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Stiamo vivendo un cambiamento climatico? Certamente, però forse non c’è nulla di nuovo, visto che sulla Terra ogni centomila anni fa un freddo cane (i più colti la definiscono era glaciale) e poi ogni tanto, per circa diecimila anni, la temperatura si alza di nuovo sino al punto che i ghiacci del Polo Nord si squagliano, consentendo addirittura di arrivare a piedi negli Stati Uniti partendo dalla vecchia madre Russia.

A che punto siamo adesso? Mah, lo chiamano Olocene e, in attesa della prossima era glaciale, stiamo vivendo un periodo molto caldo che, secondo i bene informati, dipende esclusivamente dall’effetto serra, causato principalmente da un accumulo di anidride carbonica e vapore acqueo (oltre che metano, ossido di azoto, gas fluorurati ed altro ancora).  Un effetto che, al di là delle ipotesi di Malkovic, impedisce al calore del sole di abbandonare il nostro pianeta e contribuisce a riscaldare le nostre precarie esistenze.

Come fare allora per ridurre i suoi effetti? Abolire gli allevamenti di mucche potrebbe essere una soluzione, però andrebbero considerate anche altri rimedi in grado di ridurre anidride carbonica e vapore acqueo, gli elementi che maggiormente contribuiscono al riscaldamento globale. Magari intervenendo su coloro che corrono con il fiatone lungo gli argini del grande fiume per fare jogging, corsa, ripetute oppure sulla massa di ciclisti ansanti che sudano il sudabile, specie adesso che le temperature si stanno drammaticamente alzando (l’estate sta arrivando).

Perché allora non cominciare dalle cose più semplici? Le mucche producono carne, latte, concime. Ciclisti e podisti solo sudore, vapore acqueo, anidride carbonica e, quando pensano che nessuno li possa sentire, anche metano e azoto in quantità non trascurabili. Pensiamoci.

 

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