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Vicenda Pandorogate, Chiara Ferragni è stata assolta. La celebre influencer e i suoi follower esultano dopo la sentenza del tribunale di Milano ma tecnicamente l’imputata è stata prosciolta, non assolta. Per procedere per il reato di truffa servivano le querele che inizialmente c’erano, ma Codacons le aveva ritirate grazie a un accordo mediante risarcimento. Dunque, senza quelle querele, era impossibile processare Ferragni per truffa semplice. Quella aggravata, che procede anche senza querele, non ha retto perché mancavano le aggravanti. Chiara Ferragni resta invece colpevole di pubblicità ingannevole e sul fronte amministrativo ha estinto il suo debito pagando 3 milioni di euro tra multe e donazioni. Ma lo staff dell’influencer replica: “Facciamo notare che il proscioglimento di Chiara Ferragni corrisponde a una piena assoluzione. La improcedibilità significa che non era possibile procedere per truffa aggravata perché ne mancavano i presupposti. Quindi, se vuole, è anche peggio. Questo processo non si doveva fare”.

Dalla parte della Ferragni si schierano i suoi follower: “Chiara ora sentiti libera!”, “Sii felice”, “Grande Chiara! Finalmente puoi tornare a sorridere”, sono alcuni dei tantissimi post sui suoi profili mentre molti notano comunque il silenzio del suo ex marito Fedez. La coppia si era separata proprio in seguito alla crisi innescata dal caso giudiziario. “Ormai il danno reputazionale è fatto – commenta Roberto Esposito, ceo di DeRev, Roberto Esposito -. Il mercato si è spostato dai volti alla competenza. La notizia del proscioglimento è certamente rilevante per Ferragni e le aziende direttamente correlate all’operazione di marketing che era stata posta al centro dell’inchiesta, ma non avrà sostanziali impatti sul mondo dell’influencer marketing, soprattutto non paragonabili a quelli che sono derivati dal primissimo intervento dell’Antitrust. Il caso Ferragni, infatti, ha segnato un punto di svolta nell’influencer marketing, rendendo centrale la richiesta di trasparenza e coerenza, sia per i brand sia per gli utenti”.

Con il caso del Pandorogate alla fine del 2024, l’influncer milanese aveva perso circa 1 milione di follower, attestandosi a circa 28,6 milioni. Adesso si vedrà che impatto avrà la sentenza, se i 28/29 milioni di follower di Ferragni su Instagram saliranno o resteranno stazionari in favore dell’emergere di nuovi influencer dai numeri più limitati (intorno ai 2-3 milioni per essere competitivi sul grande mercato) ma strutturati più per settori.

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