Accidenti, che caldo! Alcuni parlano di cambiamento climatico, altri di anticiclone africano, qualcuno sembra attribuirne la responsabilità a el Nin᷉o, altri al global warming oppure alla cementificazione selvaggia, al traffico veicolare, ai gas serra, alla fine del mondo sempre più vicina. Pochi pensano alle piste ciclabili e tuttavia, se prestiamo un po’ di attenzione alla storia recente, dovremmo notare un elemento inquietante: negli ultimi anni il progressivo incremento della temperatura corrisponde esattamente al crescente numero delle ciclovie. Di certo un elemento da considerare con estrema attenzione, vista l’ingordigia delle pubbliche Amministrazioni nei confronti della progressiva asfaltatura e cementificazione delle campagne. Un dato di fatto, non un’impressione.
Ovviamente non vanno trascurate le responsabilità individuali, rappresentate dalla diffusione capillare dei condizionatori: con tutta l’aria calda che emettono all’esterno è difficile non ritenerli, almeno in parte, responsabili di una condizione che ci sta portando, dritti dritti, verso un nuovo disastro climatico. Che brividi, a pensarci bene!
Octopus
Una risposta
Penso che la situazione riguardo al clima, sia drammatica, e la sua drammaticità, consiste nel fatto, che specie nel nostro continente, il cambiamento climatico ,e’ più veloce e spietato di quello che era stato previsto dagli studiosi in materia. Visto che a questo punto la situazione e’ fuori controllo e visto che le estati tenderanno a peggiorare, non dobbiamo attendere i famosi trattati tra stati che avverranno nei prossimi decenni, non avremo tutto questo tempo a disposizione, purtroppo, il corpo umano sopra certe temperature muore come moriranno milioni di animali ,come morirà l’ 80% delle nostre piante ridisegnando paesaggi lunari. Questo e’ già in corso si tratta di decidere se vogliamo vivere oppure morire a breve ,e anche se si migrasse verso nazioni situate più a nord, si allungherebbe solo di qualche anno la propria vita. In una situazione del genere cambieranno le economie dei paesi, molti non avranno più lavoro specie nel mondo agricolo , aumenteranno le malattie, si uscira’ solo di notte, lo so che verrò riconosciuto come catastrofista , ma poi verrò ricordato, come realista.