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Una volta, ai tempi della bella Gigogin, si andava a piedi da Lodi a Milano. Adesso invece i tempi sono molto cambiati e l’idea è quella di andare in bicicletta da Crema a Lodi e quindi costruire una ciclovia apposita con ingenti finanziamenti PNRR. Perché allora non pensare di prolungarla sino a Cremona, superando le antiche rivalità tra cremaschi e cremonesi e nella speranza che il prossimo presidente della Provincia riesca a togliere le rotelle dalla sua bici e magari apprenda a pedalare da solo?

Per intanto siamo felici di avere un pacco di soldi disponibili per le ciclovie, non tanti come quelli per il nuovo ospedale di Cremona, però sufficienti a ricoprire d’asfalto le nostre campagne e in grado di contribuire all’impermeabilizzazione dei nostri suoli: da un lato le mucche e la loro perfida ammoniaca, dall’altro leggiadre strisce di bitume che abbelliscono il panorama. L’unico problema è che di ciclisti in giro per le campagne se ne vedono proprio pochini, però vuoi mettere la soddisfazione di tanta spesa per l’orgoglio dei biciclettari?

A dire il vero quando calano le tenebre qualcuno se ne incontra, sempre vestito con abiti scuri, rigorosamente senza fanali né catarifrangenti e pure contromano. Molti di loro presentano anche un tipo di carnagione assai abbronzata, tale da non risaltare nel buio della notte. Per fortuna pedalano tutti con il telefonino perennemente in funzione ed è questa l’unica luce che consente loro di venire talvolta individuati da quei vigliacchi degli automobilisti, brutte persone che passano la vita tentando di investire pedoni e ciclisti.

Controlli? Nessuno, visto che con il buio la Polizia Municipale svanisce come per magia. Di giorno invece…

 

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