Anche quest’anno eccovi il decalogo che raccoglie alcune raccomandazioni su cose che sarebbe meglio evitare di fare soprattutto nel periodo estivo. A guardar bene, rispetto agli anni passati non è cambiato molto. In cima alla classifica troviamo ancora gli annegamenti che coinvolgono soprattutto giovani immigrati o turisti fai da te, vuoi per imprudenza o per scarsa acquaticità. Seguono le cadute accidentali dal terrazzo: per l’anno in corso non solo bimbi ma anche giovani gitaioli e anziani imprudenti.
Gli atti di violenza continuano a riempire le prime pagine insieme alle morti bianche con cifre da bollettino di guerra; perdono invece alcune posizioni gli incidenti alla guida del monopattino oggi sottoposti a un nuovo regolamento del Codice della Strada.
E nel corso di questa estate, forse agli sgoccioli, il termometro è stato l’oggetto più osservato. Le notizie meteo hanno vinto un posto di rilievo in prima pagina fra alpinisti in infradito o turisti estrosi alla ricerca di avventura sui vulcani emuli di Plinio il Vecchio. Dagli umani ci possiamo aspettare questo ed altro.
- Se l’acqua non è il tuo elemento naturale e la bandiera in spiaggia è rossa col bagnino impegnato in una lunga conversazione sui social, se al lago trovi il divieto di balneazione, se sei attirato da un profondo fosso abbandonato o in gita con gli amici al fiume vuoi provare l’emozione della sua corrente impetuosa, tuffati. Il tuo bisogno di visibilità sarà pienamente soddisfatto sulla pagina dei necrologi.
- Se la tua acquaticità è imbarazzante ma vuoi comunque rinfrescarti almeno i piedi, il fiume Po in secca fa al caso tuo. Gratuitamente potresti contrarre le peggiori malattie infettive con elevate cariche batteriche e lesioni da contatto con alghe urticanti.
- Se hai accoltellato il tuo vicino di casa perché teneva il volume della radio troppo alto, ricordati di rimuovere meticolosamente ogni genere di impronta sulla scena del crimine, e magari vedi anche di far sparire l’arma del delitto. Garlasco non ti ha proprio insegnato niente? Vuoi negare materiale utile al giornalismo investigativo?
- Se ti trovi nei pressi di Pietracatella e alcuni amici occasionali vogliono invitarti a pranzo a casa loro, rifiuta categoricamente. Se dovessero insistere, seppure garbatamente, usa la scusa sempre buona di un improvviso imprevisto familiare. E scappa.
- Se sei in val Brenta e vuoi andare a funghi ma non conosci la differenza tra porcino e amanita falloide, una volta raccolti assaggiane uno. Se inizi ad accusare sintomi di malessere, significa che la sorte ha voluto che quella addentata fosse la velenosa amanita. Se riesci a scamparla, la prossima volta che decidessi di andare per boschi concentrati su mirtilli, fragole e lamponi. È meno pericoloso.
- Se sei proprietario di una gioielleria, nel caso di rapina ricorda che la prima opzione è avvertire le forze dell’ordine. Se ti rispondono picche perché non hanno una pattuglia disponibile, ricordati che Tex Willer resta comunque un personaggio dei fumetti.
- Se sei un custode in pensione con porto d’armi scaduto e ti trovi nel bel mezzo di una rapina, evita il tiro al bersaglio. Per i pensionati ci sono valide alternative: le carte da briscola, le bocce e la Gazzetta dello Sport.
- Se possiedi un monopattino senza luci, assicurazione e targa e hai deciso di guidarlo senza casco, ricorda che per rendere l’esperienza più esclusiva potresti anche indossare le cuffie per ascoltare musica ad alto volume.
- Se vuoi andare in campeggio e hai scelto come meta la Valsusa, nel caso fossero in atto proteste no-TAV sappi che potresti incorrere in almeno un paio di problemi: quello di finire tuo malgrado a far parte di un data base ministeriale per la sicurezza, oppure che la carica della polizia spazzi via il tavolino da pic-nic sul quale avevi preparato ordinatamente le leccornie portate da casa. E se le tue caratteristiche biometriche assomigliassero molto da vicino a quelle di un facinoroso black bloc, hai voglia a tirar fuori la storiella della gita fuori porta!
- Se sei italiano, occasionalmente in Spagna dopo i fatti di Ceuta e hai problemi alla dogana per fare ritorno a casa, ricorda tre parole che potrebbero esserti di aiuto: hola, gracias e amigo. Se non le ricordi, o non ti hanno preso sul serio, attiva il numero del consolato.
E la lista potrebbe allungarsi. Chissà, forse col fresco dell’autunno le cose potrebbero anche peggiorare…
Fernando Cirillo