Togliamo gli alberi a Cremona: loro, non i maranza, minacciano la sicurezza

27 Luglio 2026

Che cosa ce ne facciamo degli alberi in città? Siamo ormai tutti testimoni dei rischi legati ad un cambiamento climatico che, tra tutto il resto, determina la loro caduta, a pezzi o interi, su auto, tetti, gronde, tegole, parapetti, marciapiedi, semafori: danni gravissimi ai quali il Comune di Cremona intende provvedere con la messa a dimora di ulteriori 850 nuovi alberi, con lo scopo di primeggiare in qualche classifica nazionale, ma confermando la perplessità generale su scelte  perennemente prive di riflessione critica. Ulteriori piantumazioni non possono che determinare un rischio gravissimo per l’incolumità generale, visto che ormai sono gli alberi in città  ad essere pericolosi, altro che i maranza.

In attesa che ci scappi il morto, quando le condizioni meteo ci esporranno al rischio di altri nubifragi e la conseguente caduta di altri alberi, ci permettiamo di sollecitare un’attenta riflessione sull’unica proposta sensata in grado di fare piazza pulita (ma anche viali puliti).

Si tratta di eliminarli una volta per tutte: basta alberi, troppo rischiosi, sfondano i parabrezza e magari anche qualche testa. E’ vero che abbattere tutti gli alberi di Cremona potrebbe mettere a disagio i nostri adorati cagnolini, tutti alla ricerca di una albero per fare pipì, ma l’interesse pubblico dovrebbe comunque avere la priorità sui bisogni di animali che, almeno per ora, non hanno diritto di voto.  Il che ci porta ad una importante interrogativo: se i cani non votano, come mai assistiamo a scelte di una politica che sembrano proprio roba da cani?

 

Octopus

7 risposte

  1. Provocatorio, come sempre. Speriamo che le sue proposte facciano riflettere chi di dovere. Sono cremonese ma da anni non vivo più nella mia città, dove tuttavia ogni tanto ritorno. In piazza Stradivari mi si stringe regolarmente il cuore: così abbagliante nella luce estiva, così desolatamente pelata. Chi non è più giovanissimo come me certamente avrà nostalgia di quei giardinetti con fontanella che rinfrescavano l’enorme spazio quando si chiamava piazza Cavour. Tolto tutto il verde nell’ enorme spazio vuoto fa un caldo da morire senza la minima possibilità di scampo! Da tanti anni si fanno scelte sbagliate a spese di cittadini e … cagnolini! Ah se potessero votare forse avrebbero più ascolto e considerazione!

  2. Pienamente d’accordo. Poi toglierei anche i pali della luce, perché anche quelli possono fare molto male. Intanto che problema c’è a rimanere al buio? Non basta la luce della luna? E poi così senza ostacoli i turbini potrebbero viaggiare indisturbati e prendere velocità. Perciò andare a sbattere più vigorosamente contro le case e magari buttarle giù più facilmente. Intanto che problema c’è a dormire in tenda? Ben nascosti in qualche anfratto però , come quello di piazza Roma, per non volar via con essa.

    1. Tu pensi che, se si fosse fatta una corretta manutenzione del verde pubblico, il disastro sarebbe stato maggiormente limitato?

  3. Egregio “signor” Octopus, innanzitutto io non posso risponderle che telegraficamente, vista la sua “non conoscenza” dell’importanza del mondo vegetale per la vita umana ed ancor più per quella che vive tra cemento ed asfalto. Un caldo consiglio: studi e/o si informi quando interviene su argomenti che non conosce.
    Potrei firmarmi con “Cefalopode”, ma, com’è mio costume, lo faccio con il mio nome e cognome: Benito Fiori.

  4. Mi permetto di osservare che se il testo pubblicato ha una base ironico-sarcastica non la condivido, in quanto è materia tremendamente seria, sia quella della sicurezza degli alberi in città, in ogni parte di essa.. viali, parchi ecc.. , sia quella del cambiamento climatico. E’ necessario, e questo da decenni, che accanto a rilievi di carattere qualitativo-culturale-sociale e “filosofico” siano prevalentemente esposti alla gente, e siano prese decisioni da parte dei responsabili amministrativi, la reale situazione del nostro territorio i conseguenti rischi, e i conseguenti disastri che già ora si possono quantificare dopo ogni evento che non può più essere classificato come “eccezionale”. Per questo motivo il mio appello ad ognuno di noi cremonesi è di chiedere con sempre più determinazione e forza, a chi può decidere se e come intervenire, di esporre chiaramente con numeri di interventi e investimenti dedicati un piano di recupero ambientale a medio-lungo termine (al di la della piantumazione di qualche centinaio di alberi) che possa rallentare quanto già è irreversibile e certificato del cambiamento del clima. La sopravvivenza nella provincia di Cremona non sarà possibile se in modo permanente, in quella che una volta veniva definita delle 4 cicliche stagioni l’estate, ci saranno temperature superiori ai 40°-45° C.

  5. Ma stiamo scherzando? Con il clima che si ritrova Cremona se togliamo gli alberi cosa succede? Ci vogliono piu’ piante ma devono essere curate e potate adeguatamenre per evitare guai

  6. Forse il tono provocatorio di Octopus è sfuggito a qualche lettore, o forse io ho interpretato a modo mio e non ho capito. Dal mio punto di vista, l’autore voleva sottolineare che nonostante si siano tolti alberi ovunque e si continui a farlo con progetti di cementificazione sterminata, gli eventi atmosferici si abbattono su di noi travolgendo alberi che cadendo provocano danni. E allora provocatoriamente esprimendo il suo disaccordo propone di togliere tutti gli alberi. Sono d’accordo con Sergio che ha inteso come me il senso dello scritto e mi scuso per aver fatto una precisazione che magari può offendere la perspicacia di qualcuno…

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