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Neppure a 30 secondi dall’anno nuovo. Neppure davanti alla voglia solo di divertirsi, senza pensare a null’altro, i cremonesi si sono salvati dalla propaganda politica. Succede nella festicciola organizzata dal Comune di Cremona per Capodanno in una piazza Stradivari solo per metà riempita, nonostante i resoconti entusiasti dei gazzettieri vicini al palazzo. Il conto alla rovescia segna meno di un minuto all’arrivo del 2026 quando sul palco, più simile al ponte di una nave borbonica in preda all’ammuina, si presenta l’ineffabile e immarcescìbile assessore ai giovani Luca Burgazzi. Impugna il microfono e parla. Parla, esaltando le magnifiche sorti e progressive dell’Amministrazione cremonese. Il popolo lo guarda, stupito. Un po’ annoiato. Vuole solo ballare. Vana verba: ogni singolo cubetto di porfido della piazza sa bene che è la Giunta a organizzare il tutto. Pleonastico e superfluo ricordarlo. Ma il demone della propaganda non lo lascia e va lungo, lunghissimo. La piazza rumoreggia. Il count-down finale lo seppellisce. Scende dal palco.

L’ammuina prosegue. Buon 2026.

 

Ghino di Tacco

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