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La Giunta celebra i 34 nuovi bus elettrici che attribuiscono a Cremona il titolo di primo capoluogo lombardo con una flotta di mezzi interamente elettrica ma evita accuratamente di comunicare i dati sull’effettivo utilizzo del servizio in città. Il motivo è scritto nero su bianco nel monitoraggio ufficiale del PUMS dello scorso febbraio: dal 2016 al 2023, gli utenti saliti sui bus ogni giorno sono crollati del 52% (da 7.487 a 3.556). I passeggeri annui sono scesi da 1,7 a 1,1 milioni.
Un trend opposto all’obiettivo del PUMS, che prevedeva di raddoppiare l’utenza entro il 2030.
Il dato fornito da Arriva Italia di circa 3,8 milioni passeggeri nel 2024, che evidenzia un incremento del 20% sul 2023, è il valore aggregato del territorio cremonese che tiene insieme i dati urbani con quelli extraurbani  (più stabili grazie al pendolarismo scolastico e lavorativo dalla provincia) al fine probabilmente di mitigare l’impatto visivo della quota specifica dei soli residenti che utilizzano le linee urbane in città che, da sola, fatica a decollare. Tanto è vero che nel  rapporto “Ecosistema Urbano”, Cremona si è posizionata agli ultimi posti (78esima su 104) proprio per l’offerta di linee e il numero ridotto di passeggeri trasportati.
Ciò dimostra che abbiamo i bus più ecologici della Lombardia, ma viaggiano desolatamente vuoti perché la rete è ferma al 2018, non ci sono servizi a chiamata e le frequenze nei quartieri sono insufficienti. E un servizio che non trasporta persone non è sostenibile, è solo uno spreco di risorse, seppur elettrificato. Il monitoraggio del PUMS  fotografa pertanto una città ancora ostaggio del traffico privato.
Sul ring urbano (via Massarotti, via del Giordano, via Ghisleri), il volume di traffico è rimasto sostanzialmente invariato (+0,3%) a fronte di un obiettivo di riduzione del 20%. Ancora peggio il dato sulla ZTL, dove gli accessi sono addirittura aumentati del 17%, segnando il totale fallimento delle politiche di limitazione del traffico nel cuore della città.
Mentre l’incidentalità generale cala leggermente, il monitoraggio evidenzia un dato allarmante: la forte crescita degli incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti. Nonostante i 92 km di piste ciclabili  l’assenza di sensori di monitoraggio e di interventi strutturali di moderazione della velocità e di messa in sicurezza rende la convivenza sulla strada sempre più pericolosa per gli utenti deboli.
Inoltre mentre il PUMS e i documenti programmatori del Comune (come il PIAO 2026-2028) prevedono la gestione unificata della sosta, il Presidente di AEM ha dichiarato proprio oggi che l’idea del gestore unico “si allontana” e che non se ne sente la necessità  definendo l’attuale frammentazione tra pubblico e privato come uno “stimolo della concorrenza”.
Parlando di concorrenza tra gestori anziché di regia unica, Coppola  trasforma la sosta da strumento di pianificazione urbana per ridurre lo smog in una mera sfida commerciale, lasciando il Comune in una posizione di debolezza negoziale perpetua nei confronti del gestore privato, impedendo una pianificazione urbanistica flessibile del centro storico e smentendo formalmente le linee strategiche approvate dal Consiglio comunale.
Con l’interrogazione depositata, che mette sotto la lente d’ingrandimento il fallimento degli obiettivi di mobilità sostenibile a Cremona, chiedo pertanto alla Giunta quali azioni correttive urgenti intenda mettere in campo anche in vista del rinnovo della gara TPL del 2026/2027.
Maria Vittoria Ceraso
lista civica Oggi per Domani

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