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Terzo crollo, questa mattina 19 febbraio verso le 10, della passerella ciclopedonale sull’Adda tra Maccastorna, in provincia di Lodi e Crotta d’Adda, dopo quelli di venerdì 13 e lunedì scorso. La Provincia di Cremona precisa che l’opera rientra in un intervento finanziato dalla Regione Lombardia, realizzato nell’ambito di un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro affidato ad AIPO, per la realizzazione della nuova infrastruttura ciclopedonale.

L’annuncio è stato dato stamattina dal sindaco di Crotta d’Adda, Sebastiano Baroni. Il crollo precedente era avvenuto probabilmente nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 febbraio, dopo un primo cedimento parziale registrato nella giornata di venerdì, trasformando una criticità già seria in un episodio che ha fatto temere il peggio.

Un evento che riporta alla luce una vicenda lunga e complessa, segnata da cinque anni di lavoridisagi e attese. “Qui in paese c’è un grosso malumore: dopo cinque anni di cantiere, vedere questi risultati e pensare che a breve, su quella passerella, avrebbero dovuto esserci delle persone e che siamo andati vicini alla tragedia, annienta”, ha dichiarato Baroni.

Il primo cittadino manifesta dubbi sulla gestione dell’intervento: “Lasciamo agli organi competenti le valutazioni tecniche, ma spero si valuti se la conduzione di un cantiere così importante sia stata adeguata. Ora serve chiarezza”.

Intanto tornano alla mente i pesanti disagi viabilistici già vissuti dalla comunità. “Spero che la rimozione della passerella non comporti un nuovo blocco del traffico – auspica Baroni – perché quando fu posizionata il ponte rimase chiuso due mesi. Molti cittadini, per percorrere quattro o cinque chilometri, dovevano farne venti, con enormi perdite di tempo e costi per le famiglie”.

Il ponte era stato riaperto ad agosto, prima a senso unico alternato regolato da semaforo e poi, da Ferragosto, a doppio senso. Ora l’incidente mette in dubbio anche il futuro della Ciclovia Vento: “Crotta d’Adda è capofila per il Cremonese, Maccastorna per il Lodigiano. Come faremo ad andare avanti? Spero si trovi subito un’alternativa: non vogliamo aspettare altri anni per concludere questa bella iniziativa”.

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