Nella serata del 4 giugno 2026 il Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona è stato ospite del Rotary Club Cremona Po per illustrare ai presenti il lavoro svolto in questi quasi tre anni di attività, le ragioni della proposta alternativa di riqualificazione dell’attuale Ospedale Maggiore e le criticità emerse dall’analisi della documentazione ufficiale relativa al nuovo ospedale.
Il Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona desidera innanzitutto esprimere un sincero ringraziamento al presidente del Rotary Club Cremona Po, Vittoriano Zanolli, e ai numerosi soci intervenuti all’incontro del 4 giugno 2026. Per la prima volta dall’inizio della nostra attività, un’importante associazione cittadina ha ritenuto opportuno dedicare una serata di approfondimento a un tema che riguarda il futuro della sanità di tutto il territorio dell’ASST Cremona e che coinvolgerà generazioni di cittadini per decenni. All’incontro sono intervenuti Enrico Gnocchi e Gianluigi Stagnati per il Movimento e Pietro Cavalli, già direttore del dipartimento di Genetica dell’ospedale maggiore e che attualmente ricopre il medesimo ruolo all’Humanitas di Milano.
Il confronto è stato aperto, civile e rispettoso delle diverse opinioni, dimostrando come sia possibile discutere pubblicamente di una delle più rilevanti opere pubbliche della storia recente del nostro territorio senza pregiudizi e senza posizioni precostituite. Non possiamo tuttavia nascondere la nostra amarezza per il fatto che, in quasi tre anni di attività, numerose associazioni, enti e realtà organizzate del territorio non abbiano ritenuto opportuno concedere al Movimento analoghe occasioni di confronto pubblico, nonostante le ripetute richieste avanzate. Ancor più preoccupante appare la persistente difficoltà ad aprire un dibattito realmente pluralistico sul progetto del nuovo ospedale. Troppo spesso abbiamo avuto l’impressione che le istituzioni locali considerino il confronto sulle alternative progettuali come una questione ormai chiusa, mentre riteniamo che il dovere di ogni amministratore pubblico sia quello di favorire il massimo livello di informazione e partecipazione dei cittadini, soprattutto quando sono in gioco centinaia di milioni di euro di risorse pubbliche e scelte destinate a incidere sul territorio per molti decenni. Per queste ragioni consideriamo l’invito del Rotary Club Cremona Po un importante segnale di apertura e un esempio di quel confronto libero e informato che auspichiamo possa finalmente svilupparsi in tutta la comunità cremonese.
Dopo una breve ricostruzione della storia del progetto, il Movimento ha evidenziato quello che ritiene essere l’equivoco originario della vicenda: la scelta del nuovo ospedale è stata assunta senza che fosse mai stato reso pubblico uno studio comparativo completo e documentato tra la costruzione ex novo e la riqualificazione dell’attuale struttura. Una richiesta di confronto che il Movimento continua a considerare fondamentale per una decisione che coinvolgerà l’intera popolazione dell’ASST Cremona.
Il punto centrale della serata: il timeline costruito sui documenti ufficiali
L’elemento di maggiore interesse dell’incontro è stata la presentazione del cronoprogramma ricostruito dal Movimento sulla base dei documenti pubblicati sul portale regionale SILVIA, del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica nel 2025 e degli atti amministrativi disponibili. Secondo tale ricostruzione, la durata reale dell’intervento non sarebbe limitata a 6 massimo 7 anni oggi generalmente richiamati nel dibattito pubblico e dagli incontri del Movimento con i due direttori generali che si sono succeduti, ma dovrebbe comprendere tutte le fasi operative, comprese demolizioni, opere complementari, sistemazioni finali e completamento dell’intero comparto ospedaliero.
Dalla documentazione analizzata emerge infatti una durata ufficiale di circa 3.970 giorni (oltre 10 anni) che, secondo il Movimento, non include ancora alcune opere essenziali e porterebbe il completamento effettivo dell’intero intervento a un orizzonte temporale stimabile in oltre 18 anni. Ipotizzando di iniziare i cantieri nel 2028, la conclusione non sarà prima della fine del 2047. Per questo motivo il Movimento ritiene che le recenti dichiarazioni/auspici del presidente del consiglio comunale di Cremona Luciano Pizzetti, che prospettano la posa della prima pietra già nell’autunno 2026 e una rapida evoluzione dell’opera, debbano essere confrontate con la reale sequenza delle attività riportate negli atti tecnici ufficiali.
