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Passano gli anni e cambiano le abitudini della società civile. Si va sempre al peggio dicono i “laudatores temporis acti”, coloro che ostinatamente sostengono che in passato tutto era migliore biasimando le abitudini e le mode di oggi. 

Una convinzione che si ripete da almeno sessanta secoli o più. Socrate (470 a.C.) diceva che “la nostra gioventù è maleducata, ama il lusso, si burla dell’autorità e non ha rispetto per gli anziani”. Una citazione del 720 a. C.: “Non c’è alcuna speranza per l’avvenire del nostro Paese se la gioventù prenderà il potere domani perché questa gioventù e senza ritegno”. Un sacerdote dell’Antico Egitto: “Il nostro mondo ha raggiunto uno stadio critico, i ragazzi non ascoltano più i loro genitori”.  Un’incisione su un vaso d’argilla dell’antica Babilonia, risalente a tremila anni prima di Cristo: “Questa gioventù è marcia nel profondo del cuore, i giovani sono maligni e pigri. Non saranno mai come la gioventù di una volta e i giovani d’oggi non saranno in grado di mantenere la nostra cultura”. 

Sono molti a sottolineare con ironia le nuove mode: in campo automobilistico oggi va di moda il colore opaco e si è disposti a pagare un supplemento di prezzo per averlo. In passato, quando il colore sbiadiva opacizzandosi, si portava la macchina dal carrozziere per farla lucidare affinché riacquistasse l’originale brillantezza. 

Fino a una quarantina d’anni fa in ogni incrocio cittadino regolato dal semaforo  stazionava un vigile urbano (oggi agente di Polizia locale) pronto a far risuonare il fischietto e a sanzionare chi commetteva qualche trasgressione. All’epoca, dicono con una punta di orgoglio i sostenitori del primato del passato, il traffico era ordinato, la sosta selvaggia delle auto non esisteva e i ciclisti si guardavano bene dal percorrere i marciapiedi. Oggi il cambiamento ha portato disordine lungo le vie cittadine e maggior rischio di infortuni. Ci si domanda: “chissà dove sono e cosa fanno i vigili d’oggi? Sono forse diminuiti di numero? Perché compaiono soltanto per fare multe per divieto di sosta?”. 

E in un tale panorama si rafforza la convinzione che il cambiamento della società civile è diretto al peggio come pure i “corsi e ricorsi storici” del napoletano Giambattista Vico (1668-1744). Se sarà così non è dato sapere. La speranza è dura a morire. Analizzando il comportamento dei giovani nell’arco della vita e nel corso dei secoli, i pessimisti che non nutrivano più fiducia nell’umanità sono stati smentiti. 

 

Sperangelo Bandera

Nella foto centrale una statua che raffigura Socrate

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