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“Le dichiarazioni del sindaco Virgilio sulla legge regionale per la promozione e la valorizzazione della liuteria cremonese sono francamente sorprendenti e, soprattutto, profondamente ingenerose nei confronti di chi in questi mesi ha lavorato con serietà e concretezza per dare finalmente a Cremona uno strumento che attendeva da anni”. Lo dichiara il consigliere regionale Marcello Ventura, primo firmatario della legge regionale sulla liuteria cremonese.

“Con questa legge abbiamo raggiunto un risultato storico: per la prima volta la liuteria cremonese, patrimonio riconosciuto dall’Unesco, viene tutelata e promossa attraverso strumenti concreti, risorse dedicate e soprattutto attraverso il rafforzamento del marchio ‘Cremona Liuteria’, che rappresenta una garanzia di autenticità per i violini e gli strumenti costruiti nelle botteghe cremonesi – scrive in una nota Ventura -. È esattamente questo il cuore della legge: difendere il valore del made in Cremona, contrastare la contraffazione, dare maggiore riconoscibilità internazionale agli strumenti autentici e sostenere quei maestri liutai che, da anni, quotidianamente, portano avanti con passione e sacrificio una tradizione e un sapere artigiano unici al mondo. Per questo trovo davvero triste che il sindaco tenti di banalizzare il lavoro svolto parlando di un semplice video o di un’operazione di marketing. Quel video, che oggi Virgilio liquida con sufficienza, è stato invece uno strumento importante per far conoscere nel mondo il marchio di autenticità degli strumenti made in Cremona, per spiegare a musicisti, collezionisti e operatori internazionali che esiste finalmente una garanzia precisa, riconoscibile e certificata. Ridurre tutto questo a qualche immagine promozionale significa non aver capito – o fare finta di non capire – quale sia il senso profondo della legge: tutelare tutti quei liutai che lavorano seriamente e che troppo spesso si sono trovati a competere con imitazioni, copie e utilizzi impropri del nome di Cremona”.

“Il sindaco parla oggi di percorso condiviso – aggiunge Ventura -. Francamente, sentire queste parole da chi quel percorso condiviso non lo ha mai voluto davvero lascia quantomeno perplessi. Fin dall’inizio il Comune di Cremona, anziché collaborare, ha cercato di ostacolare questa legge, anche attraverso il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni, tentando in tutti i modi di rallentarla, svuotarla o ridimensionarla. Non accetto quindi lezioni da chi oggi invoca unità e condivisione dopo aver passato mesi a lavorare nella direzione opposta. La verità è che questa legge è stata approvata non grazie al Comune, ma nonostante il Comune. Episodi recenti dimostrano purtroppo che il metodo del sindaco Virgilio e della sua Amministrazione è sempre lo stesso: parlare di collaborazione e poi agire in maniera isolata e autoreferenziale. Lo si è visto anche sulla candidatura di Cremona a Capitale italiana della Cultura 2029, quando l’assessore alla Cultura del Comune, in maniera piuttosto maldestra, ha tentato di coinvolgere la Regione escludendo completamente i consiglieri regionali eletti sul territorio. Un comportamento che conferma come, se c’è qualcuno che tende a giocare da solo, a escludere e a decidere senza confrontarsi, non è certamente chi ha scritto e portato avanti questa legge. Noi invece abbiamo scelto un’altra strada: quella del lavoro silenzioso, del confronto con le categorie, con le associazioni, con i liutai, con chi vive davvero ogni giorno la realtà delle botteghe cremonesi. E continueremo a farlo. Nelle prossime settimane proseguiremo il lavoro avviato con nuove iniziative a sostegno della liuteria cremonese: ulteriori azioni di promozione internazionale, il rafforzamento del marchio, nuove misure di tutela contro la contraffazione, strumenti di sostegno alle botteghe e percorsi dedicati ai giovani e alla formazione. A differenza di chi sembra interessato soltanto a cercare polemiche o a intestarsi risultati altrui, noi continueremo a lavorare nell’unico interesse che conta: quello del territorio, della città di Cremona e dei tanti artigiani che meritano rispetto, ascolto e strumenti concreti. Anche in questa vicenda, del resto, emerge con chiarezza chi ha scelto di lavorare in modo disinteressato per Cremona e chi invece, per pura furia ideologica e per il bisogno di alimentare uno scontro politico permanente, finisce per attaccare perfino una legge che nasce per difendere una delle eccellenze più straordinarie della nostra terra”.

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