Dodici criticità documentate
Durante la serata sono state inoltre illustrate le dodici principali criticità che il Movimento ritiene emergano dai documenti progettuali oggi disponibili, tra cui:
copertura finanziaria ritenuta incompleta rispetto al costo complessivo dell’opera;
durata pluriennale del cantiere;
trasferimento dell’eliporto e problemi di continuità operativa;
iter VIA e PAUR ancora incompleti;
geotermia a circuito aperto;
scavi profondi in presenza di falda;
abbattimento di centinaia di alberi esistenti;
riduzione di alcune funzioni sanitarie specialistiche;
assenza di un confronto pubblico tra nuova costruzione e riqualificazione.
Particolare attenzione è stata dedicata ai temi dei costi, dei tempi e dell’eliporto, indicati dal Movimento come esempi emblematici delle criticità emerse nel corso dell’evoluzione progettuale.
Il dibattito con i presenti Il confronto successivo alla relazione è stato giudicato particolarmente utile. L’architetto Gianfranco Mondini, intervenuto nel dibattito, ha osservato che molte delle criticità illustrate potrebbero teoricamente essere superate sul piano tecnico, pur esprimendo forti perplessità sul parcheggio interrato a due livelli in presenza della falda e sulle dimensioni complessive dell’edificio.
Il medico Vittorio Baratta ha invece sostenuto la necessità di un nuovo ospedale, ricordando le difficoltà vissute durante lavori di manutenzione effettuati negli anni all’interno della struttura esistente.
Al termine della relazione tenuta da Gnocchi, è intervenuto Pietro Cavalli che ha spiegato come una sanità efficiente e realmente al servizio della comunità si basa su due pilastri: personale medico e paramedico professionalmente competente e adeguatamente retribuito; tecnologia all’avanguardia. Garantiti questi due requisiti, qualunque paziente può essere efficacemente curato anche in un ospedale da campo. L’ospite ha evidenziato una realtà sconcertante: nell’Asst di Cremona è possibile effettuare la Pet solo alle Figlie di San Camillo perché l’ospedale maggiore è sprovvisto del tomografo. Una lacuna gravissima per la sanità pubblica e per un territorio che registra la più alta incidenza nazionale per alcuni tumori. Cavalli ha inoltre chiarito come la promessa di un DEA, Dipartimento di emergenza e accettazione, di secondo livello all’interno del nuovo ospedale sia pura fantasia perché è già stato assegnato a Mantova e il bacino di utenza dell’Asst di Cremona non permetta un ulteriore, ingente investimento nel sud Lombardia. ”La spesa della sanità privata è orientata a produrre reddito – ha detto infine l’ospite – mentre quella pubblica spesso gestisce in modo improduttivo le risorse, ignorando le priorità: il progetto del nuovo ospedale è un caso emblematico”.
Il presidente del Rotary Cremona Po ha infine evidenziato la scarsità del dibattito pubblico cittadino su una delle più importanti opere pubbliche previste per il territorio cremonese, sottolineando la necessità di una maggiore informazione e partecipazione dei cittadini.
La richiesta del Movimento
Alla luce dei dati economici, temporali e procedurali emersi dalla documentazione ufficiale, il Movimento ribadisce che non possa essere negata ai cittadini una verifica indipendente e trasparente dell’alternativa rappresentata dalla riqualificazione dell’attuale ospedale maggiore. La richiesta rimane quella formulata sin dall’inizio: affidare mediante gara pubblica nazionale o internazionale un PFTE dell’attuale ospedale, così da consentire, in un tempo stimabile in circa dodici mesi, un confronto tecnico, economico, ambientale e funzionale tra le due opzioni. Solo disponendo di due progetti sviluppati con pari livello di approfondimento sarà infatti possibile per istituzioni, professionisti e cittadini valutare con piena consapevolezza quale scelta rappresenti la soluzione migliore per il futuro della sanità cremonese.
Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona
1 -Elenco sintetico delle 12 criticità 2 – Elenco dettagliato delle 12 criticità 3- movimento_CR – link utili-canali-documenti-filmati_Link_QR
2 – Elenco dettagliato delle 12 criticità
3- movimento_CR – link utili-canali-documenti-filmati_Link_QR
Nella foto centrale Cavalli, Zanolli, Gnocchi e Stagnati


