È utile ricordare che solo il 14 gennaio 2026 la Direzione Generale Ambiente e Clima della Regione Lombardia ha formalmente comunicato al Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona che, alla data della consultazione del portale regionale SILVIA, non risultava attiva alcuna procedura di Valutazione di impatto ambientale né di verifica di assoggettabilità a VIA per il nuovo ospedale di Cremona. La successiva comparsa sul portale SILVIA (Sistema Informativo Lombardo Valutazione Impatto Ambientale) di una procedura di verifica di assoggettabilità a VIA, richiesta dal Comune di Cremona e riferita ai parcheggi, rappresenta pertanto un fatto nuovo e successivo, che rafforza la necessità di un inquadramento ambientale unitario, trasparente e pienamente verificabile dell’intero progetto.
Nel dibattito sul nuovo ospedale di Cremona si parla spesso di architettura, tempi e annunci politici. Molto meno si parla di procedure ambientali, che non sono un dettaglio burocratico, ma lo strumento con cui si valuta l’impatto reale di un’opera pubblica sulla città.
È importante chiarire fin dall’inizio un punto, spesso dato per scontato: la costruzione di un nuovo ospedale non è l’unica strada possibile. Da mesi viene chiesto, senza ottenere risposta, un confronto tecnico e pubblico tra il progetto del nuovo ospedale e l’alternativa di una riqualificazione profonda dell’esistente, che potrebbe garantire risultati sanitari equivalenti con minori costi economici, ambientali, urbanistici e vantaggi confrontando l’impatto ambientale provocato dall’una o dall’altra scelta costruttiva
Dagli atti finora noti emerge che il Comune di Cremona ha richiesto :
– una verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) limitatamente ai parcheggi di uso pubblico con capacità superiore a 500 posti auto;
– l’attivazione di una procedura PAUR (Procedimento Autorizzatorio Unico Regionale) per prelievi idrici superiori a 100 litri al secondo.
Si tratta di due procedure importanti, ma settoriali, riferite a singoli elementi del progetto. Ad oggi, sul portale regionale SILVIA(Sistema Informativo Lombardo Valutazione Impatto Ambientale) è visibile solo una presentazione sintetica relativa alla verifica di assoggettabilità a VIA per i parcheggi; non risultano pubblicati:
– le relazioni ambientali,
– le tavole progettuali,
– gli elaborati tecnici di dettaglio;
non compare alcuna traccia della procedura PAUR.
Questo significa che, allo stato attuale, i cittadini non possono verificare:
– il perimetro effettivo dell’intervento sottoposto a valutazione;
– se e come i parcheggi siano stati considerati come opera autonoma o come parte di un sistema più ampio.
Un dato è però certo e documentabile: l’area complessiva dell’attuale ospedale di Cremona — comprensiva del monoblocco, dei dodici edifici di servizio, delle aree verdi e della viabilità interna — si estende per circa 18,5 ettari.
Si tratta di un’estensione molto significativa, ben superiore alla soglia dei 10 ettari che la normativa regionale individua come rilevante per i progetti di riassetto o sviluppo di aree urbane all’interno del tessuto urbano consolidato.
E’ un progetto unitario o per parti separate?
Il nuovo ospedale non è solo un edificio.
È un intervento che prevede:
– la costruzione di un nuovo complesso ospedaliero;
– la realizzazione di grandi parcheggi interrati;
– la successiva demolizione dell’attuale ospedale e dei suoi edifici satelliti;
– la completa riorganizzazione di spazi, verde e percorsi interni.
Questo insieme di opere viene considerato come un progetto unitario, oppure come una somma di interventi separati, valutati ciascuno singolarmente?
Perché da questa scelta dipende il tipo e l’ampiezza delle valutazioni ambientali.
La VIA dovrà essere valutata anche per la demolizione dell’attuale ospedale e dei 12 edifici satelliti : la gestione dei materiali derivanti da queste demolizioni prevede circa 300 mila tonnellate di materiali complessi da smaltire; 14.000 viaggi di autocarri solo per uscita detriti.
Eppure si tratta di una fase che, per dimensioni e durata, avrà impatti ambientali rilevanti: traffico pesante, polveri, rumore, gestione di grandi quantità di materiali da costruzione e demolizione per una durata stimata di 2 anni di lavori.
Esistono inoltre ipotesi di riqualificazione dell’attuale ospedale, anche molto radicali, che comporterebbero impatti ambientali e costi inferiori rispetto alla demolizione totale, e che meritano almeno un confronto tecnico trasparente.
Ne è un esempio per quanto riguarda i parcheggi la soluzione da noi ipotizzata di un parcheggio interrato a un solo piano che circonda la parte anteriore del monoblocco a una profondità di circa 5 metri, mentre il parcheggio previsto per il nuovo ospedale è su due piani interrati a una profondità di circa 10 metri. L’impatto ambientale, i costi per la costruzione e la manutenzione per mantenere la falda freatica sotto il livello necessario saranno notevolmente superiori nel secondo caso.
Nel frattempo, il progetto è evoluto dal PFTE iniziale a un PFTE2, che — da quanto è noto — ha ridotto i piani complessivi da 9 a 7, con 5 piani fuori terra e 2 piani interrati.
Questo nuovo livello progettuale è già stato trasmesso agli enti, ma non è ancora stato reso pubblico. Oggi restano aperte alcune domande legittime:
– perché la verifica di assoggettabilità a VIA riguarda solo i parcheggi e non l’intera trasformazione di un’area urbana di 18,5 ettari?
– come verrà inquadrata, dal punto di vista ambientale, la demolizione dell’attuale ospedale?
– quando saranno pubblicati i documenti completi delle procedure avviate?
– su quale progetto, esattamente, si stanno basando le valutazioni in corso?
La Valutazione di Impatto Ambientale è un parametro che se verrà quantificato correttamente e confrontato con l’impatto ambientale che avranno i lavori di riqualificazione evidenzierà sicuramente quanto questi siano molto meno impattanti sull’ambiente circostante della città e sugli stessi pazienti e operatori sanitari.
Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona
Sotto il link del confronto schematico dell’ipotesi del nuovo ospedale di Cremona e della riqualificazione dell’ospedale maggiore
immagini relative alla lettera ai media del 26gen2026












