 unità, i sacchi blu continueranno ad essere collocati a terra nel locale rifiuti. L’ambiente si tutela ponendo in essere processi virtuosi, coinvolgendo le persone e investendo in tecnologia, meno in propaganda. Nonostante il flop annunciato, continuiamo a chiedere all’Amministrazione comunale di pubblicare tutti i dati in suo possesso sull’esito della sperimentazione e di condividere le simulazioni economiche della nuova tariffa. Se ciò non avverrà a breve siamo pronti a chiedere la convocazione di una commissione di vigilanza sul tema.

Si sarebbero ottenuti certamente migliori risultati se, anziché investire inutilmente in propaganda (vedi campagna manifesti 6×3 di Linea Gestione e Comune di Cremona), si fosse investito di più e meglio in tecnologia, in attrezzature, dotazioni per i cittadini, informazione e accompagnamento della popolazione, adottando un metodo effettivamente puntuale di misurazione.

Carlo Malvezzi – FI
Federico Fasani – FI
Saverio Simi – FI
Maria Vittoria Ceraso – Viva Cremona

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